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Sonia Alfano al Sultano dell'Oman: ''Ci ospiti lei perché l'Italia ci umilia''

Il provocatorio appello dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia

04 agosto 2008

Il suo panfilo reale è attraccato al porto già da una settimana, lui però, il padrone del panfilo, Qaboos Bin Said, sultano dell'Oman arriverà a Palermo oggi, ovviamente col Boeing privato e ad un ora non precisata per motivi di sicurezza. Al suo seguito ci sarà un "codazzo" di oltre 800 persone, per ospitare i quali sono già state prenotate le stanze in tre hotel cittadini. Il sultano, che ha un patrimonio personale stimato in mezzo miliardo di dollari, arriva a Palermo preceduto dalla fama di munifico benefattore della quale ha dato prova nella sua recente vacanza a Bari dove ha distribuito rolex d'oro e mance a molti zeri...
Si potrebbe dire: "ecchisenefrega", oppure "fammi vedere se riesco a farmi regalare un'orologio", oppure spalancare occhi e bocca e dire soltanto "oooooooohhhhhhh bedda matri". Insomma fate un po' voi.

Noi se vi raccontiamo dell'arrivo del sultano dell'Oman è perché ad attenderlo a Palermo ci sarà anche una richiesta insolita e provocatoria che gli arriva da Sonia Alfano - figlia di Beppe, giornalista ucciso dalle cosche - che presiede l'Associazione nazionale dei Familiari delle vittime di mafia: "Chiediamo a sua Maestà Qaboos Bin Said di ospitare la sede operativa dell'Associazione nazionale dei Familiari delle vittime della mafia in Oman".
Sonia Alfano, ha spiegato così le ragioni della singolare richiesta rivolta al sultano: "La discriminazione e le umiliazioni alle quali lo Stato italiano ci sta sottoponendo sono divenute per noi intollerabili". "Lo Stato italiano - ha detto - invece di tutelare le famiglie degli uomini e delle donne che sono morti a causa dell'estrema fedeltà al proprio paese, decide di tagliare 300 milioni di euro dal fondo di rotazione per le vittime della mafia per destinarli alle forze dell'ordine alle quali, a loro volta, sono stati sottratti un miliardo di euro. Noi non possiamo più tollerare tali e tante discriminazioni né sottostare ad una burocrazia che è ormai divenuta mero strumento di controllo per zittire ed asservire le coscienze". "Non garantire l'adeguata tutela sociale ed economica alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia - ha proseguito Sonia Alfano, che alle elezioni regionali dello scorsa primavera, si candidò alla presidenza della regione per le liste di Beppe Grillo - significa rendere più conveniente giurare fedeltà alla mafia, che in caso di morte o arresto di un proprio affiliato assiste in maniera efficiente la sua famiglia, e scoraggiare la fedeltà allo stato ed al principio di legalità su cui questi si fonda. Sarebbe di grande utilità per i politici italiani prendere esempio da sua Maestà il Sultano dell'Oman che tutti gli anni manifesta la propria vicinanza ed attenzione nei confronti del suo popolo ascoltando le richieste ed i problemi delle popolazioni dei villaggi più isolati del proprio paese". "Mentre le Istituzioni italiane negano ai familiari delle persone morte per l'estrema fedeltà a queste stesse istituzioni un semplice colloquio - ha aggiunto la Alfano -. Per queste e per tante altre ragioni noi chiediamo al Sultano dell'Oman, sovrano illuminato, di ospitare la nostra sede operativa nella propria nazione così da sottrarci all'asfissiante burocrazia italiana che giorno dopo giorno infligge agli eroi di stato ed alle loro famiglie intollerabili umiliazioni. Siamo certi che il Sultano, a differenza di quanto fatto dalle istituzioni italiane, mostrerà attenzione nei confronti della nostra richiesta".

Il presidente dell'associazione che raggruppa i familiari dei caduti nella lotta alla mafia, dopo aver puntato l'indice su alcuni politici della maggioranza, ha precisato che le parole sin qui pronunciate "saranno considerate come una semplice provocazione. Piacerebbe anche a noi - ha concluso - che lo fosse ma la realtà è che la nostra supplica è serissima, motivata e, forse, una delle poche vie di scampo rimaste"

Beh, di sicuro - o almeno così qualcuno ha detto - lo staff del Sultano ha già promesso alla città di Palermo un concerto della banda nazionale dell'Oman e un paio di cene di gala alle quali però, come da tradizione, sua altezza non presenzierà. Chissà se al sultano che ha tanti soldi suoi, nel senso che nei soldi del sultanato dell'Oman capeggia la sua effige, arriverà la richiesta di Sonia Alfano. Intanto, in attesa del suo arrivo, la banchina principale del porto di Palermo è transennata e sul panfilo reale, che si chiama "Al Said" e misura 154 metri e mezzo di lunghezza, vigilano una nutrita scorta armata e una nave appoggio equipaggiata con missili.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it e Repubblica.it]

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04 agosto 2008
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