Sono rimasti in 16...

Degli iniziali 21, sono rimasti in 16 gli operatori che parteciperanno alla gara per la privatizzazione della Tirrenia

11 novembre 2010

Erano 21 gli operatori (sia nazionali sia internazionali) che avevano presentato le manifestazioni di interesse per la compagnia marittima Tirrenia. In cinque sono usciti di scena e in sedici sono passati alla fase successiva: la procedura di privatizzazione di Tirrenia si è avviata a entrare nel vivo. Ieri il commissario straordinario Giancarlo D'Andrea ha inviato le lettere di invito a 16 dei 21 soggetti iniziali. Si è aperta quindi la fase di 'due diligence', che prelude alla presentazione delle offerte.

Martedì gli armatori Gianluigi Aponte, Emanuele Grimaldi e Vincenzo Onorato hanno comunicato con una nota congiunta, d'aver intrapreso un'iniziativa congiunta nell'ambito del processo di privatizzazione della Tirrenia. I tre armatori napoletani hanno annunciato la creazione di una nuova società, 'Compagnia italiana di navigazione' allo scopo di rilevare la compagnia marittima in liquidazione.
"La condivisione delle radici napoletane ed il profondo attaccamento alla città - si legge nel comunicato - hanno indotto i tre armatori a creare una nuova società, la 'Compagnia Italiana di Navigazione', allo scopo di rilevare la Tirrenia, mirando a preservare il patrimonio che l'azienda di Stato rappresenta per il tessuto socio-economico locale, sia in termini di impatto occupazionale che di redditi distribuiti". "L'obiettivo - prosegue la nota - è quello di strutturare una società autonoma ed indipendente, dotata di una propria governance, che possa operare in modo efficiente ed orientato al mercato, supportata dal know how e dalle competenze di tutti i soci, pur senza essere controllata da nessuno di essi. Si ritiene che l'iniziativa, alla luce della professionalità, della serietà e della tradizione dei tre armatori direttamente interessati, possa essere accolta positivamente da tutte le parti coinvolte nel processo di privatizzazione".

L'iniziativa dei tre armatori partenopei è stata accolta positivamente dai sindacati che però hanno chiesto che non si arrivi al temuto spezzatino: "Credo e spero che la nuova cordata nasca da un preciso progetto industriale in cui non sia presente il famigerato 'spezzatino' che abbiamo aspramente combattuto", ha affermato il segretario generale della Uil trasporti Giuseppe Caronia, che ha chiesto anche al Commissario di ritirare la procedura di ricorso alla cassa integrazione straordinaria a rotazione per 722 marittimi a partire da dicembre. Una misura contro cui i sindacati hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per il 22 novembre.
Nei giorni scorsi, infatti, in un documento di Federlinea, l'associazione italiana dell'armamento di linea cui aderisce la compagnia marittima in amministrazione straordinaria, si poteva leggere che Tirrenia si apprestava a mettere in cassa integrazione straordinaria (cigs) 722 marittimi per un periodo di circa sei mesi. La cigs partirà il primo dicembre e durerà fino al 31 maggio 2011. Per una "migliore ripartizione fra i marittimi potenzialmente interessati - si poteva leggere ancora nel documento, in possesso dell'Ansa - sarà applicato un criterio di rotazione, per cui il ricorso medio giornaliero alla cigs sarà di 172 persone, con punta massima di 230 unità".
Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha comunque rassicurato i sindacati: "Per ora c'è una richiesta. Essendo molto complessa la privatizzazione - ha spiegato -, avevamo insistito con Tremonti e Sacconi perchè anche in questo settore ci fosse la cig. Qualora ce ne fosse bisogno, la useremo".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

- 21 manifestazioni di interesse per Tirrenia, solo cinque per Siremar (Guidasicilia.it, 21/10/10)

 

 

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11 novembre 2010

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