Sotto attacco dei miliziani il gasdotto che porta il gas a Gela

L'ultimatum dei miliziani berberi: Se entro sette giorni non verranno soddisfatte le loro richieste chiuderanno il Greenstream

31 ottobre 2013

Sabato scorso i miliziani berberi sabato scorso hanno compiuto un blitz su una nave dell’Eni alla fonda nel porto di Mellitah. Se entro sette giorni non verranno soddisfatte le loro richieste - due rappresentanti nell’assemblea costituente - chiuderanno il Greenstream che porta il gas a Gela, sulla costa siciliana.
Il gasdotto è stato già oggetto di attenzioni da parte dei miliziani, il flusso è stato ridotto del cinquanta per cento. Ora viene minacciata la chiusura con gravi ripercussioni per l’Italia e l’Ente Nazionale Idrocarburi.

Il terminale petrolifero di Marga Hariga è stato chiuso per l’intervento dei miliziani. L’episodio di Mellitah è solo una nuova tappa dell’escalation di un conflitto che vede impegnate tutte le fazioni, politiche, militari, etniche, religiose, criminale. Un Paese senza governo ed ingovernabile, anche per gli enormi interessi che si sono concentrati sul territorio.
Sono presenti in Libia le grandi multinazionali del petrolio, che godono di copertura "ufficiose" da parte di potenze occidentali. Ci sono gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, gli americani che cercano di tutelare i loro interessi, ma ci sono anche i covi del terrorismo fondamentalista, sui quali si è concentrata l’attenzione delle forze di sicurezza Usa, dopo l’attentato che costò la vita all’ambasciatore americano lo scorso anno.

Il processo di balcanizzazione in atto è stato accelerato negli ultimi mesi dalla nascita di un governo autonomo in Cirenaica, che con la Tripolitania, dovrebbe dare vita ad uno stato federale.
Quersta soluzione, tuttavia, si scontra con la "folla" di miliziani e bande criminali che privilegiano l’anarchia per continuare a svolgere il loro "lavoro" al servizio di paesi dell’area, potenze straniere e strategia di destabilizzazine qaediste. Le coste libiche offrono un piena libertà d’azione ai mercanti che mettono in mare i barconi della morte.

La facilità con la quale gruppi armati di miliziani compiono raid nei campi petroliferi e gli impianti delle compagne petrolifere e minacciare la produzione di petrolio ed il flusso dei gas, in aree sufficientemente vigilate, dà la misura del grado di disgregazione raggiunto e della totale libertà di cui godono le bande criminali ed i gruppi terroristici. [Fonte: SiciliaInformazioni.com]

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31 ottobre 2013

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