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Spatuzza continuerà a collaborare

"Sono disposto a portare avanti questa mia missione per dare quel pezzo di verità a tutte le persone oneste"

17 giugno 2010

Sono Gaspare Spatuzza, da mezzi d'informazione (TV) ho appreso la notizia della mia "non" ammissione al Programma di Protezione. Certamente mi amareggia, ma sono molto fiducioso nelle "ISTITUZIONI" per cui non ho motivo di scoraggiarmi.

"Adesso il mio unico pensiero va a Tutti i Miei Cari Familiari, perché se prima avevo una piccolissima possibilità per riconciliarmi con loro, adesso certamente tutto mi sarà molto, molto più difficile".


Un altro pensiero è rivolto a tutta la criminalità-organizzata che certamente sta gioendo e magari brindando a questa vittoria.

Un altro pensiero è rivolto a quella "minoranza di gente" che, dal primo momento, non ha fatto altro che denigrare la mia Persona e quel pezzo di "VERITA' CHE RAPPRESENTO".

Quello che chiedo, ORA, allo STATO: rassicurazioni sull'incolumità della mia VITA. Le SS.LL sanno benissimo che, da due anni, non faccio altro che reclamare maggiore garanzia per salvaguardare la MIA VITA, perché sono consapevole che il mio nemico è molto abile ad infiltrarsi nelle istituzioni: "come nel passato ha GIA' FATTO". Voglio dire che se ho dato un pezzo della mia Vita per il male, sono ben disposto a perderla per il BENE.

Sono sempre a disposizione, a portare avanti, questa mia MISSIONE per dare quel pezzo di VERITA' a tutte quelle persone ONESTE e di buona volontà.

Con la più totale osservanza allo STATO E ALLA LEGGE.

Località segreta lì 15 giugno 2010

Gaspare Spatuzza

Gaspare Spatuzza ha ammesso di fare "dichiarazioni a rate". A rilevarlo la Commissione del Viminale sui pentiti nelle dieci pagine di motivazioni con cui ha rifiutato di ammettere il boss al programma di protezione (LEGGI).
È stato Spatuzza, scrive la Commissione nel documento "ad ammettere di avere deliberatamente mantenuto il silenzio su alcune circostanze, per timore delle conseguenze e in attesa di fare ingresso nel programma di protezione". "Non ho riferito subito di queste cose riguardanti Berlusconi - egli ha detto il 6 ottobre 2009 alla Dda di Palermo - perché intendevo prima di tutto che venisse riconosciuta la mia attendibilità su altri argomenti e poi riferirne, sia per ovvie ragioni inerenti la mia sicurezza, sia per non essere sospettato di speculazioni su questo nome nella fase iniziale, già molto delicata, della mia collaborazione".
Spatuzza, nell'interrogatorio del 6 ottobre 2009, in riferimento alle sue dichiarazioni su Berlusconi e Dell'Utri, dice anche: "mi mettono al sicuro e poi ne parliamo anche perché ero convinto che se avrei tirato in ballo questi due soggetti, qualcuno potrebbe venire a dirmi a me che io stavo utilizzando, stavo sfruttando personalità per ottenere il programma di protezione. Ci dissi: no me lo devono dare immediatamente e poi possiamo parlare".

Per la Commissione, "resta salva, ovviamente, la necessaria tutela personale che sarà garantita, pur in assenza di programma, secondo le modalità ordinarie" e nel suo documento ha voluto sottolineare come, per giungere alla decisione di non ammettere il boss al programma di protezione, "è stata svolta una complessa, lunga e articolata attività istruttoria''.
Da parte sua il sottosegretario al ministero dell'Interno Alfredo Mantovano, presidente della commissione sulle misure di protezione, ricorda che tali misure sono "atti motivati, esito di un lavoro approfondito e articolato che ha impegnato tutti i componenti della Commissione. Non si tratta - ha precisato riferendosi ad asserzioni di un procuratore della Repubblica - di qualcosa di paragonabile a proiettili o minacce".
Mantovano, ricordando che "i provvedimenti sono impugnabili al Tar del Lazio", si è anche detto disponibile a riferire in Parlamento. Come ha chiesto Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia, la quale ha sottolineato "la necessità che quest'uomo (Spatuzza, ndr) sia tutelato". "Vogliamo che il sottosegretario Alfredo Mantovano venga a spiegare in Parlamento perché il Viminale ha negato la protezione a un testimone le cui dichiarazioni sono state ritenute attendibili da tre procure della Repubblica. Qualcuno vuole impedire che si vada avanti con le indagini?", ha detto Garavini.
Va all'attacco l'Italia dei Valori che parla di "vendetta politica''. "Un avvertimento e un'intimidazione - ha affermato il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi - rivolta a chi conosce i rapporti tra mafia e politica".

Intanto, il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha fatto sapere che Spatuzza "ha indirizzato un messaggio (che abbiamo riportato all'inizio dell'articolo, ndr) nel quale ribadisce la propria disponibilità, per quanto può fare, a collaborare con lo Stato, in cui fortemente crede, per la ricerca della verità". "Spatuzza chiede di essere protetto - ha proseguito Quattrocchi - Ma, pur nella delusione che ha provato e pur manifestando, comprensibilmente, un certo timore per sé, ci ha indirizzato questo messaggio". Per il procuratore capo di Firenze "è un comportamento molto apprezzabile, è una posizione di coerenza con la scelta che ha operato. Questa iniziativa - ha concluso Quattrocchi - è ulteriormente rappresentativa di un'affidabilità del percorso intrapreso dal collaboratore".
Nei mesi scorsi quella di Firenze era stata una delle Procure che aveva caldeggiato fortemente presso il Viminale l'ammissione di Spatuzza al programma di protezione.
E in una lettera aperta, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si è rivolta così a Spatuzza: "Non si tiri indietro adesso, signor Spatuzza, così come ha lasciato intendere che farà ai magistrati di Firenze. Non abbia timori, sia se stesso come lo fu il giorno in cui incontrò per la prima volta suo figlio e se è vero che è stata la nostra Caterina a mettere in crisi la sua coscienza, lo dimostri con coraggio perché noi siamo con Lei, lo dobbiamo ai nostri di figli".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Apcom, La Siciliaweb.it]

- Un messaggio a Spatuzza e a chi parla delle stragi di Attilio Bolzoni

 

 

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17 giugno 2010
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