La Pasqua in Sicilia

I Segni e i Simboli popolari nelle rappresentazione pasquali in terra siciliana

02 aprile 2004

La Pasqua, tra le più importanti feste dell'anno liturgico, in Sicilia ha dato origine a molte feste cittadine che sottolineano, sfidando le epoche, gli usi e i costumi, ancora in maniera molto sentita, i momenti salienti dei tre passaggi fondamentale di questa ricorrenza: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù Cristo.
In moltissime parti della Sicilia è ancora viva l’azione ritualità popolare, le cui origini affondano in tempi antichissimi, e che nelle forme espressive, a volte teatrali e drammatiche, a volte di serafico simbolismo, si presentano in maniera sempre articolata e complessa.
Quello che colpisce delle feste pasquali in Sicilia è principalmente la grande e appassionata partecipazione popolare, che si manifesta non solo nei classici cortei, pellegrinaggi e processioni, ma anche nell'alternanza del sentire: il lutto per la morte del Redentore che si trasforma in allegrezza per la Resurrezione, e che si riconosce nel risveglio della natura, nella primavera dell’anima.

Delle tantissime manifestazioni pasquali che nelle nove province siciliane ogni anno rinnovano il sentimento della Resurrezione, ne abbiamo scelto tre che rappresentano il particolare sentire di cui sopra si parlava. Abbiamo deciso di presentare La Processione dei Misteri a Trapani, una delle rappresentazioni più articolate e antiche dell’Isola; quella de Li diavuli di Prizzi (PA), fra le più affascinanti e grottesche rappresentazioni della liberazione dal male e dal peccato, e quella della piccola Parrocchia di Santa Maria degli Angeli, del quartiere palermitano di Mondello, che da 42 anni organizza con appassionata devozione la propria Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Cristo.


La Processione dei Misteri a Trapani
Devozione, fede e folklore si fondono nella processione dei misteri che si svolge, ogni anno, a Trapani ogni Venerdì Santo. La processione, che vanta la presenza di 20 gruppi statuari, prevede un lavoro particolare che riguarda tutto il periodo della Quaresima. Il periodo che precede la Settimana Santa è preceduto, infatti, da "I Scinnuti", un rito risalente al 1600.
Nei sei venerdì quaresimali, il Gruppo che rappresenta il mistero di turno, viene spostato al centro della chiesa dove verrà celebrata la Santa Messa.
I misteri sono sei: la Caduta al Cedron, Gesù dinanzi ad Hanna, la Flagellazione,  l'Ecce homo, l'Ascesa al Calvario, Madre pietà dei Massari, Madre pietà del popolo e infine l'Addolorata.
Ogni mistero è affidato ad una particolare maestranza di artigiani e lavoratori. Durante questi venerdì di Quaresima i ragazzi trasportano a spalla dei fercoli con le immagini sacre e poi vanno in giro per la città a raccogliere le offerte dei fedeli. Già dai primi giorni della settimana santa si hanno delle processioni: il Martedì Santo si ha la processione della Madonna dei Massari, organizzata dai discendenti dei portatori delle masserizie, che in passato erano pagati dai contadini più agiati per trasportare i misteri e che poi furono esclusi dalla processione ufficiale del venerdì; il Mercoledì Santo è il turno dei fruttivendoli che organizzano la processione in onore della Madonna della Pietà per le vie cittadine fino alla rituale visita alla Madonna dei massari. Il Venerdì Santo si ha la processione più imponente di questi misteri con la partecipazione dei 18 gruppi lignei più l'urna del Cristo morto e dell'Addolorata. La processione inizia nel primo pomeriggio del venerdi,  e termina la mattina del sabato.

La realizzazione dei Gruppi Sacri che compongono la processione sono risale alla scuola artigiana trapanese del XVII secolo. Ogni statua è composta da uno scheletro in legno relativamente alle teste, busti, mani e piedi dei personaggi, internamente sostenuti da ossature in sughero, sui quali si modellava la tela e la colla, permettendo così una maggiore naturalezza degli abiti e maggiore plasticità espressiva, secondo una tecnica tipicamente trapanese, detta "carchèt". Le statue sono fissate su basi lignee dette "vare" alcune delle quali sono state intagliate dagli artigiani trapanesi con le raffigurazioni di putti, simboli del ceto di appartenenza o vedute di Trapani. Durante le soste le vare, apoggiate sui dei cavalletti, si coprono con un sontuoso mantello nero ( a' manta ), sul quale è impresso il nome del ceto di appartenenza. La ricostruzione storica è ambientata nel medioevo e non durante l'occupazione romana della palestina infatti, si possono notare soldati dalla divisa spagnoleggiante o elmi sostituiti da immaginari penacchi.
Sono pochi i gruppi rimasti pressoché originali; molti di essi, a causa dei danni patiti a seguito delle accidentali cadute dei portatori o per le bombe del secondo conflitto mondiale, hanno subito modifiche o notevoli interventi di restauro ed in alcuni casi una totale ricostruzione. Nel dopoguerra furono tanti trapanesi amanti della processione che si prodigarono a far rivivere quel pezzo di storia cittadina. Negli ultimi tempi si è provveduto ad una pulitura delle superfici dei gruppi. Dopo tanti anni, nei quali la polvere, il fumo delle candele e le pennellate di vernice avevano scurito le colorite espressioni ed i drappeggi, si è così pervenuti ad una immagine nuova nella colorazione delle statue. 

- Unione Maestranze
 
L’abballu de li Diavuli di Prizzi
Pasqua è un evento religioso molto sentito a Prizzi che vive la settimana Santa in maniera intensa e con grande partecipazione. Una settimana di manifestazioni che culminano nella processione della Domenica di Pasqua quando le statue del Cristo risorto e di Maria Addolorata si incontrano.
La settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme, quando si rievoca l'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Il sacerdote più giovane del paese, nei panni del Salvatore, in groppa ad un asino, viene accompagnato dalla folla e tiene in mano foglie di ulivo e palme magnificamente intrecciate. Il Giovedì santo si procede con la rappresentazione nelle Chiese dell'ultima cena e il sacerdote effettua il lavaggio dei piedi  agli apostoli, seduti attorno al tavolo. Si prosegue quindi con la visita ai "sepolcri"che in realtà non sono altro che gli altari della deposizione allestiti nelle chiese, col tabernacolo aperto e l'eucaristia esposta. Per l'occasione si preparano scenografie spettacolari con addobbi di pane, arance e fiori bianchi.

Il Venerdì Santo ha luogo la rappresentazione della crocifissione e a Prizzi la gente è solita visitare tutte le chiese del paese.
Il Cristo viene adagiato su un lettino riccamente addobbato di fiori, il cosiddetto "littirinu", sul monte Calvario per poi essere crocifisso e sorvegliato dalle guardie romane. Dopo la deposizione del Cristo, inizia la processione vera e propria che parte dalla chiesa di San Calogero (dove si trova il monte calvario) e gira per le vie del paese, fermandosi di tanto in tanto per raccogliere le offerte. Secondo la tradizione il "littirinu" farebbe fermare i portantini nel momento in cui deve ricevere l'offerta.
Tra religiosi silenzi, canti e il suono della banda si alternano diverse figure caratteristiche: quello che regge la scala con la quale il Cristo è stato deposto, un altro che porta un cuscino con i chiodi, il martello e la tenaglia usati per la crocifissione. Segue una piccola statua raffigurante Maria Maddalena, sdraiata e straziata dal dolore, che viene trasportata da alcune ragazze chiamate "Pie Donne" e la statua della Madonna con un pugnale conficcato nel cuore e con addosso un mantello nero in segno di lutto. La processione ha termine nella Chiesa del Crocifisso.

La Domenica di Pasqua è il giorno della resurrezione e in paese c'è un'atmosfera di gioia e letizia. Già all'alba, gli abitanti vengono svegliati dal bussare alle  porte di gruppi di ragazzi che indossano un abito rosso (i diavuli) tranne uno che ne indossa uno giallo ocra  e rappresenta la morte.
Questi  scorrazzano su e giù per le vie del paese agitando delle catene, chiedono a parenti, amici e a tutti quelli che incontrano, piccole somme di denaro oppure uova fresche o dolciumi come pegno  per liberarsi dalla loro chiassosa  presenza. Indossano un abito di tela rosso che ricorda il  fuoco dell'inferno, mentre sul viso portano una maschera di ferro con una larga bocca dalla quale fuoriescono la lingua e i grossi denti mentre gli occhi sono due piccole fessure che contrastano col grande naso. Sulla testa ci sono due corna mentre una pelle di caprone copre le spalle.
La morte invece, indossa un abito di tela  giallo ocra con una maschera  in cuoio e porta in mano uno strumento stilizzato che simula, nelle fattezze, una balestra.

Nel pomeriggio, lungo il corso pricipale di Prizzi, si svolge il vero e proprio "abballu de li diavuli" che viene anche chiamato "u'ncontru" (l'incontro) delle statue del Cristo risorto e di Maria Addolorata, scortata da due angeli armati di lancia.
Mentre la banda suona allegramente, i diavoli e la morte scorrazzano in mezzo alla gente catturando i partecipanti, (simbolicamente le loro anime) e trascinandoli "all'inferno" dove previo pagamento di un obolo, che serve anche alla loro liberazione, possono gustare i tipici "cannateddi", elaborati lavori di pasta pasticcera con un uovo sodo al centro, oppure un "bicchierino". Spesso i "catturati" vengono costretti dai diavoli a danzare insieme a loro e così ci si può ritrovare in circolo con le maschere a saltellare sulle note della banda. Il compito dei diavoli è quello d'impedire l'incontro tra il Cristo risorto e la Madonna.
Il "ballo dei diavoli" inizia con le note cadenzate della banda. Le statue iniziano ad andare incontro l'una all'altra mentre i diavoli e la morte corrono e ballano fino a quando restano incastrati tra le due statue senza via di fuga, venendo trafitti dalle spade di due angeli e consentendo finalmente l'incontro. Nella lotta tra le forze del Bene e del Male si nasconde il significato profondo della manifestazione. La morte è legata alle forze del male ma è il Bene a vincere attraverso l'uccisione dei diavoli.

INFO
www.comune.prizzi.pa.it
Tel. 0918346901 / e-mail: prolocohippanaprizzi@virgilio.it


''Passione di Gesù Cristo'' della parrocchia S. Maria degli Angeli di Partanna Mondello (PA)
La Sacra Rappresentazione di Partanna Mondello, è un vero e proprio ritorno alle origini del teatro, quelle inglesi, che trattava la sacra rappresentazione e si svolgeva all'aperto, nelle piazze adiacenti le chiese. Quindi anche a Partanna Mondello si usa per lo sviluppo della scena, luoghi e scenari naturali all'aperto, il più perfettamente aderenti alle testimonianze evangeliche.
La Rappresentazione della parrocchia S. Maria degli Angeli si differenzia da tutte le altre manifestazioni che si svolgono nel periodo di Pasqua poiché non si tratta di una processione statica e figurativa, ma di una vera e propria recita di tipo teatrale dove l'azione e i dialoghi conferiscono vitalità allo svolgimento, e perché il testo sfrutta tutti i dialoghi dei quattro Vangeli, anche se sono presenti dei pezzi inediti che vengono usati solo ed esclusivamente per conferire dinamicità all'azione e per rendere il tutto più comprensibile agli spettatori.

La Sacra Rappresentazione della Passione e morte di Gesù Cristo che si svolge nella borgata di Mondello (conosciuta dai più soprattutto per la spiaggia), giunta quest'anno alla sua 43° edizione, ha origine molto più antica. Verso la metà del secolo scorso in occasione della processione del venerdì Santo i simulacri di Maria SS. Addolorata e del Cristo morto erano preceduti da un corteo storico che rappresentavano tutti i personaggi che hanno animato i giorni della Passione e morte di Gesù Cristo. Agli inizi degli anni 60 i giovani della parrocchia decisero di animare questi personaggi.
La manifestazione ogni anno viene seguita da un folto numero di persone e tantissimi sono i turisti che nei giorni di Pasqua decidono di trascorrere le vacanze a Palermo.

Ovviamente l’intento della rappresentazione và ben oltre il fatto scenico, e quindi tutti i partecipanti alla messa in scena si impegnano a dare il proprio contributo, alla testimonianza del modello di vita di "Gesù Cristo", affinché giovani e meno giovani possano meditare sul simbolo cristiano della Croce ch'è Salvezza.

I giorni della rappresentazione
Domenica delle Palme, 16 Marzo  2008
Ore 17.00 - Ingresso di Gesù a Gerusalemme- Corteo Storico;

Martedì Santo, 18 Marzo 2008
Ore 21.00 - Eventi evangelici del Lunedì, Martedì, Mercoledì Santo - Inserto Giovanni Battista;

Giovedì Santo, 20 Marzo  2008
Ore 21.00 - Ultima Cena - Orto degli Ulivi - Cattura - Interrogatorio casa, Hanna, Kaifa, Sinedrio - Diniego di Pietro;

Sabato Santo, 22 Marzo 2008
Ore 11.00 - Pretorio di Pilato - Gesù da Erode - Via Crucis - Crocifissione - Sepoltura.

La rappresentazione si svolge in luoghi all’aperto ed è totalmente gratuita
INFO
Parrocchia Santa Maria degli Angeli – via Iandolino, Partanna Mondello (PA)
Tel 091 450 773 / Fax 091 684 4595

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02 aprile 2004

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