Palermo Shooting

Wenders ritorna a girare in Europa partendo dalla sua Düsseldorf e arrivando nella nostra Palermo

27 novembre 2008

Noi vi segnaliamo...
PALERMO SHOOTING
di Wim Wenders

Fotografo di fama mondiale, Finn conduce una vita movimentata che gli invidiano in molti. Basti dire che dorme pochissimo e che il suo telefono cellulare suona in continuazione. Con la cuffia sempre sulle orecchie si gode la fedele compagnia della musica. Ma quando all'improvviso la sua vita perde il suo ritmo, Finn abbandona tutto. Il suo vagabondare lo porta da Düsseldorf a Palermo dove la sua strada si incrocia con quella di un misterioso assassino che non gli dà tregua. Ma, nello stesso tempo, ha l'occasione di cambiare la sua vita e poco dopo incontra una giovane donna di cui si innamora...

Anno 2008 
Nazione Germania/Italia
Produzione Wim Wenders e Gianpiero Ringel per Wenders Images GmbH con i fondi della Provincia regionale di Palermo - Aapit (P.O.R. Sicilia 2000-06), Comune di Palermo, NRW Filmstiftung e Medienboard Berlin-Brandenburg in collaborazione con ZDF, ARTE e Pictorion DAS WERK 
Distribuzione BIM
Durata 124'
Regia Wim Wenders
Sceneggiatura Wim Wenders, Norman Ohler
Fotografia Franz Lustig
Musiche Irmin Schmidt
Con Campino, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Patti Smith, Lou Reed, Milla Jovovich
Genere Drammatico

La critica

"E' successo e succederà a tutti i grandi registi sbagliare un film. Da qualche anno, però, a Wim Wenders succede troppo spesso. Dispiace molto, infatti, ritrovare il regista che lanciò proprio a Cannes 'Il cielo sopra Berlino' trasformato in un mistico veggente di anime, per di più attirato dagli equivoci brividi dell'esotismo. Ex pellegrino sapiente delle lande statunitensi, Wenders s'era già misurato con la mediterraneità in 'Lisbon Story' (1994), ma evidentemente l'ispirazione non è più quella di un tempo... (...) Tutto sa di pretenzioso e posticcio, a cominciare dalle auto-indulgenti comparsate dell'ex sindaco dipietrista Leoluca Orlando e della rinomata fotografa Letizia Battaglia; senza contare che Palermo e persino la meravigliosa cittadina di Gangi ci fanno la figura di sfondi turistici. Il culmine del ridicolo è toccato dal finalissimo, quando Campino e il cappuccione (Dennis Hopper) intrecciano tra le scalette e gli scaffali degli Archivi Comunali un duello/dialogo sui Sommi Temi. Retorica e goffaggini a parte, c'è anche il guaio che l'aveva già fatto un certo Bergman ne 'Il settimo sigillo'".
Valerio Caprara, 'Il Mattino'

"Fotografo alla moda, Finn è afflitto da una "Angst", un´angoscia tipicamente wendersiana. Ha scollinato la quarantina, sta divorziando e soffre d'insonnia. Così, almeno, dice lui; in realtà dorme la metà del film e quando dorme sogna: scheletri, orologi liquidi alla Salvador Dalì, più un tipo incappucciato con arco e frecce che poi si rivelerà essere la Morte in persona. Schivato per un pelo un incidente, l'uomo va a Palermo, dove incontra Giovanna Mezzogiorno, alias Flavia, impegnata nel restauro di un affresco di anonimo quattrocentesco intitolato (rieccoci) "Il trionfo della morte".

Nel capoluogo siciliano si spendono alcune perle di saggezza da repertorio gattopardesco: l'equazione città piena di morti-città piena di vita, per intendersi. Tutto The Palermo Shooting, del resto, è seminato di pillole problematiche, dall'interrogativo (irrisolto) "quando si capisce di essere morti?" a divagazioni sui temi favoriti di Wenders, ovvero lo statuto dell'immagine e la soppressione della realtà. Di casa al Festival dal 1976 (otto volte in competizione o fuori-concorso, pluripremiato, già presidente della Giuria), il regista tedesco non girava da una quindicina d'anni in Germania (Dusseldorf, dove la storia inizio, è la sua città natale) e in Europa. Si direbbe un ritorno alle origini e a personaggi famigliari: la parte principale, scritta pensando a Campino, il musicista leader del gruppo punk-rock tedesco Die Toten Hosen (come dire "i pantaloni morti") evoca i personaggi depressivi ed errabondi che Rudi Vogler interpretò in film come "Alice nelle città" o "Lisbon Story". Il tutto ha un po' il sapore del "private joke"; anche per la presenza di Dennis Hopper, già complice di Wenders nell'"Amico americano", e di Milla Jovovich (attrice nel suo "The Million Dollar Hotel") nella parte di se stessa; ai quali si aggiungono Lou Reed e Patti Smith. Salvo che, poi, il regista immerge il film in un'atmosfera lugubre, necrofila addirittura, con più di un sospetto di pulsione menagrama. Un umor (senza traccia di humour) nero, in fondo, confermato dalla dedica finale alla memoria di Ingmar (Bergman) e Michelangelo (Antonioni)."
Roberto Nepoti, 'la Repubblica'

"Possibile che un autore come Wim Wenders pecchi di tanta ingenuità, si dimostri così fumoso e narcisistico? (...) nonostante il suo carisma, è un po' dura accettare lo spettrale e spennacchiato Dennis Hopper nei panni della Morte. Per fortuna a illuminare di luce interiore lo schermo provvede la nostra Giovanna Mezzogiorno, vibrante e vera come avrebbe dovuto essere il film."
Alessandra Levantesi, 'La Stampa'

In concorso al 61mo Festival di Cannes (2008)



Film Trailers from Filmtrailer.com

- ''Palermo, dove il senso della morte non è cupo'' (Guidasicilia.it, 18/11/08)



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27 novembre 2008

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