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Stato di crisi per l'Eni di Gela!

Sindacati e Regione concordi nella vertenza di Gela: "Va evitato il disimpegno di un altro gruppo dal territorio siciliano, dopo l'abbandono di Fiat"

20 aprile 2012

I segretari siciliani di Cgil, Cisl e Uil, Mariella Maggio, Maurizio Bernava e Claudio Barone, hanno chiesto al governatore Raffaele Lombardo, con una nota, "la convocazione di un tavolo regionale di confronto per lo sblocco della vertenza Gela". Il caso è esploso un paio di giorni fa con l'annuncio del colosso industriale di fermare per un anno due delle tre linee di produzione di idrocarburi (LEGGI).
In pratica, uno stop "parziale e temporaneo" della raffineria, con la Cig a zero ore per 500 dei 1.200 dipendenti e una pesante ricaduta sui 1.100 occupati dell'indotto. I segretari di Cgil, Cisl e Uil, sollecitano il governo regionale il "varo di azioni immediate sia nei confronti del governo nazionale che dei vertici del gruppo industriale".
"In tutti i modi - sostengono i confederali - va evitato il disimpegno di un altro gruppo dal territorio siciliano, dopo l'abbandono di Fiat che resta ancora una ferita aperta. Va in ogni modo alzato un argine contro il rischio-desertificazione ancora più grave nel contesto dell'attuale crisi dell'economia. Anche per questo, vanno accelerate tutte le azioni necessarie a rendere competitivi gli impianti e il territorio di Gela". Sul tema, Cgil Cisl e Uil siciliane rendono noto anche di avere "allertato e impegnato i vertici nazionali delle rispettive organizzazioni".
La stessa richiesta arriva anche dal governo regionale per poter utilizzare strumenti solidi, efficaci, urgenti, per fronteggiare la grave vertenza e rilanciare la ripresa produttiva dello stabilimento Eni di Gela. "Dopo gli incontri con Eni, con i deputati regionali Lillo Speziale e Giuseppe Federico, ma anche con il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, il governo regionale incontrerà anche le parti sociali - dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo -. Se la crisi del settore della raffinazione colpisce indistintamente tutti i gruppi in Europa, certamente in Sicilia si abbatte su un tessuto economico e sociale che necessita di azioni aggiuntive da parte del governo Monti, anche in considerazione della situazione di tutto l'indotto che dipende dal petrolchimico".
Il presidente della Regione ha istituito un'unità di crisi presso la presidenza che, oltre agli assessori all'Energia, Giosuè Marino, alle Attività produttive, Marco Venturi, all'Economia, Gaetano Armao, e al dg del dipartimento Lavoro, Anna Maria Corsello, coinvolgerà le forze sociali e seguirà costantemente l'evoluzione della crisi. [Lasiciliaweb.it]

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20 aprile 2012
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