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Stop agli scarichi di sostanze nocive che inquinano le acque

Il regolamento del Ministero dell'Ambiente e della Salute per fermare l'inquinamento delle acque

30 marzo 2004
Riduzione progressiva e graduale eliminazione dell' inquinamento provocato dagli scarichi, dalle emissioni e dal rilascio di sostanze nocive. Questi gli obiettivi del regolamento predisposto dal Ministero dell'Ambiente in collaborazione con il Ministero della Salute che fissa gli standard di qualità nell'ambiente acquatico. Il provvedimento attua il dettato del decreto legislativo che recepisce una direttiva quadro in materia di tutela delle acque, del Parlamento e del Consiglio dei Ministri, e fissa un elenco di inquinanti. Il regolamentio inoltre, dispone che gli standard di qualità ambientale siano definiti sulla base di criteri di tossicità ed ecotossicità tenendo in considerazione i possibili rischi derivanti per la salute dal consumo di acqua potabile e dal trasferimento dei contaminanti attraverso i processi di bioaccumulo nella catena alimentare, ma anche dei potenziali danni nel tempo all'intero ciclo della risorsa idrica.

Responsabili del controllo sulle acque sono le Regioni che hanno il compito di vigilare sugli scarichi delle industrie, sullo scorretto trattamento delle acque reflue urbane e sulla gestione degli scarichi provenienti da fonti agricole. L'obiettivo è quello di conseguire due traguardi di qualità uniformi su tutto il territorio nazionale: il primo, entro il 2008, per  garantire la salute umana mentre il secondo, entro il 2015, per la tutela dell'intero ecosistema acquatico. Il provvedimento esegue una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha condannato lo Stato Italiano per non aver adottato, entro il 1998, i programmi previsti per la riduzione dell'inquinamento delle acque marine e costiere, lagunari e degli stagni, oltre che quelle destinate all'acquacoltura.

Assumono un ruolo di primo piano per il conseguimento di obiettivi di qualità le Bat (Bilancio Ambientale Territoriale- basato su un insieme di indicatori specifici che descrivono la situazione dell'ambiente, i settori di impatto, le attività di tutela). Se il loro impiego risultasse insufficiente saranno le autorità competenti a indicare le misure aggiuntive da applicare. Le Regioni dovranno redigere infatti, un elenco di sostanze pericolose presenti sul territorio e delle fonti di origine, trasmettendoli al Ministero dell'Ambiente. Per quanto riguarda poi, la laguna di Venezia e il suo bacino scolante saranno applicate disposizioni specifiche fermo restando l'obbligo del rispetto del regolamento in modo che vengano adottati gli standard più restrittivi, le sue scadenze temporali e le disposizioni relative ai sedimenti.

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30 marzo 2004
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