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Stop ai condannati in Parlamento

Pronti per una legge delega, ma tutto dipende dal via libera al ddl anticorruzione

03 ottobre 2012

Tutto dipende dal via libera al ddl anticorruzione, in discussione nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Se dovesse giungere il 'disco verde' al provvedimento, il governo è intenzionato ad accelerare sull'incandidabilità dei condannati al Parlamento, italiano ed europeo, ma anche Regioni, Province, Comuni.
La chiave di volta è la norma, contenuta nel ddl anticorruzione, che assegna al governo la delega per legiferare sull'annosa questione delle liste pulite.

E a riflettere sulla necessita di accelerare dando vita a norme che chiudano le porte ai condannati sono stati i ministri Paola Severino e Filippo Patroni Griffi - confermano all'Adnkronos fonti governative - in un colloquio telefonico col ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri a cui spetta, di fatto, il compito di redigere la norma.
La legge delega contenuta nel ddl anticorruzione e approvata dall'Aula della Camera prevede che il governo adotti "entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, di incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali e di divieto di ricoprire le cariche di presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, di presidente e di componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, di consigliere di amministrazione e di presidente delle aziende speciali".

Il giorno del via libera della Camera al ddl anticorruzione era stato approvato un ordine del giorno che impegnava il governo ad approvare "entro quattro mesi" la disciplina delle incandidabilità per i condannati per gravi reati con sentenza definitiva. Ma adesso la linea dell'esecutivo è fare in fretta, portarsi avanti e approvare le misure il prima possibile, così da renderle applicabili già per il cambio di governo in seno alla Regione Lazio. [Adnkronos]

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03 ottobre 2012
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