Strage di Ustica: un altro passo verso la verità

A 30 anni dal tragico evento la Francia si dice pronta a collaborare con i giudici italiani

24 giugno 2010

Notizie sul traffico aereo militare nello spazio al largo di Ustica, la sera del 27 giugno 1980, quando un Dc9 dell'Itavia con 81 persone a bordo si inabissò. E' quanto chiesto a Francia e Stati Uniti, alla vigilia del trentesimo anniversario dal disastro, dalla procura di Roma, titolare dell'inchiesta giudiziaria, con apposite rogatorie internazionali.
Dalla Francia è già arrivata una disponibilità alla collaborazione, con l'auspicio da parte di Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage, che Parigi si muova in un solco di chiarezza di ampia collaborazione.

Le due rogatorie rappresentano l'ultimo passo degli inquirenti su quello rimane uno dei misteri dell'Italia contemporanea. I pm Maria Monteleone ed Erminio Amelio, magistrati che indagano sulla vicenda, hanno sollecitato una serie di risposte per riscontrare elementi testimoniali relativi al traffico aereo militare di quella sera nello spazio aereo attraversato dal velivolo partito da Bologna e diretto a Palermo. E non mancano auspici positivi in procura. Non a caso, martedì la Francia ha fatto sapere che è pronta a "cooperare pienamente" sul disastro aereo di Ustica non appena riceverà una richiesta ufficiale da parte dell'Italia, ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero. "Noi - ha affermato Valero - non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che è stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un'inchiesta. Non appena le autorità italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l'Italia, come abbiamo già fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda".
"Spero - ha detto Daria Bonfetti - che la Francia risponda ai giudici italiani con altrettanta chiarezza e volontà di cooperazione". Ed ha aggiunto: "Mi sembra una risposta dovuta", ricordando che "le accuse nei confronti della Francia non vengono da me ma dal presidente del Consiglio di allora Cossiga", che qualche anno fa rivelò che il missile che abbatté il Dc9 Itavia era francese. "Speriamo - ha concluso Bonfietti - che oggi possa iniziare una collaborazione tra la Francia e la magistratura italiana".

A 30 anni dal disastro la cortina di omertà che ha scandito l'accertamento della verità potrebbe, dunque, gradualmente sgretolarsi. Segnali positivi sono già arrivati dalla Nato, la quale, rispondendo ad analoghe rogatorie, qualche dato, per ora non sufficiente a ricostruire la dinamica dei fatti, l'ha fornito. Non altrettanto ha fatto la Libia, secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, che pure è stata interpellata dai magistrati romani.
Per i pm Monteleone e Amelio un fatto è certo ed emerge dai dati radar acquisiti: ossia la presenza di aerei militari nelle vicinanze del Dc9, così come indicato dalla corte di assise di Roma nella sentenza di assoluzione dei generali dell'Aeronautica finiti sotto processo. Da qui l'avvio di una nuova indagine e l'audizione di nuovi testimoni. Come l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale ha detto di sapere che "c'era un aereo francese che si mise sotto il Dc 9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio" e che "i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi"; oppure come Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, che ha parlato di un ruolo di copertura della vicenda voluto dai servizi segreti. Nel 1999, dopo nove anni di istruttoria, il giudice Rosario Priore, all'epoca titolare degli accertamenti, concluse l'inchiesta sostenendo che il Dc9 fu "vittima di un'azione militare di intercettamento messa in atto, verosimilmente, nei confronti dell'aereo che era nascosto sotto di esso".

E nel trentesimo anniversario della strage la città di Bologna rende omaggio alle vittime con un calendario di eventi intitolato "Arte, Fiore della Memoria". Il ventaglio di manifestazioni vuole puntare sulla capacità di risveglio della memoria che le arti, la poesia e la musica possiedono.
Il programma - Dal 24 giugno fino al 10 agosto sono previsti appuntamenti che attraverso il linguaggio dell’arte vogliono rianimare il ricordo. Si parte oggi con la proiezione de Il muro di gomma di Marco Risi a piazza Maggiore. Domani sarà protagonista la giornata di studio in Cappella Farnese che, con la collaborazione della Fondazione Democratica, vedrà alternarsi dalle 16,30 Pier Ferdinando Casini, Giuseppe Pisanu, Stefano Rodotà e Walter Veltroni. Il giorno stesso dell’anniversario, il 27 giugno, in piazza VIII Agosto e nei giorni successivi nel Cortile di Palazzo d’Accursio, l’artista Flavio Favelli allestirà l’opera Cerimonia, che riproduce il telo che ricopriva l’aereo dell’Itavia. La sera dello stesso giorno e il 28 giugno, nel Giardino della Memoria di via Saliceto, suoneranno le note della musica di Karlheinz Stockhausen, importante figura nel novecento musicale, morto nel 2007. Dall’8 luglio al 10 agosto nello stesso spazio invece teatro e poesia del cartellone Dei teatri della memoria vedranno coinvolti tra gli altri l’attrice Emma Dante.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, Corriere.it]

 

 

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24 giugno 2010

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