Strage di via D'Amelio: scarcerati sei ergastolani

La Corte d'appello di Catania ha ritenuto inammissibile la revisione del "processo Borsellino" e ha disposto la sospensione della pena per gli 8 presunti responsabili

28 ottobre 2011

Rimessi in libertà sei "ergastolani" accusati di aver organizzato e portato a termine l'attentato a Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Catania che però ha ritenuto per ora inammissibile "per motivi tecnici e allo stato degli atti" la revisione del processo per la strage di via D'Amelio. Revisione richiesta dalla procura generale di Caltanissetta (Roberto Scarpinato) sulla base delle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza e delle nuove indagini svolte dalla procura nissena guidata da Sergio Lari (LEGGI).

La Corte di Appello di Catania ha disposto la sospensione della pena e la scarcerazione, se non detenuti per altra causa, degli otto imputati che furono condannati nel processo celebrato a CaltanissettaLasciano il carcere Gaetano Murana, Cosimo Vernengo omonimo del presunto boss, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Giuseppe Urso detto "Franco" e Salvatore Profeta tutti condannati all'ergastolo e da oltre 15 anni in carcere. Gaetano Scotto, invece, anche lui condannato all'ergastolo pur beneficiando, della immediata scarcerazione e della sospensione della pena disposta dalla corte d'Appello di Catania, probabilmente non lascerà il carcere, perchè sta scontando altre condanne per altri reati.
Proprio ieri sera, poco dopo le 20:00, sono stati scarcerati i primi 4. Hanno così lasciato il carcere Urso, rinchiuso all'Opera di Milano, La Mattina, che si trovava a L'Aquila, Murana, rinchiuso a Voghera e Vernengo, detenuto nelle Marche. I 4 si sono subito messi in viaggio per Palermo dove ad attenderli ci sono i parenti. Oggi dovranno recarsi nei commissariati vicino alle loro abitazioni per la firma prevista per i sorvegliati speciali.
Non sarà scarcerato Vincenzo Scarantino, il falso pentito in cella per la strage di via D'Amelio che si è autoaccusato dell'eccidio e ha tirato in ballo dieci persone che, invece, il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha pienamente scagionato. Fino a stamattina sembrava che Scarantino sarebbe stato scarcerato avendo espiato, in base a un primo calcolo, le condanne riportate per altri fatti. Secondo un nuovo calcolo, invece, dovrebbe uscire dal carcere nel 2014.

La "contraddittoria" decisione dei giudici di Catania deriverebbe dal fatto che pur avendo riconosciuto più che provato il non coinvolgimento degli otto nella strage (come dalle nuove inchieste della procura di Caltanissetta), invita i magistrati nisseni a procedere per calunnia e falsità contro Scarantino, Salvatore Candura e Francesco Andriotta, i tre "pentiti" che si autoaccusarono e accusarono altri mafiosi della strage Borsellino pur sapendoli innocenti.
E sono loro che adesso puntano il dito su un gruppo di investigatori (Vincenzo Ricciardi, Mario Bo e Salvo La Barbera, tutti ex appartenenti al "gruppo Falcone-Borsellino") allora diretto dall'ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo la Barbera, (morto qualche anno fa dopo aver ricoperto anche l'incarico di vice capo della polizia).

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Adnkronos/Ign]

- Ansia o depistaggio? (Guidasicilia.it, 26/10/11)

- "Quell'autobomba rubata a spinta" il racconto del pentito Spatuzza di A. Bolzoni e F. Viviano

 

 

 

 

 

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28 ottobre 2011

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