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Sul nucleare avanti tutta!

Nonostante l'allarme causato dalla centrale slovena, i ministri italiani dicono che andranno avanti

06 giugno 2008

Il "non incidente" occorso un paio di giorni fa nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, che ha messo in allarme il sistema d'allerta rapido europeo sui rischi radioattivi (leggi), poteva risultare per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, lo scacco inaspettato in grado di infrangere del tutto il sogno-esigenza che l'Italia deve avere nel mettersi al più presto nella carreggiata dell'energia nucleare. Così non è stato, primo perché quanto successo nella centrale di Krsko sembra non abbia causato nemmeno lontanamente neussun problema, secondo perché la determinazione dei ministri del governo sembra inscalfibile. 
"Indietro non si torna", ha detto ieri Scajola senza mostrare alcun tentennamento dopo il guasto dell'altro ieri che ha messo in allarme l'Europa, ribadendo che l'Italia tornerà al nucleare. "Per coniugare sicurezza dell'ambiente, rispetto dell'ambiente e bisogno di energia - ha detto - dobbiamo costruire centrali nucleare di terza generazione avanzata per avere energia a basso costo e certezza di avere energia nel futuro".
Scajola, che parlava da Bucarest dove si trova in visita, ha aggiunto: "Dobbiamo migliorare la nostra distribuzione di energia, attraverso il risparmio energetico, diversificare il mix, anche attraverso il carbone pulito, fare uno sforzo per le rinnovabili, ma dobbiamo capire che tutto questo non basta al bisogno di energia, e non basta per garantire la sicurezza dell'ambiente". Servono in conclusione anche le centrali nucleari di terza generazione.

Dello stesso avviso anche il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha confermato la determinazione del governo di voler andare avanti col nucleare aggiungendo: "Noi non diciamo che sia l'unica soluzione, ma con il petrolio a questi livelli non può che essere la strada da seguire".
Secondo il ministro Prestigiacomo, che ha parlato ieri dal Lussemburgo dove ha partecipato a un Consiglio Ue dei ministri del settore, il caso dell'allarme alla centrale in Slovenia è stato "strumentalizzato". "Vi è stato - ha detto - un tentativo di strumentalizzazione da parte di chi è contrario il nucleare". Il ministro ha spiegato che durante il consiglio il rappresentante sloveno ha parlato di un "errore di comunicazione". "I sistemi di sicurezza funzionano - ha sottolineato il ministro - e quindi non c'è da creare alcun allarme". Il ministero, ha proseguito, "ha inviato tecnici sul posto per rilevamenti". Comunque "l'incidente è chiuso, alla questione durante il Consiglio si è dedicato al massimo un minuto e mezzo al tema". In ogni caso, ha precisato Prestigiacomo, "questo non cambia minimamente la politica del governo. Noi non diciamo che il nucleare sia l'unica soluzione, ma con il petrolio a questi livelli non può che essere la strada da seguire". Tuttavia, ha aggiunto, "pensiamo anche che si debba investire nelle rinnovabili, ma sappiamo che con i sistemi che si adottano oggi facendo il massimo dello sforzo riusciremmo a coprire a stento il 10% del fabbisogno nazionale. E' mia intenzione sul punto delle energie rinnovabili fare in modo che vi sia un impegno italiano per la ricerca e perché siano veramente energie alternative per il futuro".

Le parole del governo infuocano la polemica tutta italiana sul nucleare. "Siamo contrari allo sviluppo del nucleare di terza generazione e preferiamo che si guardi ad altri tipi di energia, come quella eolica", ha sottolineato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, secondo cui si può tornare all'atomo "quando troviamo un nucleare vero che non produca danni".
C'è anche chi è pronto a un nuovo referendum, come ha annunciato Mauro Romanelli, portavoce dei Verdi della Toscana. "Non esiste un nucleare sicuro - ha aggiunto il capogruppo dei Verdi in Regione, Mario Lupi - e poi c'è il problema delle scorie. Sostenere che è inutile avere un'Italia denuclearizzata visto che in molti Paesi vicini ci sono le centrali è sbagliato e occorre tornare indietro".
Di tutt'altro avviso Stefano Monti, responsabile Enea della definizione dei programmi di ricerca e sviluppo sulla fissione. Quanto accaduto ieri in Slovenia, ha detto Monti, è "meno di un incidente, possiamo semmai parlare di malfunzionamento. Si tratta di una perdita di liquido refrigerante, senza alcuna fuga radioattiva. Per capirsi, non sono nemmeno dovuti entrare in funzione i sistemi di sicurezza perchè non ve n'è stato bisogno".
Per Enzo Gatta, presidente di Assoelettrica, il guasto alla centrale nucleare slovena ha innescato "reazione emotive, enfatizzate dalla stampa" ma il guasto che si è verificato "rientra in una fascia di rischio industriale gestibile in sicurezza. Conosco personalmente quella centrale - ha spiegato - perché l'ho visitata. E' un impianto relativamente piccolo ma che ha dato ottime performance, così come centrali analoghe".

[Informazioni tratte da Repubblica.it e Adnkronos.com]

-
Un governo ''nucleare'' (Guidasicilia.it, 23/05/08)

- Si dilatano i tempi dell'italico sogno nucleare (Guidasicilia.it, 30/05/08)

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06 giugno 2008
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