Sulla presunta "tratta di bambini" scoperta la scorsa settimana

La Abp World, società norvegese accusata dalla Procura di Palermo di essere dietro la tratta, si difende e scrive a Live Sicilia

07 novembre 2013

Nei giorni scorsi, molto clamore ha suscitato la notizia sulla presunta organizzazione internazionale dedita alla "tratta di bambini" e che aveva a Palermo una delle sedi operative (LEGGI). Secondo la Procura di Palermo, dietro la tratta di bambini contesi fra genitori, la  Abp World, una società con sede in Norvegia, che organizzava blitz armati per recuperare i bambini.
Un'accusa gravissima respinta con decisione dall'amministratore delegato Martin Waage, tra i destinatari dell'ordine di arresto della magistratura italiana che per essere eseguito dovrà essere recepito dalla Norvegia.
La replica di Waage in un articolo di Live Sicilia

ABP WORLD: "OPERAZIONI LEGALI"
di Riccardo Lo Verso (LiveSicilia.it, 05 Novembre 2013)

Niente armi, nessun rischio per i bambini e pieno rispetto delle leggi internazionali e locali. La Abp World replica scrivendo a Livesicilia.it. Si tratta della società che, secondo l'accusa, avrebbe organizzato il rapimento di alcuni bambini contesi fra genitori. Quattro persone sono state arrestate in Sicilia. Per altrettante pende una richiesta di arresto da eseguire all'estero.
Il fondatore e amministratore delegato della Abp, Martin Waage, tra i destinatari della misura cautelare, spiega che "le accuse di usare metodi estremi e armi da fuoco, come le violazioni di legge, sono totalmente contrarie alle nostre politiche aziendali. Tutti i nostri clienti sono genitori ai quali è stata riconosciuta la custodia esclusiva dei propri bambini".
Waage è un uomo libero. Devono essere, infatti, le autorità del suo paese, la Norvegia, a receprire il mandato di arresto chiesto e ottenuto dalla Procura di Palermo. Le operazioni di recupero dei bambini, a suo dire, si svolgerebbero alla luce de sole: "Essi (i genitori ndr) hanno anche documenti legali, ad esempio dell'Interpol, per facilitare il recupero dei loro bambini rapiti".
Altri e non la Abp avrebbero violato la legge: "A proposito del caso tunisino di cui si parla nell'articolo, due impiegati di Abp World Group sono stati tenuti in custodia per più di un anno in Tunisia senza processo. Sono stati falsamente accusati dalla polizia tunisina di un rapimento potenziale, quando in realtà erano stati assunti come security da una donna che doveva andare in tribunale per un'udienza di affidamento".

Altro che blitz paramilitari, sostiene Waage: "Lo scopo di Abp World non è lavorare per la migliore offerta. Garantire la protezione del bambino e la giustizia è la chiave. Tutti i recuperi sono condotti basandosi sui documenti dei tribunali, ordini di recupero e mandati Interpol. I genitori che si rivolgono a noi hanno fatto ricorso al sistema giudiziario e hanno ottenuto l'affidamento, ma si sono trovati di fronte a un sistema legale che non li aiuta, con tribunali non riconosciuti e la mancata applicazione della Convenzione dell'Aja. Abp World ha un successo senza pari nel recupero internazionale di bambini. La cooperazione con la polizia, con l'Interpol e con i tribunali viene portata avanti in tutte le operazioni di recupero per assicurarsi che tutti i canali legali siano informati. In alcuni casi, le autorità assistono Abp World nell'applicazione di ordini di cattura per l'arresto di criminali ricercati".
Infine la nota precisa che Waage "si è messo in contatto con la polizia norvegese attraverso il proprio legale per chiarire i fatti e cooperare. Nessun mandato ufficiale è stato emesso dall'Interpol per l'arresto di impiegati dell'azienda, come invece è stato sostenuto dalla stampa italiana".

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07 novembre 2013

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