Termovalorizzatori siciliani: tutto da rifare

Dopo le contestazionei dell'Ue, la Regione riapre le gare d'appalto per la costruzione dei 4 termovalorizzatori

23 luglio 2008

Dopo la procedura d'infrazione aperta dall'Unione europea, la Regione siciliana ha deciso di rifare i bandi per i quattro termovalorizzatori, la cui realizzazione era stata affidata ai gruppi industriali Falck e Waste Italia che si erano aggiudicate nel 2002 le gare contestate dalla Corte europea perché non conformi alla normativa comunitaria.
La giunta siciliana ha dato mandato all'Agenzia delle acque e dei rifiuti di definire l'accordo con gli operatori industriali che stanno portando avanti i lavori, che non dovrebbero subire stop. "L'obiettivo - ha scritto in una nota la giunta di governo - è di realizzare gli impianti prima che si esaurisca la capacità delle discariche, per evitare rischi di crisi ambientali e sanitari".

Il direttore dell'Agenzia, Felice Crosta, ha annunciato una vera e propria corsa contro il tempo per proclamare i vincitori delle gare a febbraio 2009 e tagliare il traguardo dei nuovi impianti entro il 2011. Dopo i tanti ostacoli, ultimo lo stop imposto due anni dall'ex ministro all'Ambiente Pecoraro Scanio, per la Sicilia si tratta infatti di scongiurare un'emergenza rifiuti stile Campania. "I quattro termovalorizzatori devono essere realizzati prima che si esaurisca la capacità delle nostre discariche. Poi correremmo rischi di crisi ambientali e sanitarie - è l'allarme di Crosta - Ancora per due anni riusciamo a fronteggiare la situazione. A Palermo per un anno e mezzo abbiamo la quarta vasca: la quinta infatti è quella già collegata al nuovo impianto. Il punto è che non si tratta solo di completare i quattro termovalorizzatori: c'è un sistema complessivo di 34 impianti di sostegno da far entrare in funzione, che riguardano la selezione de rifiuti, la separazione, la stabilizzazione dell'umidità".

Nei quattro siti dove sono previsti i termovalorizzatori [Palermo, Casteltermini (AG), Augusta (SR) e Paternò (CT)] sarebbero già stati impiegati circa 500 milioni di euro, tra acquisto dei terreni, progetti, scavi e oneri con istituti di credito. Il nodo sarà proprio la trattativa tra Crosta e i titolari dell'appalto, per strappare un impegno a sottoscrivere un contratto di cessione di tutti i diritti. In cambio, i vincitori dei nuovi bandi acquisiranno i progetti, le autorizzazioni e i siti dove saranno costruiti gli impianti per il trattamento dei rifiuti. Ai gruppi Falck e Waste la Regione sembra intenzionata a chiedere di non partecipare alle gare, in cambio delle dovute garanzie in termini giuridici ed economici. "Siamo certi che da parte loro ci sia disponibilità a un accordo", sostiene Crosta. Actelios, la società del gruppo Falck che segue il "Progetto Sicilia", per il quale ha in corso un project financing da 1.300 milioni di euro, ha già ribadito dal canto suo in una nota "la ferma intenzione" a proseguire nella realizzazione degli impianti in Sicilia. "Si registra inoltre - è la posizione di Actelios - l'intenzione dell'Agenzia per i Rifiuti di seguire un percorso idoneo a superare la procedura di infrazione in grado di tenere indenni le società aggiudicatarie da ingiusti pregiudizi". In questa fase di transizione, i due gruppi dovrebbero proseguire le opere, fino all'aggiudicazione delle nuove gare. Nel caso in cui i bandi dovessero andare a vuoto gli stessi gruppi Falck e Waste potrebbero procedere con la realizzazione degli impianti.

Il ministero degli Affari esteri ha trasmesso agli uffici europei un cronoprogramma che prevede la celebrazione delle nuove gare, senza ripartire da zero. Un advisor internazionale sarà chiamato a verificare i costi sostenuti dai gruppi Falck e Waste; chi si aggiudicherà le gare dovrà depositare una fideiussione a garanzia del pagamento dei costi finora sostenuti dai due gruppi.
I vincitori dei nuovi bandi, pubblicati a breve, acquisiranno i progetti, le autorizzazioni e i siti dove saranno costruiti gli impianti per il trattamento dei rifiuti

[Informazioni tratte da Adnkronos.com, La Siciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

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23 luglio 2008

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