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Terrore per l'Italia

Le Brigate Al-Masri, l'organizzazione che ha rivendicato gli attentati di Londra, minacciano l'Italia sul web

18 luglio 2005

''Questo è un comunicato rivolto ai Paesi europei dopo gli attacchi che hanno colpito Londra e riguarderanno altre città crociate i cui soldati sono ancora in Iraq. Rinnoviamo l'ultimatum che vi abbiamo precedentemente inviato dandovi un mese di tempo per rivedere le vostre posizioni nei confronti dell'Islam e del popolo musulmano. Con un altro ultimatum vi diffidiamo a rivedere i vostri rapporti di alleanza con l'America ed i sionisti per far terminare il bagno di sangue che attualmente è in corso in Iraq, Afghanistan e Palestina.
Noi siamo uomini che aspirano alla morte come voi aspirate alla vita e quindi la jihad sulla strada di Allah verrà condotta fino al giorno del giudizio.[...] Colpiamo le città dell'Europa a difesa del popolo musulmano in reazione alle terribili condizioni in cui esso vive dal Golfo arabo al Marocco. I mujahidin non smetteranno di combattere finché l'Islam non potrà affrancarsi dall'oppressione e dalla mortificazione. Questo è l'ultimo messaggio che trasmettiamo ai paesi crociati: concediamo un mese di tempo per il ritiro dei vostri soldati dall' Iraq dopodiché non vi saranno altri avvertimenti ed agiremo direttamente toccando il cuore dell'Europa e dando origine ad una guerra cruenta e sanguinosa. [...] I crociati, tuttora presenti in Iraq, con particolare riguardo alla Danimarca, alla Gran Bretagna, all'Italia e ad altri Paesi che hanno ancora i loro eserciti sul territorio iracheno. Noi vi giuriamo che queste sono le nostre ultime parole. Dopo di ciò i mujahidin si faranno sentire nelle vostre capitali''.

Le Brigate Abu Hafs Al-Masri, l'organizzazione terroristica che ha rivendicato gli attentati di Londra del 7 Luglio scorso, ha lanciato una minaccia via Internet ai ''paesi crociati'', fra i quali l'Italia.
Nel messaggio, apparso nelle ultime ore su un sito web che si dichiara legato alle stesse brigate e che è ancora al vaglio degli esperti, si dà un mese di tempo per il ritiro dei soldati stranieri dall' Iraq. Gli esperti ritengono che il messaggio rientri nell'ambito di una strategia mediatica, coerente con la situazione del momento, diretta a diffondere e ad accrescere un clima di tensione e di paura nei confronti dei popoli dei paesi europei, sottolineando che non è la prima volta che ''Al Masri'' minaccia col terrore l'Italia.
Era già accaduto un anno fa: il 15 luglio 2004, un comunicato annunciava per l'Italia un ''bagno di sangue come quello dell'11 settembre 2001 negli Usa'', a meno di un cambio di maggioranze politiche nel nostro governo. Firmava quel comunicato un tale che si definiva ''ammiratore tunisino dei due sceicchi'' e indicava all'Italia un ultimatum di tre mesi.
Il comunicato del 15 luglio 2004 non rimase un caso isolato, non passarono, infatti, neppure tre settimane e, il 10 agosto di quell'anno, le ''brigate'' (o chi per loro utilizza questa sigla) tornarono ad avvertire minacciose gli italiani, affacciando il nome del nostro Paese in un testo che rivendica gli attentati contro due alberghi e un deposito di gas a Istanbul, in Turchia.

Dal Viminale è trapelata la notizia che del comunicato delle ''brigate'' si tornerà a parlare oggi nel Comitato di Analisi strategica antiterrorismo (l'organismo di consultazione permanente cui siedono tutti gli apparati di pubblica sicurezza e quelli di intelligence): ''Per verificarne il senso - osserva una fonte italiana dell'antiterrorismo - anche alla luce di quel che è accaduto la scorsa settimana e di quel che accadrà di qui ai prossimi giorni. Per verificare insomma se vi sia un nesso tra la minaccia di oggi e gli oltre duecento nuovi nomi che sono stati raccolti durante le perquisizioni dei giorni scorsi a carico di islamici già noti ai nostri archivi''.
Sicuramente le 36 espulsioni amministrative della scorsa settimana non resteranno un numero finito, già nei prossimi giorni altri saranno allontanati dai nostri confini.


Identificata tra le vittime dell'attentato di Londra la salma di Benedetta Ciaccia.

E' morta nella stazione di Aldgate 
Le autorità di polizia britanniche hanno ufficialmente identificato il corpo di Benedetta Ciaccia, la cittadina italiana nell'elenco dei dispersi dopo attentati del 7 luglio scorso a Londra. Lo ha reso noto la Farnesina: ''Le autorità di polizia inglese hanno identificato ufficialmente il corpo di Benedetta Ciaccia tra le vittime degli attentati del 7 luglio scorso''. Secondo le ultime informazioni la donna sarebbe rimasta uccisa nell'esplosione che ha colpito la stazione della metro di Algate. La Salma, ha comunicato la Farnesina, farà rientro in Italia tra qualche giorno.
La sorella: ''Vivevamo ancora nella speranza'' - ''Quando abbiamo sentito squillare il telefono - ha raccontato la sorella - abbiamo subito capito che si trattava di notizie riguardanti Benedetta e sicuramente non erano piacevoli. Mio padre era rientrato da qualche giorno da Londra afflitto e disperato. Noi comunque fino ad oggi vivevamo ancora nella speranza di rivedere Benedetta nonostante le notizie negative che arrivavano da Londra. Ancora non sappiamo quando faranno rientrare mia sorella e quando si svolgeranno i funerali''. La famiglia Ciaccia si è chiusa nel silenzio del proprio dolore in attesa che la Farnesina comunichi loro la data del rientro della salma, atteso in settimana, molto probabilmente con un aereo militare all’aeroporto di Ciampino.
Era a Londra da 10 anni - Benedetta Ciaccia, 31 anni, era a Londra da 10 anni e lavorava in una casa editrice. A dare la notizia della sua scomparsa era stato il fidanzato Fiaz Batthi, un inglese di origine pakistana, che l'aveva sentita per l'ultima volta alle 7 di mattina. I due dovevano sposarsi il prossimo 11 settembre. Fino a sabato Ciaccia risultava in una lista di 11 stranieri dispersi e non ancora ufficialmente identificati. [Corriere.it]

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18 luglio 2005
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