Il triangolo della morte

Continua ad aumentare la percentuale di morti per tumore nella provincia siracusana

28 gennaio 2005

La provincia siracusana è stata ammalata. Fare nascere i propri figli nella punta sud-est della Sicilia equivale a dover fare i conti, con molta probabilità, con la malattia.  
Nel triennio 2000-2002 i morti a causa di tumore nella provincia siracusana sono aumentati del 7% rispetto al quinquennio 1995-1999.
Una realtà fatta di neonati malformati, con un solo testicolo, con gravissime allergie, con problemi cardiaci, malati di asma.
Due studi, uno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e uno dell'Enea, mettono in evidenza un incremento di tumori alla trachea, bronchi e polmoni negli uomini.
La provincia siracusana è stata ammalata dallo smog, dalle polveri organiche e inorganiche. Sono circa 170 mila tonnellate all'anno i rifiuti prodotti nella zona. Aumenta il depauperamento della falda idrica e l'esistenza di diversi impianti a rischio in una zona altamente sismica diventa sempre più pericolosa.

Questi drammatici dati sono solo alcuni dei punti messi in luce da un esposto di otto pagine firmato dagli abitanti del triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta e dei comuni di Floridia, Solarino e Siracusa, riuniti in tre comitati cittadini, inviato al procuratore di Siracusa e al procuratore generale di Catania oltre che al presidente della Regione e ad altri rappresentanti istituzionali.
I tre comitati di cittadini del cosiddetto ''triangolo siracusano della morte'' denunciano, ancora una volta, i danni causati dalla costruzione di industrie chimiche, petrolchimiche e per la raffinazione del petrolio tra Priolo-Melilli-Augusta, intorno al 1948.

Dal 1979 sono state registrate nella baia di Augusta ripetute morie di pesci e tuttora vengono pescati esemplari con due code, più occhi, e con altre malformazioni. Nel 1980 il pretore di Augusta ha sollecitato il Ministero della Sanità a inviare una Commissione d'inchiesta facendo entrare Siracusa in un programma di monitoraggio dell'Indagine Policentrica Italiana Malformazioni Congenite. Nel 2002 - è scritto nell'esposto - nella relazione della Commissione Ambiente del Senato si afferma che ''i siti di Priolo e Augusta non siano più un'area a rischio di crisi ambientale ma un'area in crisi ambientale per cui si rendono indispensabili interventi legislativi e finanziari che consentono di affrontare con tempestività la drammatica emergenza''.

Una situazione conosciuta da più di un ventennio e che si è trasformata in una tragedia silenziosa, più volte denunciata e mai risolta, nell'indifferenza delle istituzioni che verso il dramma del ''triangolo siracusano della morte'' ha mostrato un grave disprezzo per la vita.
Già alla fine degli anni Ottanta, Legambiente denunciava che la mortalità per cancro nel comune di Priolo sfiorava il tasso del 33%, ad Augusta il tasso del 28%, e quasi la stessa percentuale si aveva a Melilli.  Veniva, inoltre confermato che la percentuale di nati malformati nell'ospedale civile ''Muscatello'' di Augusta era costantemente ed in modo preoccupante superiore alla media nazionale e alla soglia di allarme indicata dall'Oms (Organizzazione Mondiale della  Sanità). Situazione rimasta oggi uguale.
Panorama di Priolo GargalloNella metà degli anni Novanta, con grande indignazione la situazione ''post atomica'' vissuta nella provincia siracusana veniva denunciata dal parroco di Augusta, don Palmiro, che trovò il coraggio di denunciare tutto in  un volume intitolato ''Il terremoto dei silenzi''. Don Palmiro in quel librio parlò di "delitti" consumati sulla  pelle di ignari lavoratori e cittadini increduli; semplice carne da macello di fronte ai  grandi investimenti americani e sovietici che hanno consegnato la Sicilia a una industria  senza regole e senza morale. La voce di Palmiro fu una della tante "voci nel deserto".

I tre comitati cittadini con l'esposto presentato nei giorni scorsi, chiedono ai sindaci dei comuni dell'area interessata di sollecitare le industrie a mettere in atto moderne tecnologie per abbattere le emissioni inquinanti e al presidente della Regione di fissare valori limiti più restrittivi per le emissioni. I cittadini inoltre nell'esposto hanno diffidato ''il presidente della Regione, il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti e l'assessore all'ambiente dal rilasciare autorizzazioni alla costruzione o all'ampliamento di impianti''.

- ''Il prezzo della benzina'' di Antonello Mangano, da Terrelibere.it

 

 

 

 

 

 

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28 gennaio 2005

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