Un giovane albanese ucciso da un operaio edile di Pietraperzia

13 giugno 2005

Compiva quel giono 24 anni Abdulla Kaja, albanese di religione musulmana, che la sera di sabato, 11 giugno, alle ore 19,30 è stato ucciso in Piazza Vittorio Emanuela davanti ad una nota cartolibreria. L'assassino è Salvatore Selvaggio, un operaio edile.
Il giovane albanese aveva un relazione con F.S. di 17 anni figlia del Selvaggio, negli ultimi tempi i rapporti tra i due giovani si erano incrinati ed il padre della ragazza aveva deciso di incontrare il giovane albanese per un chiarimento.
Un incontro abbastanza animato subito finito in tragedia. Salvaggio infatti ha colpito il giovane con 20 fendente con un grosso coltello da cucina.
Una tragedia sia per la vittima come per Salvaggio che risulta essere incensurato.
L'assassino è stato poco dopo portato in carcere dai carabinieri.

Sul posto del delitto, verso le 20,30, è arrivato il parroco della parrocchia Santa Maria di Gesù, don Giovanni Bongiovanni, che ha impartito una religiosa benedizione. Abdulla Kjana, era orfano di madre, in Albania ha il padre ed un fratello.
Venuto a Pietraperzia alcuni anni addietro ha lavorato come cameriere in un ristorante, dove ha dimostrato padronanza del mestiere e molto garbo nel servire i vari clienti. Con la sua bonomia è diventato l'amico di tutti.
Anche Salvatore Salvaggio era considerato un onesto lavoratore, nato a Barrafranca ha sposato una pietrina ed era stato per parecchi anni in Germania; rientrato in paese ha lavorato come occasionale nel mondo dell'edilizia.
L'ultimo omicidio in Piazza Vittorio Emanuele fu nel 1989, proprio a qualche metro da dove è stato ucciso il povero albanese.

Mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, sosterrà le spese di sepoltura di Kaja Abdulla.

13 giugno 2005

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