Mafia & cavalli: il Prefetto di Trapani ferma il Palio di Alcamo per infiltrazione mafiosa

Soddisfazione da parte della LAV: ''Così si arresta il business della zoomafia''

14 giugno 2005

Il Prefetto di Trapani, Giovanni Finazzo, ha dato parere negativo al Comune di Alcamo che voleva autorizzare il Palio del 17 giugno evidenziando che ''troppi fantini e proprietari di cavalli orbitano in ambienti mafiosi''.
Molto soddisfatta la LAV che lo scorso aprile, dopo un blitz dei Carabinieri che avevano bloccato una corsa clandestina di cavalli nella periferia di Trapani, aveva chiesto al Prefetto di vietare in tutta la provincia i ''palii paesani e religiosi'' spesso collegati a tali corse.
Già in Provincia di Palermo - da dove provengono, per il palio di Alcamo, molti cavalli e fantini in odor di mafia - e di Caltanissetta, per espressa decisione rispettivamente del Prefetto e del Questore, sono vietate le corse di cavalli, sia per motivi di ordine pubblico legati dichiaratamente al fenomeno delle scommesse clandestine, che costituisce un importante canale di autofinanziamento del crimine organizzato, sia per la tutela dei cavalli che subiscono gravi maltrattamenti ed incidenti durante le spericolate gare su circuiti urbani.

''Esprimiamo il più vivo ringraziamento al Prefetto Finazzo per la coraggiosa decisione che blocca anche il giro d'affari delle scommesse clandestine - ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile nazionale dell'Osservatorio Zoomafia della LAV -: una singola corsa può fatturare oltre 50.000 euro ed è impensabile che tale movimentazione di soldi possa sfuggire alle bramosia delle organizzazioni criminali mafiose. Lo sfruttamento dei cavalli da corsa - continua Ciro Troiano - non solo rappresenta una caratteristica dell'essere mafioso, ma è inoltre un conveniente investimento di denaro garantito dal rigido controllo del territorio''.

Per la LAV sono gravissime, invece, le esternazioni del consigliere provinciale Baldassare Lauria (AN) che, spalleggiando organizzatori e fantini, aveva chiesto al Sindaco di Alcamo di autorizzare il Palio nonostante l'allarme di infiltrazioni mafiose del Prefetto, al quale Lauria rimproverava di ''interferire sulla discrezionalità dell'Amministrazione comunale''(!), sostenendo che la 'tradizionale' corsa dei cavalli in onore della Madonna ''non può essere abbandonata solo perché il prefetto ha individuato qualche pregiudicato tra gli organizzatori''.
Affermazioni che lasciano sconcertati ed increduli proprio perché provengono da un rappresentante delle Istituzioni locali che dovrebbe avere rispetto per il massimo rappresentante del Governo a Trapani.

La LAV ricorda che le numerose operazioni di polizia condotte nel corso degli anni nelle province di Palermo, Trapani, Catania, Siracusa, ecc. hanno accertato che i palii come quello di Alcamo rappresentano la vetrina 'ufficiale' delle cosche, che poi organizzano e gestiscono le corse clandestine con gli stessi cavalli che hanno gareggiato in tali manifestazioni. Per questo la decisione del Prefetto Finazzo è assolutamente opportuna e sacrosanta, visto che l'inquinamento mafioso del settore delle corse di cavalli è un fenomeno ormai noto a tutti e acclarato anche in sede investigativa.

INFO
www.lavpalermo.it

www.infolav.org

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14 giugno 2005

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