Processo 'Mare Nostrum', chiesti 139 condanne tra le quali 31 ergastoli

12 novembre 2005

Trentuno ergastoli, 139 condanne con pena variabili dai 5 ai 30 anni, e 90 assoluzioni. Queste le richieste dei pm Emanuele Crescenti, Fabio D'Anna e Rosa Raffa del maxiprocesso denominato ''Mare nostrum'' che si svolge nell'aula bunker di Marisicilia a Messina e che riguarda la guerra di mafia avvenuta nell'interland tirrenico tra il 1985 e il 1992.
Tra le richieste di condanna all'ergastolo quella del presunto boss di Tortorici Cesare Bontempo Scavo, ritenuto responsabile di numerosi omicidi, mentre risaltano i nove anni di reclusione richiesti per l'avvocato penalista Giuseppe Santalco, di Barcellona Pozzo di Gotto, imputato di associazione mafiosa. Secondo l'accusa sarebbe stato vicino alla cosca tradizionale di Barcellona, quella legata al boss catanese Nitto Santapaola in lotta col gruppo emergente capitanato da Pino Chiofalo.
I tre pm hanno chiesto l'attenuante dell'art. 8 per i numerosi collaboratori di giustizia, prima tra tutti lo stesso Chiofalo. Il processo riprende lunedì con l'intervento delle parti civili, per un mese sarà poi completamente dedicato agli interventi dei difensori. La sentenza è prevista nei primi mesi del 2006.
Il procedimento ''Mare nostrum'' vede alla sbarra 260 persone, accusate di associazione mafiosa, 31 omicidi, 45 ferimenti, una lunga serie di estorsioni legate ai lavori di raddoppio della linea ferroviaria Messina-Palermo e attentati dinamitardi, come quello che nel 1989 distrusse il commissariato di pubblica sicurezza del comune di Tortorici, appena realizzato.

Fonte: La Sicilia

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12 novembre 2005

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