Sempre più chiare le dinamiche del tragico volo dell'Atr 72, precipitato il 6 agosto 2005 nel mare di Palermo

04 gennaio 2007

Dopo che la Procura della Repubblica di Palermo ha concluse le indagini sul disastro dell'Atr 72 in volo da Bari a Djerba della Tuninter, precipitato nelle acque palermitane il 6 agosto 2005 con un bilancio di 16 morti e 23 sopravvissuti, nuovi ed importanti particolari vengono fuori dalle perizie eseguite dai tecnici proprio per conto della procura palermitana.
La ''chiusura delle indagini'', infatti non è comunque da interpretare nel senso tecnico, perché la ricerca di utili elementi affinché si comprenda in pieno ciò che avvenne quel 6 agosto, nel cielo e poi nel mare della riserva naturale di Capo Gallo, continua, aggiungendo tasselli al lavoro dei pubblici ministeri Marzia Sabella ed Emanuele Ravaglioli, che i legali di parte civile, Nicola Persico e Vito D'Astici, hanno definito ''un lavoro investigativo imponente e capillare''.

Nella perizia dei tecnici vengono ben descritte dai tecnici le fasi del volo dell'Atr 72 della Tuninter Bari-Djerba: ''Alle 15.21, ossia circa 50 minuti dopo il decollo, si è spento il primo motore; 1'38" dopo il secondo. L'aereo ha poi planato per quindici minuti, sorvolando le acque al largo della costa palermitana, schiantandosi infine a circa 20 miglia davanti a Capo Gallo''.
''Si squarcia il velo sugli avvenimenti di quel tragico volo - rilevano gli avvocati Persico e D'Astici -. Esaminiamo la documentazione da più di dieci giorni consecutivi, e, francamente, è stato, in alcuni momenti, umanamente molto doloroso''. ''Chiarissima è, per fortuna - aggiungono i legali - la traccia audio della scatola nera, nonostante la notevole profondità a cui è stata ritrovata. Pur essendoci fatta una idea molto precisa di come sono andate le cose, crediamo che potrebbe essere dannoso, in questo momento, esporre le nostre conclusioni. Il quadro è molto complesso, e ci potrebbero essere sviluppi inattesi. Riteniamo doveroso - concludono Persico e D'Astici - attendere che la Procura traduca in accuse formali questi dati''.

Secondo la ricostruzione che emerge dall'inchiesta, pochi secondi dopo lo spegnimento del secondo motore il pilota ha lanciato il messaggio di emergenza 'mayday, mayday, mayday'. L'aereo ha toccato l'acqua alle 15.38, il primo elicottero sarebbe giunto sul posto quasi 40 minuti dopo, intorno alle 16.17.

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04 gennaio 2007

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