L'esperienza del turismo rurale in un'antica Sicilia calatina da rivivere nella quotidianità: un soggiorno nella ''Casa d'Andrea''

06 dicembre 2007














''I solchi sulla terra scavati dall'aratro corrono tra i filari delle verdi barbatelle, lucenti di un verde argentato, che formano pentagrammi infiniti. Dirimpetto il Ficuzza le cui acque, scorrendo con a tratti un leggero scroscio, vivono sotto i canneti sonanti con le raganelle in coro.
Un tempo la vigna si affacciava sul torrente e dall'alba al tramonto offriva i grappoli d'uva al sole filtratro dai pampini. Ed all'inizio di settembre quando l'aria si riempiva del profumo del miele ed i colori volgevano al ferroso, iniziava la festa: canti, balli, incontri leggiadri, sguardi soavi, amori veraci; si compiva l'incanto. I cuffini a bizzeffe, sui muli venivano ricolmi d'uva e portati al palmento: posti sugli usci esterni delle finestre in pietra bianca, come mezzelune, riversano il carico dalla polpa color rubino attraverso l'alveo lastricato con mattoni in terracotta della fornace sita sotto San Giuliano. Ad attendere i piedi nudi dei giovani in vigore che inducevano il succo a sprigionarsi per farsi mosto dopo il ripisto nelle vasche ed il tuffo nei tini in cantina, con nenie e canti.
Poi, storie diverse alle viti sopravvengono: erba medica, veccia, favino, frumento; prendono il sopravvento gli armenti: mucche, tori, maiali e galline, pipì e piccioni. I fabbricati divengono gravidi fienili, riposto di formaggio e ricotta.
Infine l'oblio: porte sbattute dal vento, arcarecci spezzati, coppi in terracotta sotterrati...''
[L. Prezzavento]

Quant'è lontana la Sicilia descritta fino ad ora. Cosa è rimasto di quegli odori, di quei colori e di quei suoni, cosa di quella vita antica e pura, concreta come la zolla, poetica e leggiadra come la rincorsa delle nuvole nei cieli settembrini... Meno lontana di quanto immaginiamo e ancora tanto presente, soprattutto nei ''gesti della memoria'' di chi quella Sicilia l'ha vissuta e che nell'anello dell'eterno ritorno vede il passato congiungersi col presente, ed insieme costruire il futuro che non dimentica - non deve dimenticare - la propria Storia, linfa infinita, sguardo di speranza, specchio di un volto che non teme di guardare indietro anche quando vede se stesso, di spalle, partire lontano.
... Meno lontana di quanto possiamo credere pur se, avviluppati dalla malinconia - che sa d'infanzia e tenere sensazioni -, non vediamo le possibilità della volontà, perché nella volontà si trova la capacità di rinnovare il passato e vi è tutta la forza di una contemporaneità che non nega ma sviluppa, seguendo il solco dell'esperienza e le traccie immortali degli avi.
Così l'architetto Luigi Prezzavento, testimone diretto di quel patrimonio fatto di terra, di usi e di cultura, ha voluto ricostruire nella sua ''Casa d'Andrea'' (antico plesso rurale diventato un agriturismo, un B&B, una casa vacanze, una sala banchetti, un luogo adatto per presentare arte e cultura... tutto questo e qualcosa di diverso) un segmento della sua antica Sicilia, la Sicilia calatina, terra di vite e ulivo, di vino e di olio, di sapori e odori inebrianti, di lavoro e conoscenze ritempranti, ed offrirla a quanti vogliono essere suoi ospiti.

E' stato un recupero pieno di passione quello realizzato dall'architetto Prezzavento, che ha lavorato per una vera e propria rinascita della memoria. Un lavoro di alto e raffinato restauro per riportare i fabbricati esistenti al lustro di una volta (utilizzando i materiali tipici della zona e rispettando l'intera installazione dell'abitato) e che con l'impianto di migliaia di barbatelle di vitigni Nero d'Avola e Frappato, nonché di giovani ulivi, ha ridato alle campagne di contrada Albanazzo-Corvacchio l'antico rigoglio di quando, alla fine dell'Ottocento, il fiorente feudo apparteneva al Cavaliere d'Andrea e produceva, benedetto dalle annate, delizioso Cerasuolo di Vittoria.
Risultato di tanta dedizione e determinazione è stata la nascita della ''Casa d'Andrea'', struttura dedicata al turismo rurale, nella quale i clienti sono ospiti, accolti da una calda atmosfera che sa di ''famiglia'', di ''tempi passati'' e ''cari ricordi''. Sensazioni genuine date non soltanto dall'accoglienza della famiglia Prezzavento, ma di quanto nella Casa d'Andrea si può assaggiare, vedere, sentire e... vivere.  Sì, perché è importante comprendere che un soggiorno in questi luoghi è un esperienza totalizzante che trova i suoi canali privilegiati nella bellezza della natura, nell'enogastronomia, ma ancora di più nei gesti del quotidiano che vigono in quelle campagne, gesti che si rifanno al dedito impegno nel realizzare il vino e l'olio e al quale, fra non molto, nella Casa d'Andrea si potrà assistere e partecipare nei prossimi dorati autunni siciliani.

E aspettando che i vitigni crescano fino a diventare manto verde-argenteo ornato da acini-rubini, e che i giovani ed elastici arbusti d'ulivo esplodano i propri frutti per la prima grande raccolta, soggiornare adesso nella ''Casa d'Andrea'' significa trovare una rilassatezza da racconto bucolico, o perdersi davanti ad un orizzonte che tra i gialli, i bruni e gli intensi verdi è facile che l'immaginazione lo utilizzi come sfondo per scene cavalleresche. E ci furono un tempo proprio dei cavalieri che attraversarono quegli orizzonti: la contrada Albanazzo-Corvacchio si trova ai margini dello storico Bosco di Santo Pietro, che è quanto rimasto del vasto Feudo detto di Fetanasimo che, come tradizione vuole, fu concesso (assieme con quello di Camopietro) dal Conte Ruggero il Normanno ai Caltagironesi per averlo aiutato nella conquista della Rocca di Judica quasi mille anni fa. Il Bosco, la più ampia area boschiva naturale oramai esistente nella Sicilia centro-meridionale, è diventato Riserva Naturale Orientata nel 1999 ed è di particolare interesse per via delle tante testimonianze dell'antropizzazione passata rappresentata dai tanti mulini di grande valore storico (Mulino Ramione, Mulino Polo, Mulino Buongiovanni, Mulino degli ArchiMulino Chiesa, Mulino Bizzinisi).

E' la rappresentazione vivida del passato, dunque, l'unicità di una sosta alla ''Casa d'Andrea'', un passato ''Maestro'', capace di spiegare mirabilmente un bel capitolo dell'ideale volume intitolato ''da dove veniamo'', e che da la possibilità ad ognuno di scrivere il prossimo capitolo nel volume intitolato ''dove andiamo''.
Passato, presente e futuro in un percorso di una tale intensità da ritrovarsi sfiniti e... affamati di un appetito tutto particolare, perché in questi posti è l'aria che ''apre l'appetito'', e porta tutto il corpo a chiedere che ci si rifocilli. E si vuol mangiare a grandi bocconi, senza paura di sporcarsi, e assorbire con cura - e una certa irruenza - gli odori e i sapori dei cibi che alla ''Casa d'Andrea'' si ha la possibilità gustare: una cucina genuina radicata nella tradizione gastronomica della Sicilia, la tradizione culinaria più buona al mondo, preparata coi prodotti che di quella stessa terra si sono nutriti e con i quali ci si sente sfamati con particolare soddisfazione; e ci si disseta col vino buono, bevendone sorsate piene e in maniera gaia, bicchieri che non hanno nulla del vizio e fan sentire il sangue circolare nelle vene come fiumi di vita...
Rimane poi la luna e la sera quieta: l'imbrunire siciliano sempre mite e di uno splendore nitido e fiammingo. Rimane da contare le stelle e contando aspettare il sonno, e tra un battito di palpebre e l'altro avere ancora il tempo per dispiacersi un po' pensando di dover andare via da questi luoghi... Unica promessa: ritornarci.

INFO
Casa d'Andrea
C.da Albanazzo-Corvacchio - Caltagirone (CT)
Tel/Fax: 0933.60017
Cell. 338 1138617 – 328 2520811
Email:
info@casadandrea.it
Web: www.casadandrea.it

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06 dicembre 2007

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