Se gli studenti italiani sono i più somari d'Europa, e quelli siciliani i più ciuchi d'Italia, i nostri insegnati sono degli asini

05 gennaio 2008

Un mese fa l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dei paesi europei, ha pubblicato i risultati dell'indagine Pisa 2006 (Programme for international student assessment), ossia il programma per la valutazione internazionale degli studenti che misura le competenze in matematica, lettura e scienze dei quindicenni. “Superando una prospettiva strettamente scolastica - riporta una nota dell'Ocse - l'indagine prende in considerazione le capacità di servirsi delle conoscenze per affrontare i compiti e le sfide della vita quotidiana. (...) Il principale obiettivo è di verificare in che misura i giovani abbiano acquisito la più ampia gamma di conoscenze e abilità che occorreranno loro nella vita adulta”.
Insomma, l'indagine ''Pisa'' misura la capacità dei giovanissimi di conquistarsi un lavoro dignitoso dopo avere concluso gli studi.

Nell'ultima tornata sono stati sottoposti ai test 400 mila adolescenti di 57 paesi, e per la prima volta il rapporto internazionale, oltre a contenere i risultati per ogni nazione, contiene anche i risultati regione per regione, quindi, anche quelli raggiunti dagli studenti siciliani. Ecco, da un primo sguardo, è onesto parlare del nostro risultato come un risultato disastroso.
I quindicenni siciliani sono i più somari d'Italia, che sono i più ciuchi d'Europa, che sono... tra i più asini del mondo! In matematica gli adolescenti dell'Isola hanno portato a casa un deludente 44° posto, e sono stati superati dai coetanei di Turchia, Serbia e Uruguay. Nella cosiddetta literacy matematica, gli oltre mille quindicenni delle 55 scuole siciliane prese in considerazione dall'indagine triennale sono riusciti a raggranellare appena 423 punti. Ma snoccioliamo qualche numero per comprendere l'enorme divario esistente fra la Sicilia, il resto del Paese e le altre nazioni: l'Italia si è attestata sui 462 punti, con una media Ocse di 498 punti; i cinesi di Taipei, primi in classifica, hanno raggiunto la stratosferica soglia di 549 punti, 126 in più dei siciliani, superando i compagni finlandesi di appena una lunghezza. Gli studenti siciliani sono risultati ultimi anche in Italia. In Veneto, sulle stesse domande poste dal questionario, i ragazzini hanno ottenuto 510 punti e in Piemonte 492.
 
Se poi si prendono in considerazione le percentuali di ragazzini al di sotto del livello di competenze considerate appena sufficienti (il livello 2), in Sicilia c'è da mettersi le mani ai capelli: quasi metà dei quindicenni (il 48,9 per cento) si collocano al di sotto del secondo livello. In Italia se ne contano 33 su 100 e in Finlandia appena 6 su cento mentre la media Ocse è del 26 per cento. Passando alle competenze in Scienze, per i giovani nostrani, le cose non cambiano di molto. I 433 punti "conquistati" sono poca cosa rispetto alla media nazionale (di 475 punti) e a quella Ocse di 500 punti. “Al livello 1 - spiega il rapporto - uno studente possiede conoscenze scientifiche tanto limitate da potere essere applicate soltanto in poche situazioni a lui familiari”. Nell'Isola, 16 ragazzini su 100 non hanno raggiunto neppure il livello 1.
Saranno delle schiappacce in matematica e scienza ma delle cime in altre materie? Ma quando mai! Un'umiliante batosta arriva anche in lettura: dalle nostre parti la comprensione del testo scritto è piuttosto lacunosa se un ragazzino su 5 mostra competenze al di sotto della soglia minima (livello 1) ipotizzata dall'Ocse e il 41 per cento sotto la sufficienza.

Ma passiamo adesso dagli studenti ciuchi agli insegnati somari. Infatti, il settimanale Panorama per una sua inchiesta ha voluto sottoporre ai Prof. nazionali le stesse domande che l'Ocse aveva rivolto agli studenti e i risultati non sono stati tanto differenti! Insomma, se la maggior parte dei nostri quindicenni non ha saputo rispondere alla domanda: perché si alternano giorno e notte, non pochi insegnanti di Scienze si sono trovati in difficoltà di fronte alla domanda: “Perché la fermentazione fa lievitare la pasta?”. Il settimanale ha selezionato cinque test dal questionario Pisa 2006 e li ha proposti ai professori che avrebbero dovuto mettere i ragazzi in condizione di rispondere ai quesiti. I risultati sono stati sorprendenti. Per esempio, alla domanda “Perché la fermentazione fa lievitare la pasta?”, appunto, ha risposto correttamente, scegliendo l'unica opzione giusta sulle quattro proposte, solo il 36 per cento degli intervistati: “La pasta lievita perché si produce un gas, il biossido di carbonio”. Per tre domande le percentuali di risposte esatte sono state inferiori al 40 per cento. Inoltre, in due casi su cinque le percentuali di risposte esatte dei docenti delle medie inferiori sono state più alte di quelle dei loro colleghi delle superiori.
“Stiamo lavorando su un piano di aggiornamento degli insegnanti”, ha commentato laconico il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che proprio in seguito ai risultati dell'indagine Ocse-Pisa 2006 ha deciso di varare un piano di emergenza.

Sarà per questo che il ministero dell'Istruzione aveva pensato di premiare gli studenti più meritevoli con una serie di incentivi da spendere secondo le proprie preferenze (tipo, bonus che può essere speso per l'accesso a biblioteche, musei e luoghi di cultura, ammissione a tirocinii formativi, viaggi di istruzione, partecipazione a corsi di approfondimento e borse di studio)? Beh, stando così le cose incetivi e bonus saranno elargiti con molta, molta difficoltà e la spesa sarà dunque minima.

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05 gennaio 2008

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