Condannato a 6 anni e 6 mesi l'ex assessore Domenico Miceli

l'ex politico dell'Udc era imputato di concorso in associazione mafiosa

17 ottobre 2008

Lo scorso aprile, i magistrati della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo avevano applicato nei confronti di Domenico Miceli, ex assessore comunale di Palermo (Udc), condannato in primo grado a 8 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, la misura della sorveglianza speciale perché ritenuto "socialmente pericoloso". Secondo i giudici, infatti, la pericolosità sociale dell'ex assessore sarebbe stata legata al fatto che Miceli è "rimasto inserito stabilmente nel sistema della sanità, essendo stato riammesso subito dopo la scarcerazione". "Si tratta di un settore pubblico - continuava il provvedimento presentato dai pm - ampiamente inquinato da interferenze deteriori, nel quale l'intreccio tra potere mafioso e gestione politico-clientelare dei pubblici incarichi ha manifestato la massima capacità di espressione".

Lo scorso mese di settembre il procuratore generale Raimondo Cerami ha chiesto alla prima sezione della corte d'Appello di Palermo la conferma della condanna a 8anni per Miceli. Secondo il pg l'ex consigliere avrebbe dato un contributo continuo e sostanziale alle attività di Cosa nostra accettando l'appoggio elettorale del capomafia Giuseppe Guttaduro. Il processo a Miceli è inserito nel filone delle cosiddette "Talpe alla Dda", processo nel quale l'ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione. Il Pg Cerami ha ritenuto provata la responsabilità dell'imputato anche nella fuga di notizie che consentì a Guttadauro di scoprire una microspia piazzata in casa sua.
Infine ieri, Giovedì 16 ottobre 2008, i giudici della I sezione della corte d'appello di Palermo, presieduta da Salvatore Scaduti, hanno condannato Miceli a 6 anni e 6 mesi. I giudici hanno, inoltre, dichiarato prescritte le accuse a carico del coimputato di Miceli, Francesco Buscemi, ex segretario dello storico sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato in primo grado a 7 anni per associazione mafiosa. La corte ha infatti derubricato l'accusa in favoreggiamento: da qui il decorso della prescrizione. Miceli era accusato anche di un episodio di illecito finanziamento ai partiti: reato da cui è stato assolto.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, Ansa.it]

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17 ottobre 2008

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