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Todo cambia

Cambia il mondo e con esso cambia anche Cuba, ultima frontiera occidentale del Socialismo Popolare

19 aprile 2011

"Cambia lo superficial / cambia también lo profundo / cambia el modo de pensar / cambia todo en este mundo."
"Cambia ciò che è superficiale / e anche ciò che è profondo / cambia il modo di pensare / cambia tutto in questo mondo."

Così recita la prima strofa della bellissima e staziante canzone di Mercedes Sosa che Nanni Moretti ha scelto come chiave interpretativa per il suo ultimo film.
Tutto cambia, cambia ciò che è superficiale e ciò che è profondo. Cambia il mondo, e dentro questo cambiamento globale cambia anche Cuba, ultima frontiera del socialismo popolare. Il VI Congresso del Partito comunista di Cuba (Pcc) ha infatti approvato le riforme economiche proposte dal presidente Raul Castro. "La politica economica del partito seguirà il principio che solo il socialismo può vincere le difficoltà e preservare le conquiste della rivoluzione e che nell'aggiornamento del modello economico predominerà la pianificazione, la quale terrà conto delle tendenze di mercato", dice testualmente il documento approvato dal congresso.
Oltre alla società statale socialista, che "resterà la forma principale nell'economia nazionale", Cuba riconoscerà "investimenti stranieri, cooperative, piccoli contadini, usufruttuari, e i lavoratori autonomi". Le riforme prevedono inoltre il taglio di lavoratori statali, l'eliminazione graduale del libretto di razionamento e l'ampliamento dell'iniziativa privata. Finora 130 mila contadini hanno ricevuto appezzamenti di terra e sono state concesse 171 mila licenze per l'apertura di piccole imprese. Entro il 2015 il governo prevede che 1,8 milioni di cubani saranno impegnati nel settore privato.

Un "aggiornamento" del socialismo voluto da tutti i 997 delegati del VI Congresso, che si chiude oggi. Il Congresso ha anche eletto il nuovo comitato centrale del Pcc, il quale terrà la sua prima riunione, nella quale sarà eletto l'ufficio politico. Nella cerimonia di chiusura saranno resi pubblici i nomi dei nuovi dirigenti del partito. Raul Castro, 79 anni, secondo segretario del partito, potrebbe essere nominato primo segretario al posto del fratello Fidel, ex presidente cubano che - da parte sua - ha chiesto di non fare parte del nuovo Comitato centrale del Partito comunista di Cuba (Pcc) ed ha appoggiato la proposta del presidente Raul di limitare i mandati politici a due periodi da cinque anni.
In un articolo pubblicato oggi (LEGGI), Fidel ha affermato di aver detto al fratello Raul che "la cosa più importante era che io non ci fossi" nella lista dei membri del comitato centrale, eletti nel VI Congresso del Pcc e che oggi saranno resi pubblici. "Credo di aver ricevuto ormai abbastanza onori. Non avevo mai pensato di vivere cosi a lungo; i nemici hanno fatto il possibile per impedirlo, hanno cercato di eliminarmi innumerevoli volte e spesso ho "collaborato" con loro", aggiunge. Raul "sapeva che io non avrei accettato alcun incarico nel partito, era stato lui a continuare a chiamarmi primo segretario e Comandante in capo, cariche che io ho delegato quando mi sono ammalato" nel 2006. E aggiunge: "Non potevo né ho mai provato a esercitare le cariche, anche quando ho ripreso la capacità di analizzare e scrivere".
Fidel Castro, dunque, dice addio al partito e alla politica. A 84 anni il lider maximo si ritara dalla scena... Todo cambia.

 

 

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19 aprile 2011
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