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Torna la paura a New York

Sabato scorso a Times Square è stata trovata un'autobomba: a lanciare l'allarme un ambulante veterano del Vietnam

03 maggio 2010

A New York è tornata la paura. Sabato sera è stata trovata un'autobomba nella centrale Times Square. L'allarme è scattato dopo una telefonata di un venditore ambulante della zona che segnalava la presenza di un'auto sospetta da cui proveniva del fumo.
A quel punto è scattata l'evacuazione della piazza e le forze di polizia di New York hanno disinnescato con un robot l'ordigno che si trovava dentro un Suv, una Nissan Pathfinder. All'interno sono state trovate due bombole di gas propano, due contenitori con oltre 10 litri di benzina, batterie e fili elettrici, polvere esplosiva usata per i fuochi d'artificio e una scatola di metallo.
Un ordigno rudimentale ma potente, ha detto il sindaco della Grande Mela Michael Bloomberg in conferenza stampa. "Abbiamo evitato una strage - ha aggiunto - Siamo stati molto fortunati, grazie all'attenzione dei cittadini e la professionalità della polizia abbiamo evitato un attacco mortale".

Poche ore più tardi è arrivata anche una rivendicazione. Un gruppo militante con base in Pakistan ha reclamato la paternità del fallito attacco, si legge sulla BBC online, ma fonti ufficiali americane attendono nuove prove prima di puntare il dito. Secondo un sito islamista, i talebani pachistani rivendicano l'azione per "vendicare i due leader al-Baghdadi e al-Mahajer".

Resta il fatto che si sia trattato di "un potenziale atto terroristico'', ha detto il segretario alla Sicurezza Interna Janet Napolitano, intervenuta alla Cnn prima della notizia della rivendicazione a matrice islamica. La Napolitano aveva infatti specificato che non si ha "nessun particolare sospetto". Inoltre ha aggiunto che si stanno analizzando i video delle telecamere di sorveglianza nella zona, e l'intera auto per trovare eventuali impronte ed altre prove.
Ha parlato di 'un atto di terrorismo' il governatore dello stato di New York, David Paterson. "Per fortuna, nessuno è rimasto ferito, e ora tutta l'attenzione della città, dello stato e delle autorità federali sarà volta ad assicurare alla giustizia il responsabile di questo atto di terrorismo".

La polizia di New York sta ora analizzando i video delle decine di telecamere di sorveglianza piazzate nella zona di Times Square per capire chi ha parcheggiato il Suv, lasciato con il motore acceso e le luci lampeggianti.
Alcuni testimoni intervistati dalla Cnn hanno detto di aver sentito un'esplosione provenire dall'auto. Le autorità parlano di atto terroristico ma non è ancora chiaro se si tratta di terrorismo internazionale. Tra le diverse piste, la polizia di New York sta seguendo quella della targa ritrovata sul Suv dove era montato l'ordigno. La targa è dello stato del Connecticut e, riporta la Cnn, appartiene ad un pick up che sarebbe stato mandato alla rottamazione. La polizia sta verificando quanto dichiarato sia dal proprietario del pick up che dello sfacciacarrozze dove aveva lasciato il suo veicolo, dal momento che in caso di rottamazione di un automezzo la legge richiede che le targhe vengano consegnate ad un apposito ufficio statale.
La polizia ha già individuato un video che mostra una persona che esce dal veicolo. Lo riporta il sito della Cbs, citando fonti della polizia newyorkese che precisano però che le immagini della telecamera di sorveglianza non aiutano al momento a fornire un'identità al sospetto. Ora gli specialisti della scientifica stanno lavorando sul video per cercare di rendere più nitide le immagini, mentre continuano ad analizzare le ore di registrazioni delle numerosissime telecamere di sorveglianza della zona.

L'ambulante Lance Orten: eroe per caso - Per i media americani è "l'ambulante che ha salvato New York". Il suo messaggio ai newyorchesi che si sono addormentati con la paura di un nuovo 11 settembre, stavolta a Times Square? "Se vedi qualcosa, dici subito qualcosa". Ed è proprio quello che ha fatto Lance Orten, veterano del Vietnam e oggi venditore di magliette sulla 45esima strada, all'angolo con la piazza 'crocevia del mondo', quando ha visto fumo che usciva da un Suv Pathfinder della Nissan parcheggiato malamente accanto al suo carrello. Memore della campagna della polizia di New York per la prevenzione del terrorismo, Lance non ha perso tempo: ha avvertito un poliziotto a cavallo, di quelli che controllano la sicurezza nella piazza. Questi ha annusato l'auto e sentito odore di polvere da sparo.
E' scattato l'allarme e l'ordine di evacuazione. Ieri mattina all'alba, quando finalmente gli agenti hanno sgomberato il potenziale veicolo-bomba e a Times Square hanno ripreso a circolare automobili e pedoni, l'ambulante è apparso stanco e riluttante a raccontare molto della sua impresa.
"Non ne posso più", ha detto avviandosi zoppicando verso un taxi, un cappello bianco in testa, mentre davanti al ristorante Junior, sull'altro lato del marciapiede, una piccola folla gli tributava un applauso: "Sono in piedi da 24 ore".
Lance, dopo aver combattuto in Vietnam, fa l'ambulante da 20 anni e i suoi scarni commenti evocano le difficoltà di reinserimento dei reduci delle guerre dell'America all'estero quando ritornano in patria: "Non ho avuto scelta. Nessuno mi dava un lavoro".
Ora si parla di lui come di uno di quei samaritani - eroi riluttanti - che ogni tanto escono dall'anonimato di New York: "Spero che qualcuno premi un bravo cittadino come questo", è uno dei commenti sui blog della Grande Mela dopo che il volto di Orten è comparso in televisione.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

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03 maggio 2010
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