Tra i due litiganti... l'immondizia tracima

Rifiuti a Palermo: vicina la richiesta dello stato di emergenza. La Regione, intanto, valuta se mandare la "munnizza" fuori dalla Sicilia

30 giugno 2010

In Sicilia molte discariche sono quasi al collasso e i comuni ben presto non sapranno dove conferire i rifiuti, così il governo di Raffaele Lombardo sta valutando l'ipotesi di smaltire l'immondizia fuori dall'isola, pagando per il servizio gli imprenditori privati a un costo non ancora quantificato.
Il progetto è allo studio dei tecnici dell'assessorato per l'Energia, ma una soluzione, avverte il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, "va trovata al più presto, la Regione deve muoversi e chiedere lo stato di emergenza". Cammarata ha suggerito di fare presto davanti ai deputati della Commissione Ambiente all'Ars, ieri riunita per fare il punto sulla situazione dei rifiuti. L'intervento del sindaco ha acceso gli animi dei parlamentari. L'alterco è esploso quando il deputato del Pd Davide Faraone ha invitato il sindaco a non andarsene dopo il suo discorso in modo da ascoltare gli interventi dei commissari. "Ma in spregio alla commissione Cammarata ha voltato le spalle, dicendo che non poteva perdere altro tempo dopo aver raccontato la solita storia, che lui con l'emergenza non c'entra niente", ha sostenuto Faraone.

Nell'isola le discariche con una capienza di medio-lungo termine sono soltanto tre (Catania, Messina, Enna) ha spiegato l'assessore per l'Energia Pier Carmelo Russo alla commissione, le altre sono quasi sature. La situazione peggiore è a Bellolampo, a Palermo.
Proprio ieri il Prefetto Giancarlo Trevisone ha firmato l'autorizzazione per l'utilizzo della quinta vasca della discarica che, secondo i commissari di Amia, l'azienda che gestisce l'impianto, però avrà una autonomia di tre mesi. Tanto che domani a Roma è prevista la riunione del tavolo tecnico, istituito tra il sindaco Cammarata, il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso, per valutare le proposte di variante alla quinta vasca. In tal senso, i commissari di Amia stanno verificando la possibilità di chiedere l'autorizzazione per la vasca-sella, una sorta di collegamento tra la quarta e la quinta vasca; ma per i lavori occorreranno tra i 12 e i 18 mesi.
Intanto hanno chiesto la liquidazione della Pea, la società consortile di scopo costituita per gestire il termovalorizzatore che doveva nascere a Bellolampo, sulla base dell'ex piano regionale dei rifiuti, revocato dal governo Lombardo. La Pea Spa è controllata per il 48% dall'Amia, mentre il gruppo Falk e la società Actelios ne detengono un altro 48%; il resto delle azioni è diviso tra Consorzio Asi (1 per cento), Aster (1 per cento), Gecopre (0.5 per cento) e Safab 0.5% (per cento). La società ha in gestione il terreno dove doveva sorgere il termovalorizzatore e dove l'Amia ipotizza adesso la sesta vasca. Presidente della Pea è Gaetano Lo Cicero, ex commissario di Amia, indagato per disastro colposo, gestione non autorizzata di rifiuti e traffico di rifiuti nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Palermo sulla presenza nella discarica del percolato, il liquame che avrebbe inquinato la falda acquifera. Sempre ieri i pm Calogero Ferrara e Claudia Bevilacqua avrebbero voluto ascoltare il sindaco Cammarata, anche lui indagato per disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, per truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali. Il sindaco si è presentato a Palazzo di giustizia ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati aspettano adesso le consulenze dettagliate sulle analisi fatte da un laboratorio di Torino sull'acqua prelevata da quattro pozzi privati alle falde di Bellolampo (LEGGI).
E come se tutto ciò non fosse abbastanza lunedì sera si è dimesso il consiglio di amministrazione dell'Ato rifuti Palermo 1 (di cui fanno parte 12 comuni), presieduto da Giacomo Palazzolo. "Dimettendomi ho preso le distanze da una situazione assurda - ha spiegato Palazzolo - e ho anticipato i sindaci dei comuni soci dell'Ato, levandoli dall'imbarazzo di revocare il mio incarico. Ormai era venuto a mancare il rapporto di fiducia reciproca tra consiglio di ammnistrazione e proprietà della società, rappresentata dai sindaci". "L'emergenza rifiuti nel nostro territorio - ha proseguito Palazzolo - è purtroppo reale ma è altrettanto vero che l'Ato Palermo 1, da quando lo presiedo io, ha sempre presentato il bilancio in attivo. L'atteggiamento di alcuni sindaci non è stato però altrettanto responsabile e non voglio fare da capro espiatorio per i loro errori e loro carenze".

La quinta vasca - Ieri mattina il prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone ha firmato l'autorizzazione per l'utilizzo della quinta vasca della discarica di Bellolampo. La notizia è stata comunicata dal sindaco di Palermo Diego Cammarata nel corso della sua audizione alla Commissione Ambiente dell'Ars. "Il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo della quinta vasca - ha detto Cammarata - mi conforta. Confido nell'impegno del Governo nazionale e del ministro Prestigiacomo affinchè fra l'utilizzo della discarica e l'identificazione di soluzioni più congrue per lo smaltimento dei rifiuti, che si tratti di termovalorizzatori, non vi sia soluzione di continuità. La città non può subire interruzioni nell'abbancamento dei rifiuti e ha bisogno di una prospettiva certa per il futuro".
Il deputato regionale del Pdl e presidente della Commissione ambiente dell'Ars, Fabio Mancuso, al termine dell'audizione di ieri ha detto: "La commissione ha potuto constatare l'impegno delle varie istituzioni rivolto a risolvere il problema della discarica di Bellolampo".  "A mio parere - ha aggiunto Mancuso - la situazione, anche se sotto controllo, merita approfondimenti ulteriori specialmente sulle relazioni fra Amia, progettisti del commissario delegato e governo regionale, al fine di presentare a quello nazionale una soluzione unica, visto che ancora oggi il governo non conosce il piano di gestione operativo della quinta vasca della discarica palermitana". "Quindi, auspico una seria programmazione che coinvolga tutti - ha concluso - e la commissione continuerà la propria opera, monitorando le attività di tutte le discariche siciliane, per scongiurare lo stato di emergenza".

I due litiganti... - "E' il peggiore governo regionale mai visto nella storia della Sicilia. Lombardo e il suo Governo hanno soltanto fatto male a questa terra sia con le azioni che con le omissioni". Queste le parole di Diego Cammarata, a margine della conferenza stampa sul Bilancio comunale di Palermo. Cammarata inoltre riferendosi a Gianfranco Micciché sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri ha detto: "sostenere questo governo per garantire la propria visibilità politica è un delitto e un omicidio del partito di cui è stato fondatore". Con Micciché Cammarata ha precisato di avere "un rapporto solo di rispetto ma di netta contrapposizione politica. E' mia convinzione infatti che Micciché stia prendendo una strada incompatibile con la visione politica del Pdl: lo dimostra l'alleanza con il Pd al governo regionale".
Il presidente della Regione Raffaele Lombardo, a margine della cerimonia del giudizio di parificazione della Corte dei Conti sul bilancio della Regione oggi allo Steri di Palermo, ha risposto così alle domande dei giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni rilasciate ieri dal sindaco di Palermo: "Finirei sputtanato se Cammarata parlasse bene di me. Permettetemi di ignorarlo. Non me ne occupo e non mi scalfisce".
E sulla scelta del sindaco di Palermo che ieri, chiamato in Procura per essere ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sul percolato nella discarica di Bellolampo, si è avvalso della facoltà di non rispondere ha aggiunto: "Disapprovo radicalmente la scelta di Cammarata, bisogna sempre rispondere ai magistrati. Se non si parla ai magistrati vuol dire che non si hanno ragioni, o che si preferisce tenerle segrete".
Infine, il presidente Lombardo non esclude la dichiarazione dello stato di emergenza per la situazione dei rifiuti a Palermo. "Perchè no? - ha spiegato - c'è un rapporto di collaborazione con la Protezione Civile". Il Governatore ha aggiunto che incontrerà, tra questo pomeriggio e domani, Guido Bertolaso: "vogliamo fare in modo che la riforma Russo (l'assessore regionale all'Energia ndr) venga attuata in tempi accelerati. Troveremo un'intesa anche con il Comune che non credo possa rifiutare un'ordinanza che lo solleva da problemi che non sono alla sua portata".
Lombardo ha infine aggiunto che "il buco Amia scoperto dal governo centrale può essere attribuito a chiunque, anche alla mala sorte, ma non certo alla Regione. È colpa di un'azienda comunale che ha le gambe per aria. Non voglio scaricare la croce su nessuno, ma caricarla sulla Regione è ridicolo o penoso".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, LiveSicilia.it]

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30 giugno 2010

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