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Tragedia dell'immigrazione nell'Agrigentino

Recuperati due cadaveri in mare. I migranti sarebbero stati abbandonati dagli scafisti davanti la costa

19 febbraio 2016

Tragedia dell'immigrazione nell'Agrigentino. Drammatico sbarco con una trentina di persone, tutte presumibilmente di provenienza magherebina, libici e tunisini, stamane sulla spiaggia di Torre Salsa, a Siculiana (Agrigento). I migranti sono giunti su una barca. Alcuni di loro hanno raccontato che ci sarebbero dei morti annegati.
Un elicottero della Guardia Costiera ha avvistato in mare al largo di Agrigento i corpi di due migranti, uno dei quali è stato subito recuperato. L'altro, inizialmente avvistato, a causa della risacca delle onde, è prima momentaneamente scomparso poi ripescato.
Si sta valutando l'ipotesi che una imbarcazione con a bordo migranti possa aver fatto naufragio. Il velivolo della Guardia Costiera è entrato in azione dopo che un gruppo di circa 30 migranti era giunto sulla spiaggia di Torre Salsa ed era stato avvistato dai carabinieri.
Otto di loro sono sono stati fermati, mentre gli altri si sono allontanati. Gli otto hanno fornito versioni discordanti riferendo che erano circa 40 ed erano stati trasportati da una imbarcazione che li avrebbe lasciati in mare davanti alla costa. Il racconto, tuttavia, non ha convinto gli investigatori per cui è stata disposta una perlustrazione del tratto di mare da parte della Guardia Costiera, il cui elicottero ha individuato i due cadaveri. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta.

L’allarme dell’Onu: nell'Egeo annegano 2 bambini al giorno - Dal settembre 2015, due bambini al giorno sono annegati in media nelle acque del Mediterraneo orientale mentre tentavano con le loro famiglie la pericolosa traversata verso l'Europa. Lo hanno denunciato oggi a Ginevra l'Unicef, l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Il numero di decessi infantili è in aumento, hanno aggiunto.
Il tratto di mar Egeo tra la Turchia e la Grecia è infatti tra gli itinerari più letali nel mondo per rifugiati e migranti e dallo scorso settembre - quando la foto della tragica morte del piccolo Aylan ha commosso il mondo - più di 340 minorenni, tra i quali molti neonati, sono annegati nel Mediterraneo orientale.

E il numero totale potrebbe essere anche maggiore. Per il Direttore Esecutivo dell'Unicef, Anthony Lake, "gli Stati possono e devono cooperare nello sforzo di rendere questi pericolosi viaggi più sicuri. Nessuno metterebbe un bambino su una barca se fosse disponibile un'alternativa più sicura".
"Queste tragiche morti nel Mediterraneo sono insopportabili e devono finire"
ha osservato l'Alto Commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi. "C'è bisogno di maggiori sforzi per combattere il traffico di persone. Inoltre, dato che molti dei bambini e degli adulti che hanno perso la vita stavano cercando di ricongiungersi con parenti in Europa, promuovere soluzioni che consentano alle persone di spostarsi in modo legale e sicuro, ad esempio attraverso programmi di reinsediamento e ricongiungimento familiare, dovrebbe essere un'assoluta priorità se vogliamo ridurre il numero delle morti" ha aggiunto.
Durante le prime sei settimane del 2016, 410 persone delle 80.000 che hanno attraversato il Mediterraneo orientale sono annegate.

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19 febbraio 2016
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