Trasparenza e partecipazione

Visto il fallimento delle politiche pubbliche e sociali nel Mezzogiorno, l?Open Government anche in Sicilia

06 novembre 2013

"SiciliaOpenGov - Institute for Development of Freedom of information in Sicily", primo "Think-Thank" siciliano di settore è stato tra i protagonisti del convegno "Politiche pubbliche, Legislazione, Open Government" che si è svolto ieri mattina nell’ambito della VI edizione delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, nella Cappella di Sant’Antonio Abate del Complesso dello Steri.
Ai lavori sono intervenuti il professore Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella, il professore Gaetano Armao, docente di Diritto amministrativo nell’Università di Palermo e di Diritto pubblico dell’Economia nell’Universitas Mercatorum di Roma e presidente Sicilia Opengovernment, Giuseppe Notarstefano dell'Università degli Studi di Palermo, Vincenzo Pepe dell'Università degli Studi di Palermo; Marco Sisti dell’Associazione per lo Sviluppo della Valutazione  e Analisi delle Politiche Pubbliche Progetto Capire e il professore Antonio La Spina dell'Università Luiss "Guido Carli" di Roma.

Una lezione di sociologia economica quella del professore La Spina nella sua introduzione al tema della giornata. Il dato di fatto è che le politiche pubbliche non hanno funzionato nel Mezzogiorno, perché? E perché il Mezzogiorno si è trovato in questa situazione?
"Nel 1992 - ha detto la Spina - finisce l’epoca dell’intervento straordinario nel mezzogiorno e comincia guarda caso la Seconda Repubblica, mentre nel 1994 si avvia la famosa legge 488. Oggi, esaminando la situazione e le scelte degli anni ‘90, dobbiamo dire che probabilmente alcune non sono state giuste, non hanno avuto l’effetto desiderato o forse non sono state azzeccate. perché le politiche pubbliche non sempre funzionano - ha sottolineato La Spina - così mentre tra gli anni ’50 e il ’73 ci fu il doppio miracolo italiano mentre il Paese doveva essere ricostruiti e si stava industrializzando dal ’97 al 2001 ci fu un periodo di leggerissima ripresa a favore del Mezzogiorno, ma la recessione ha colpito sia il Nord che il Sud, rimasto sempre più indietro. I benefici in termini di somme avrebbero dovuto produrre qualcosa nel Mezzogiorno - ha proseguito La Spina - invece non si sono visti progressi reali. Va detto che se come è accaduto con i soldi destinati alla produzione di sviluppo sono state fatte cose utili al sottosviluppo allora è chiaro che non c’è nulla da fare. Le politiche sociali non hanno funzionato soprattutto nel Sud del Paese - ha aggiunto La Spina - la povertà è aumentata, il lavoro precario pure, mentre l’Italia assieme alla Grecia è l’unico Paese che non ha stabilito il minimo vitale come ammortizzatore sociale".

Ormai la vita dei singoli e delle collettività dipende sempre di più dalla qualità delle politiche pubbliche. Esistono indicazioni di organizzazioni internazionali come l’Ocse e l’Unione Europea, metodologie collaudate, casi di successo in paesi stranieri. Eppure in Italia lo sforzo di migliorare le politiche pubbliche è incerto e discontinuo.
Uno dei modi per modernizzare l’attuazione delle politiche è l’open government, che mira a realizzare un modello di governance a livello centrale e locale basato su strumenti e tecnologie che consentono alle amministrazioni di essere aperte e trasparenti ed ai singoli cittadini così come ai soggetti collettivi di divenire diretti protagonisti delle scelte pubbliche. Occorre ridefinire, rispetto agli schemi burocratici tradizionali di tipo unilaterale, le modalità di relazione con le comunità locali, incentrandole su forme di interazione bidirezionali, condivise e partecipate, attuabili mediante i nuovi strumenti digitali, gli open data, un controllo sociale che passi anche attraverso forme di denuncia delle illegalità (whistleblowing), nel quadro di una tendenza verso una sempre maggiore trasparenza.

Per SiciliaOpenGov è intervenuto il presidente, Gaetano Armao, che la settimana scorsa ha partecipato al Summit mondiale di Londra dell'Open Government partnership dove l'Associazione è stata l'unica organizzazione non governativa italiana presente. Come precisato da David Cameron, proprio in apertura al Summit di Londra, l'Open government è la nuova frontiera dei diritti di cittadinanza e sulla sua attuazione va misurato il livello effettivo di democraticità di un Paese. Con l'entrata in vigore della legge anticorruzione (n. 190 del 2012), il nostro ordinamento si è dotato di un sistema di prevenzione della corruzione che prevede, fra le misure da adottare, l'introduzione di un sistema di tutela di coloro che segnalano illeciti e disfunzioni amministrative, i cosiddetti whistleblower ("vedette civiche", cfr. art. 54-bis del decreto legislativo 165 del 2001).

"Ci battiamo perché sia applicato a pieno l’Open Government anche in Sicilia - ha detto Armao - dove da anni assistiamo alla mala amministrazione, alla corruzione, all’utilizzo delle risorse pubbliche per catturare il consenso che è un’altra forma di corruzione. Da anni diciamo che di questo passo si va a sbattere e allora l’Università, i ricercatori hanno un ruolo fondamentale, quello di dire la verità, quella che altri non dicono. Un esempio di verità - ha proseguito Armao - è che per i prossimi anni non ci saranno posti di lavoro, ecco un esempio di whistleblowing, che potremmo tradurre in suonare il fischietto, fare le vedette della verità. Stiamo assistendo e assisteremo alla desertificazione dei territori, i giovani e anche meno giovani senza lavoro vanno via. Per anni abbiamo discusso di gabbie salariali quando invece oggi di fatto - ha aggiunto Armao - sono state realizzate la "gabbie di cittadinanza", cioè livelli di cittadinanza diversificati per territorio che ormai fanno parte della cosiddetta Costituzione materiale. La verità è che l’Italia è stata incapace di costruire uno sviluppo coeso e armonico nel Mezzogiorno. L’Open Government è il tassello dei sistemi di valutazione delle politiche pubbliche, è molto di più della "casa di vetro" e dell’e-government, è tangibile, è verificabile e ha tre caratteristiche: la trasparenza, la partecipazione attraverso strumenti informatici e la collaborazione. Il sistema della rappresentanza tradizionale che vede il cittadino elettore ovvero il cittadino che viene eletto è un sistema che si è rotto. La rappresentanza nelle assemblee cittadine e parlamentari - ha sottolineato il professore Armao - non è più l’unico sistema per la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, che devono avere a disposizione dati acquisibili, riutilizzabili e consultabili, Open date".

Per informazioni su Progetto Capire www.capire.org

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06 novembre 2013

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