Trovati negli scavi del Castello di Salemi i resti di una colonna probabilmente appartenuta ad una Moschea

26 giugno 2007

Nei giorni scorsi si è conclusa una campagna di scavi archeologici (avviata nel 2005 grazie ad un finanziamento della sezione per i Beni Archeologici della Sovrintendenza di Trapani e il supporto logistico del Comune di Salemi e dell'Associazione ''Xaipe'') condotta da un gruppo di archeologi diretti da Michael J. Kolb del ''Department of Anthropology'' della Northern Illinois University di Dekalb a Chicago.
Il sindaco di Salemi Biagio Mastrantoni ha già sollecitato la Sovrintendenza di Trapani a rinnovare la convenzione anche per il biennio 2008-2010. ''I recenti ritrovamenti - ha spiegato il sindaco - rivelano come il sottosuolo del centro storico sia ricco delle testimonianze di civiltà passate. Riportarle alla luce significa scrivere nuove pagine di storia oltre che arricchire il già ricco patrimonio di reperti che la città custodisce nei suoi musei''.
L'ultima campagna di scavi è durata all'incirca 30 giorni. Il professore Kolb è già ripartito per Chigago ed ha consegnato una dettagliata relazione sugli scavi fin qui effettuati. Proprio nel corso degli ultimi scavi sono stati ritrovati i resti di una colonna che lascia presupporre la presenza di una Moschea.

Qui di seguito la relazione redatta dal professore Kolb.

La campagna 2005-2007 è stata caratterizzata da scavi eseguiti all'esterno dell'entrata principale del Castello di Salemi.
Sono stati eseguiti tredici saggi all'esterno del castello in due posizioni - (Sud 10, 11, 16 e 21; Nord 17, 18, 19, 20, 22, 23, 24, 25 e 26) - nel settore centrale del terrapieno rettangolare che corre in direzione Ovest di fronte l'ingresso principale.
Allo stato attuale delle ricerche possono essere individuate, schematicamente, due fasi edilizie cronologicamente ascrivibili ad
età arcaica (VI avanti Cristo), ellenistica (IV avanti Cristo), islamica e normanno-medievale, e a quella postmedievale-rinascimentale, come visibile dalle strutture murarie mostrate nelle immagini.
La sequenza stratigrafica di queste unità varia tra 0.5m e 2.3m di profondità dove si incontra una roccia basale di calcare tenero. Sono state identificate e documentate 135 unità stratigrafiche che sono state raggruppate in sette distinte fasi e tre periodi di occupazione.

Fase Ia - Casa arcaica/indigena (VI sec. aC)
Fase Ib - Casa Ellenistica (IV sec. aC)
Fase IIa - Struttura pubblica del primo medioevo (Islamico) lunga 13 m.
Fase IIb - Muro di fortificazione/terrapieno di costruzione Normanna in direzione nord-sud
Fase IIc - Spianamento tardo medievale dell'area di fronte il cancello del castello
Fase IIIa - Case post-medievali
Fase IIIb - giardino posteriore al 1923 successivo alla demolizione delle case addossate al castello

Tutti i manufatti ed i residui organici sono stati ritrovati in situ o tramite cernita con vaglio da 3.3mm.
In totale sono stati ritrovati
più di 10.000 reperti medievali e arcaici degni di analisi e più di 1.000 frammenti di ossa.

La Fase Ia rappresenta l'occupazione iniziale dell'area; consiste in una casa rettangolare datata nel primo quarto del VII sec. a.C. e alla fine del V sec. a.C. Il muro era costruito in pietra ed in origine aveva una larghezza di 3.5 m ed una lunghezza di oltre 5m; era ricavato direttamente nella roccia basale simile per costruzione alle case arcaiche rinvenute in via Cappasanta a Salemi ed a Segesta. Il pavimento era costruito in terra battuta e gesso; le ceramiche rinvenute sono di tipo indigeno con decorazioni dipinte, incise oltre a ceramica di tipo comune acroma, e di tipo ionico e corinzio (dal VII al V sec. avanti Cristo).

La Fase Ib consiste in una ristrutturazione della casa della precedente Fase Ia, avvenuta per causa di un incendio. Le tegole furono riutilizzate come nuovo pavimento e ricoperte di gesso. Fu aggiunto un magazzino di 2x3m ad Est della casa con un pavimento di tegole ricoperte da gesso nel quale sono state rinvenute anfore e vasi di diverso tipo.
Altri rilevanti ritrovamenti sono costituiti da reperti risalenti al IV sec. a.C. come
un orecchino d'oro a testa di leone del periodo Ellenistico, un oscillum con impressa una testa di Athena, frecce di bronzo, e monete. La casa della Fase Ib fu abbandonata intorno al primo quarto del II sec. a.C. L'area non fu più occupata fino al primo medioevo allorquando fu eretta una grande costruzione.

Fase IIIa. Un intero lato di questa costruzione si è conservato, mentre le parti restanti sono state distrutte da edifici moderni. Questa costruzione aveva una lunghezza di 13m, presentava un muro di pietra perimetrale ed un pavimento di gesso di grande qualità dello spessore di 10 cm; qui è stata ritrovata la base di una colonna circolare realizzata in pietra e gesso che si integra perfettamente nel pavimento. Questa struttura fu costruita su di una preesistente superficie Ellenistica. La tecnica costruttiva di questa colonna è araba e consiste in un'anima di gesso miscelato a pietre e frammenti di tegole. La funzione di questa struttura di Fase IIa è sconosciuta, ma doveva essere un edificio pubblico, date le sue dimensioni, la qualità della costruzione, e il fatto che sul pavimento sono stati ritrovati solo pochi manufatti diagnostici. L'orientamento Sud-Ovest lascia supporre che fosse probabilmente una Moschea.

La Fase IIb è caratterizzata da un muro con orientamento Nord-Sud che corre parallelo al muro del castello seguendone l'andamento. Questo muro è largo approssimativamente 80 cm ed è costituito da blocchi di media dimensione e calce con inclusi di sabbia.
Il muro è poggiato direttamente sulla roccia basale, ed è più profondo (fino a 29 cm) sul pendio del lato Est del castello, per cui è ipotizzabile che il muro fu costruito intenzionalmente sul lato più ripido del pendio. Per la costruzione di questo muro furono utilizzati materiali provenienti dalle costruzioni delle Fasi Ia, Ib e IIa.

La Fase IIb è importante in quanto è costituita da un muro di fortificazione con il relativo camminamento di guardia, quello che probabilmente presidiava il castello, dato il fatto che fu parzialmente demolito e poi ricostruito nel periodo medievale. Lo spessore relativamente modesto del muro suggerisce che esso ebbe una funzione provvisoria, probabilmente utilizzato solo durante la costruzione dello stesso castello.
Un'altra ipotesi è quella che si possa trattare di un muro esterno di difesa utilizzato per un periodo limitato di tempo. Quello che è certo è che fu demolito e ricostruito diverse volte nel periodo medievale al fine di livellare il pendio naturale sotto al muro.

La Fase IIc è caratterizzata da un lavoro di riempimento e livellamento del'area antistante il cancello del castello eseguito in epoca medievale; il riempimento fu relativamente poco profondo, come rilevato in più aree degli scavi (CAS 18, 18e, 23, 24, e 22) dove la roccia basale è relativamente piatta e più profondo in altre aree dove la roccia basale declina ripidamente (CAS 17, 19).
Lo strato IIc è principalmente caratterizzato da terra, ciottoli, grosse pietre, e numerose concentrazioni  di frammenti di tegole e parti di un più recente muro medievale (Fase IIb).

La Fase IIIa rappresenta una occupazione post-medievale dopo che il castello perdette la sua funzione militare. Furono costruiti i muri di fondazione di due case addossate al castello. Alcune fotografie del XIX secolo mostrano la presenza di tre case indipendenti addossate alla torre rotonda. L'analisi di alcuni reperti suggerisce che furono utilizzate dal Rinascimento fino alla fine del  XX secolo.

La Fase IIIb rappresenta l'occupazione nel periodo successivo al 1923 dopo che le case furono demolite e l'area venne trasformata in giardino.

INFO
Comune di Salemi - Piazza Dittatura 1 - 91018 Salemi (TP)
Telefono e Telefax 0924 - 99 12 16
Web:
www.comune.salemi.tp.it
Email: comunedisalemi@email.it

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26 giugno 2007

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