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Sciopero generale della Cgil. In piazza contro una manovra iniqua e irresponsabile

06 settembre 2011

AGGIORNAMENTO
Ventimila a Palermo, 10 mila a Catania, 4 mila a Messina, 2.500 a Trapani, migliaia nelle altre città: sono questi i numeri delle manifestazioni Cgil in Sicilia, secondo le stime degli organizzatori che manifestano soddisfazione per la riuscita dello sciopero. Nei cortei anche amministratori locali. A Trapani, ad esempio, ha anche preso la parola dal palco il segretario regionale dell'Anci.
La Cgil ha fornito inoltre alcuni dati sulla partecipazione allo sciopero che ha visto l'adesione in parecchie realtà anche di lavoratori di altre sigle sindacali. Così, ad esempio, alla St Microelectronics di Catania dove l'intera Rsu, dunque anche Fim, Uilm e Ugl, ha aderito formalmente alla protesta con un documento. Analogamente alle Acciaierie di Sicilia. Allo stabilimento Fincantieri di Palermo hanno scioperato, sempre secondo il sindacato, 430 lavoratori su un totale di 525 (pari all'82%), e di 213 iscritti alla Cgil. Alla Stm di Catania le adesioni sono state dell'80% pari a 3.200 scioperanti.
E ancora: 100% di adesione alla Vini Corvo e alla Coalma di Palermo (industria alimentare), 53% alla Santoro Marmi di Trapani, 42% al comune di Randazzo (Catania), 100% alla laterizi Fauci di Sciacca, 40% alle acciaierie di Messina e 70% nell'indotto della raffineria, 100% all'Esa di Palermo, 20% alla provincia regionale di Palermo, 100% all'archivio di Stato di Agrigento, 76% alla Sicilmarmi di Trapani, 10% nel cantiere del raddoppio ferroviario dei Cefalù, 30% negli uffici palermitani del Tar Sicilia, 10% al comune di Palermo, 8% all'ospedale Villa Sofia del capoluogo, 34% alle imposte dirette di Catania, 30% al comune di Enna, 67% all'Atigroup di Bagheria. A Siracusa ha scioperato il 100% dei lavoratori edili dell'area indutriale.
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Oggi in Aula al Senato inizia la discussione della manovra bis dopo l'approvazione in Commissione Bilancio. Intanto questa mattina manifestazioni in diverse piazze italiane per lo sciopero generale della Cigl, indetto, secondo il sindacato, contro una manovra dai tratti "profondamente iniqui" e "aggravata" in queste ore da norme, come l'articolo 8 sui 'licenziamenti facili'.
Lo sciopero generale sarà di otto ore per ogni turno di lavoro e per tutte le categorie di lavoratori. E' quanto si legge in una nota del sindacato (di ieri), secondo cui quelle norme "hanno come scopo l'abolizione del contratto nazionale, dello Statuto dei lavoratori e dei diritti di questi ultimi".
La Cgil dietro la rivendicazione 'un'altra manovra è possibile, dal segno diverso, pagata da chi più ha e non ha mai pagato', si è mosso per il suo quinto sciopero generale nel corso di questa legislatura, il secondo per Susanna Camusso, con oltre 100 manifestazioni in altrettante piazze d'Italia, con il segretario generale che chiuderà la manifestazione di Roma.

"Oggi siamo di fronte ad un Governo che, basando il suo potere sui privilegi, non è in grado di affrontare i veri nodi dei tagli al costo della politica", ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso in una nota. Infatti, tutto quello che si sta facendo e tutto quello che non si fa, nella direzione della riduzione dei costi della politica, afferma Camusso, "è il frutto della mancanza complessiva di un progetto per il paese [...] anche mantenere la tassa di solidarietà per i parlamentari testimonia il fatto che non si vuole mettere mano ai loro redditi e ai loro vitalizi'', se ne vuole ridurre il numero, ma non i privilegi.
Il segretario generale della Cgil inoltre afferma che "non si fa quello che si potrebbe fare e si scaricano tutti i pesi sulla periferia e sui futuri governi". La Camusso parla di "scelte demagogiche" in riferimento ai tagli dei piccoli comuni e delle province che oggi "non aggiungono una risorsa al paese, perché bisognerà aspettare la fine di tutte le singole legislature per vederne gli effetti". Sicuramente vale il principio che è "indispensabile sciogliere, il prima possibile, le società inutili che amministrazioni locali e regionali hanno istituto", prosegue Camusso, ma "il Governo dovrebbe per primo dare un esempio, incominciando da Difesa Spa e da Protezione Civile Spa, e tagliando sui 4miliardi di consulenze spese dai Ministeri".
Il leader della Cgil, arrivando stamane al corteo di Roma ha detto: "La manovra del governo è ingiusta e totalmente irresponsabile perchè scarica tutti i conti sul pubblico impiego [...] Non c'è l'idea sul quale sia il futuro del Paese e la sua crescita - ha aggiunto - . Questa è una manovra che il Paese non si merita. Chiediamo una redistribuzione dei carichi perché chi non ha mai pagato nulla ora è arrivato il momento di farlo. Siamo convinti che si possa fare una manovra più equa, che cancelli l'articolo 8 che è solo un danno al mondo del lavoro".
"Quando si è sull'orlo dell'abisso bisogna fare un passo indietro" ha detto ancora Susanna Camusso. "Il Paese è in una situazione molto difficile - ha rilevato - e per questo abbiamo proposto una contromanovra che ha esattamente gli stessi saldi, perchè pensiamo che bisogna intervenire rapidamente ma se si fa il passo sbagliato si entra nell'abisso, invece che fare un passo indietro".

La Cgil ha promosso la mobilitazione nonostante la contrarietà degli altri due sindacati confederali. Ma è con la Cisl, in particolare, che i rapporti sono tesi. Lunedì il segretario Raffaele Bonanni aveva definito "demenziale" l'idea di scioperare in questa fase della crisi. Lapidaria la risposta della Camusso: "Mi sembra che il segretario generale della Cisl sia sull'orlo di una crisi di nervi". E ancora: "Chi si muove autonomamente è chi dà sempre ragione al governo e non ai lavoratori". "Lo sciopero non è mai uno strumento irresponsabile - ha quindi aggiunto la segretaria cigiellina -. È lo strumento di difesa e di miglioramento delle condizioni dei lavoratori".

In piazza insieme alla Cgil anche Partito democratico e Italia dei valori. "Certo, ci sarò, ci saremo - ha detto ieri il segretario Pd Pier Luigi Bersani - con tutti quelli che contrastano questa manovra". E al corteo di Roma partecipa anche Antonio Di Pietro.

Anche gli studenti oggi sono scessi in piazza per lo sciopero generale indetto della Cgil. "Dopo le azioni di ieri contro il numero chiuso, travestiti da fantasmi - dichiarano - oggi non siamo invisibili nelle piazze. Siamo in piazza per rifiutare ogni meccanismo di indebitamento che rappresenti un'ipoteca sul nostro futuro. Dalle speculazioni della finanza sul debito pubblico e privato alla recente proposta della Gelmini di introdurre una prova nazionale per assegnare prestiti agli studenti svincolati dal reddito; il tutto in sostituzione delle borse di studio, sostanzialmente cancellate dagli ultimi tagli".

In Sicilia nove manifestazioni - Nove manifestazioni, una per ogni provincia, in Sicilia in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro una manovra che, sostiene il sindacato, "affosserà ancorà di più l'isola e il paese facendo pagare i costi della crisi solo a lavoratori e pensionati".
Ragioni e modalità della mobilitazione sono state illustrate sabato dalla segretaria generale, Mariella Maggio, in una conferenza stampa. Maggio ha parlato di "persecuzione dei pubblici dipendenti, che rappresentano lo zoccolo duro del lavoro in Sicilia", di "mazzata a pensionati e donne anche attraverso i tagli agli enti locali che a loro volta saranno costretti a ridurre i servizi sociali", di "disgregazione dell'apparato produttivo per i mancati investimenti e dei diritti per le deroghe che si cerca di introdurre con l'articolo 8, in barba all'accordo del 28 giugno". E ancora, di "buco nero" degli investimenti con "i Fas che, a conti fatti, nel 2012 saranno spendibili solo per il 10%. In un contesto come quello siciliano, ad alta disoccupazione, nel quale i consumi delle famiglie sono diminuiti negli ultimi tre anni del 4%, gli investimenti fissi lordi di più dell'11% mentre la spesa pubblica è costantemente sotto tiro - ha rilevato la Maggio - una manovra di questo tipo non può che aggravare la situazione". La segretaria della Cgil ha definito "risibile" l'ipotesi di ritocco per tre mesi dell'Iva che "servirebbe solo a produrre rallentamenti e blocchi".

A Palermo, il corteo è partito alle 9 da piazza Croci. L'Unione sindacale di base si è mosso invece da piazza Giulio Cesare insieme agli studenti dei collettivi autonomi. I due cortei confluiranno in piazza Verdi, dove a conclusione della manifestazione è previsto l'intervento del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini.
"Ancora una volta i moniti della comunità europea indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del paese", ha detto Landini appena giunto a Palermo. "Bisogna cancellare le norme che mettono in discussione il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori e i diritti - ha aggiunto Landini - che non c'entrano con la crisi e che puntano a fare diventare il modello Fiat un modello per il Paese". Per il segretario della Fiom "occorre restituire alla manovra un carattere di equità, facendo pagare chi non ha pagato. Oggi sarà una straordinaria giornata - ha continuato Landini - che porterà un piazza anche iscritti ad altri sindacati. Noi comunque non abbiamo intenzione di fermarci la nostra iniziativa non si conclude oggi". "Qui in piazza ci sono i lavoratori, pure quelli iscritti alle altre organizzazioni sindacali. E, comunque, anche Cisl e Uil devono fare i conti con una strategia che finora ha aiutato solo il governo. Basta vedere la vicenda Pomigliano". "Siamo davanti a un attacco alla democrazia e alla costituzione. Questa invenzione di Sacconi - aggiunge - che fa in modo che le aziende possano licenziare andando in deroga alla legge, è una follia totale. Una manovra iniqua che fa pagare sempre i soliti e che deve essere contrastata da tutti". Per superare la crisi, secondo Landini, bisogna colpire i grandi patrimoni, la corruzione e l'illegalità. "Con noi in piazza non c'è solo la Cgil, ma tanti giovani stanchi di questa situazione. Quello di oggi deve essere solo l'inizio: non possiamo limitarci alla protesta, ma avviare un processo di cambiamento".

A Catania il programma prevede, dopo il corteo partito da piazza Bellini, il comizio della segretaria confederale Serena Sorrentino. Il segretario generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio è a Messina dove concluderà il corteo con un comizio in piazza Lo Sardo. A Trapani concluderà la manifestazione Ferruccio Donato, della segreteria regionale Cgil. Ad Agrigento è previsto il ritrovo in piazza Cavour con comizio di Antonio Riolo, della segreteria regionale. E ancora: sit in dalle 10 davanti alla prefettura di Caltanissetta, dove parlerà il segretario generale della Flai Sicilia, Salvatore Tripi, mentre ad Enna la manifestazione, che si tiene in piazza S. Francesco, sarà conclusa dal segretario regionale Cgil Michele Pagliaro. A Ragusa il sit-in di fronte alla prefettura vedrà il comizio di Elvira Morana, della segreteria regionale Cgil. A Siracusa, comizio di Saverio Piccione, segretario dello Spi Sicilia.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Corriere.it, Repubblica/Palermo.it]

- La manovra degli errori e degli scontenti (Guidasicilia.it, 05/09/11)

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06 settembre 2011
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