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Tutti sono i benvenuti! La residenza in Sardegna di Berlusconi non è più protetta dal segreto di Stato

Il Viminale ha annullato il segreto di Stato su Villa Certosa, la megavilla berlusconiana a Porto Rotondo

23 maggio 2005

Il 6 maggio del 2004 il Ministero dell'Interno siglò due decreti che sancivano il ''segreto di Stato'' su tutte le abitazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quelle dei suoi familiari.
Il governo aveva deciso: ''nessuno può ficcare il naso nelle case del premier perché protette da attacchi terroristici''. Da qui l'impossibilità alla procura di Tempio Pausania, che aveva disposto un'ispezione a Villa Certosa, per verificare il rispetto dei vincoli paesaggistici.
La storia dei decreti animò un duro braccio di ferro tra maggioranza ed opposizione, e quando il Copaco, il comitato di controllo sui servizi segreti che ha come presidente Enzo Bianco, chiese la visione dei decreti, ad una prima risposta negativa ne seguì una seconda che accoglieva la richiesta.
Il primo dei due provvedimenti, conteneva l'approvazione del ''Piano nazionale per la gestione di eventi di natura terroristica''; all'interno del decreto c'era anche il ''Piano di sicurezza per Villa Certosa'', rimasto però secretato. L'altro decreto, facendo riferimento al terzo capitolo del Piano nazionale, indicava che tutte le residenze private del presidente del Consiglio e le loro pertinenze, nonché quelle dei familiari e dei suoi diretti collaboratori erano state sottoposte a misure di sicurezza.
Per tutte era stata imposta la massima segretezza e la totale interdizione all'accesso, salvo autorizzazione del premier.

Ad un anno dalla sigla dei due decreti voluti dal Viminale, lo stesso ministero ha fatto cadere il segreto che avvolgeva Villa Certosa. Con un fax inviato la scorsa settimana, il Ministero dell'Interno ha comunicato alla procura della Repubblica di Tempio Pausania che la presidenza del Consiglio dei Ministri dà il nulla osta all'ispezione alla villa.
Una segretezza, comunque, fino alla scorsa settimana riservata solo ai magistrati, perché tutti i più recenti lavori, firmati dall'architetto Gianni Gamondi, sono stati fotografati e possono essere ammirati in un libro, ''Ville esclusive e resorts'', dove c'è anche una mappa dettagliata, con tanto di piazze con pavimenti di mosaico, rifacimenti di menhir, giardini con piante portate in Sardegna dai quattro angoli del pianeta. Il tutto senza uno straccio di autorizzazione, come denunciato a più riprese da ambientalisti e da diversi parlamentari prima che la procura di Tempio decidesse di muoversi.

La clamorosa marcia indietro arriva a pochi giorni dalla data (mercoledì 25 maggio) in cui la corte costituzionale si pronuncerà sull'ammissibilità del conflitto tra poteri dello Stato sollevato dai magistrati di Tempio quando Pisanu proibì l'ingresso alla Certosa, dove, in un'area sottoposta a leggi di tutela nazionali e regionali, Berlusconi ha costruito un anfiteatro, piscine, un falso nuraghe e, soprattutto, un porticciolo dal quale parte un tunnel sotterraneo che dalla riva porta sin dentro la villa.
l'anfiteatro di Villa CertosaOra il segreto è caduto, ma questo non significa comunque che l'ispezione sia imminente. Anzi, per il momento i magistrati fanno sapere che non se ne farà nulla. L'orientamento della Procura è di aspettare il pronunciamento della Consulta di dopodomani.
"Per ora - ha detto dice il procuratore capo di Tempio, Francesco Cicalò - non procederemo ad alcuna ispezione. L'indagine è stata congelata dal segreto di Stato: la Procura ha fatto ricorso e quindi attendiamo con serenità il verdetto della Corte Costituzionale''.
Infatti il fax del ministero dell'Interno non fa venire meno il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Perché ciò accada è necessario che la procura presenti una formale rinuncia al ricorso: lo può fare o prima del 25 maggio, quando i giudici della Consulta si riuniranno in camera di consiglio per decidere preliminarmente sull'ammissibilità del conflitto, o in prossimità dell'udienza pubblica (la cui data non è stata ovviamente ancora fissata) quando la discussione riguarderà il merito della questione.
Dopo aver deciso se ammettere il conflitto, la Corte dovrà fissare la data per l'udienza pubblica. In quel caso appare scontata la costituzione dell'Avvocatura dello Stato a nome della presidenza del Consiglio. L'udienza di merito potrebbe tenersi prima della pausa estiva (il 7 o 21 giugno, oppure il 5 luglio), altrimenti se ne riparlerà dal 27 settembre in poi.

''Era ora''. Così Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita, ha accolto la notizia che le porte di Villa Certosa si apriranno ai magistrati. ''Un atto di elementare civiltà. Meglio sarebbe stato agire da subito secondo regole di trasparenza. E non sotto la spada di Damocle di una sentenza della corte costituzionale''.

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23 maggio 2005
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