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Tutto contro Raffaele Lombardo...

Mentre il Tribunale etneo ha deciso per lo stop al processo per reato elettorale, le questioni politiche continuano ad essere roventi

20 luglio 2012

Si è concluso il processo per reato elettorale al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, iniziato a febbraio scorso. Lo ha deciso il presidente del Tribunale monocratico, Michele Fichera, che si è dichiarato incompetente e ha disposto la restituzione degli atti alla Procura. Il giudice ha rigettato un'istanza dei legali del governatore che chiedevano che il processo continuasse.
A 'stoppare' il procedimento è stata la decisione avanzata nella precedente udienza, il 22 giugno scorso, dalla Procura di contestare anche l'aggravante di avere favorito la mafia (LEGGI). Un eventuale processo non si può celebrare davanti al Tribunale monocratico, ma in composizione collegiale.
Adesso, dal punto di vista procedurale, si ricomincia: il fascicolo mafia adesso torna alla Procura della Repubblica che chiederà il rinvio a giudizio a un Gip, che non potrà essere alcuno di quelli che hanno già 'trattato' il caso.
Si avrebbero così due procedimenti paralleli con due reati diversi ma assimilabili: c'è infatti un fascicolo già aperto per Raffaele e Angelo Lombardo, con l'imputazione cotta, per concorso esterno e voto di scambio già pendente davanti al gip Marina Rizza, con un'udienza già fissata per il prossimo 23 luglio, che non sarà certamente conclusiva. Per questo l'ipotesi che si profila è di un processo unico con l'unificazione di tutti i capi d'imputazione contestati. Questo potrebbe allungare i tempi dell'udienza preliminare già pendente.

A fare cambiare idea alla Procura, nel processo per reato elettorale, sono state le dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, rese in udienza il 6 marzo scorso. Per il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro il collaboratore avrebbe portato 'un novum', una novità, che ha fatto scattare l'aggravante: i candidati appoggiati dal clan potevano usufruire di una richiesta di voto che "non era selettiva ma conosciuta in tutto il rione" in cui agiva, nell'Agrigentino.
Secondo il Pm le condizioni di omertà in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciava l'appoggio della mafia a un altro candidato. La difesa di Lombardo ha contestato le dichiarazioni di Di Gati, sottolineandone la "scarsa attendibilità perché riferisce cose che apprende da altri" e "fa confusione con le date visto che avrebbe appoggiato il Mpa prima della nascita del partito".

A margine del processo, il governatore Lombardo si è intrattenuto con i giornalisti. Con questi il presidente ha parlato non del processo ma di quanto è avvenuto in questi giorni, tra comunicazioni di rischio default imminente e successive smentite. Secondo Raffaele Lombardo: "Chi ha scritto che siamo al crack e al default e che la Sicilia è fallita, come alcuni giornali hanno fatto a 9 colonne, sarà denunciato e pagherà danni civili sicuramente salati". "Credo che il presidente Monti abbia fatto il suo dovere, anche se, con una nota che è stata giudicata inusuale, vi sono state segnalate criticità e io cercherò di capire da parte di chi. Qualcuno pretende che io non mi dimetta perché il sistema dei partiti nazionali che hanno usato la Sicilia come merce di scambio e bottino da incassare, e mi riferisco in particolare all'Udc, impazziscono se pensano ad elezioni anticipate". "Con le elezioni anticipate in Sicilia - ha aggiunto - il loro progetto di beccarsi la presidenza della Regione in cambio di qualcosa che otterranno a Roma va a gambe per aria. L'ho già detto al presidente Monti al telefono - ha ribadito Lombardo - e glielo confermerò il prossimo 24 luglio, quando lo incontrerò, che mi dimetterò all'assemblea regionale siciliana il 31 luglio. Il governo, per statuto, resta in carica per i tre mesi successivi, tempo entro il quale si dovrà votare. Le elezioni si potrebbero tenere il 28 e il 29 ottobre".

"Si è montato un battage mediatico e vergognoso contro la Sicilia per farle del male, perché deve essere eliminata visto che tutti i guai dell'Italia sono siciliani. Ma noi abbiamo dimostrato, conti alla mano, l'esatto contrario - ha aggiunto ancora il governatore - i nostri bilanci certificati sono migliori di quelli del Piemonte e sullo stesso livello di Umbria e Veneto. Abbiamo dei debiti ma anche dei crediti, e il più grosso lo vantiamo con lo Stato che deve alla Regione siciliana un miliardo di euro che deve essere pagato entro l'anno. Ieri ci hanno detto che ci daranno un'anticipazione di 400 milioni di euro".
Infine, il governatore ha replicato al segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, sulla gestione dell'Ente: "Alfano mente consapevolmente: gli anni della clientela sono quelli in cui lui e il suo partito hanno governato e sono stati artefici e beneficiari anche di sprechi". "Quando governavano lui e il suo partito - ha aggiunto Lombardo - gli operatori della formazione sono passati da circa 3mila a 8mila. Soltanto pochi anni fa la spesa pubblica è schizzata a livelli insostenibili. Nei due anni del governo dell'autonomia, invece, sono state bloccate le assunzioni e la spesa corrente è stata portata al livello del 2001".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, AGI, ASCA]

- La Sicilia al centro dell'interesse nazionale (Guidasicilia.it, 18/07/12)

- No, la Sicilia non sta fallendo (Guidasicilia.it, 19/07/12)

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20 luglio 2012
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