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Tutto quello che c'è da sapere sul "concorsone"

Da sabato 6 ottobre iniziano le iscrizioni: undicimila posti da professore per 160mila candidati

05 ottobre 2012

Dopo mille polemiche, tante anticipazioni e qualche smentita, il concorsone nella scuola è realtà. Il bando è stato pubblicato una settimana fa ed è bene fare il punto della situazione.
Le polemiche e le minacce di ricorsi sono proseguite anche in quest’ultima settimana, mentre è partito il business dei corsi di preparazione per superare la lotteria del test di preselezione, la prova più difficile in assoluto del concorso atteso da 13 anni. In tutte le librerie è possibile trovare ponderosi volumi che traboccano di test di logica e comprensione del testo. Mentre su internet con 200 euro ci si può iscrivere ad un corso online, sempre con lo stesso fine: raggiungere quota 35 nel maledetto quizzone di ammissione alle prove scritte.

REQUISITI DI AMMISSIONE - I 160mila partecipanti previsti dal ministero saranno precari già abilitati e laureati con lauree del vecchio ordinamento. Il bando apre le porte al concorso esclusivamente a coloro che sono già in possesso di una abilitazione all’insegnamento: i precari e gli inclusi nelle graduatorie degli ultimi concorsi del 1990, del 1999 e del 2000.
Ma, per la scuola primaria e dell’infanzia, potranno partecipare anche i "semplici" diplomati degli istituti e delle scuole magistrali purché abbiamo conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002. Ammessi a partecipare anche i laureati in Scienze della formazione, mentre per partecipare al concorso di scuola media e superiore occorre essere in possesso di una laurea del vecchio ordinamento: conseguita entro l’anno 2001/02, per i corsi di studio quadriennali, 2002/03 per quelli quinquennali e 2003/04 per quelli di sei anni di durata.
Esclusi, invece, coloro che sono già di ruolo e meditano di partecipare per un’altra classe di concorso. Le domande, in modalità esclusivamente on line, dovranno essere presentate per una sola regione dal 6 ottobre al 7 novembre.

I POSTI DISPONIBILI - Secondo il bando, sono 11.542 i posti che dovranno contendersi tutti i partecipanti. Il concorso si svolgerà a livello regionale e non per tutte le classi di concorso: il ministero ha svelato i numeri soltanto a bando pubblicato in Gazzetta. Oltre al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, che si svolgerà in quasi tutte le regioni italiane, saranno soltanto 25 (7 per la scuola media e 18 per la scuola superiore) le classi di concorso alle quali sarà possibile partecipare. Per tutte le altre materie d’insegnamento resteranno in vigore le graduatorie dei concorsi del 1990 e del 1999.

LA PROVA PRESELETTIVA - Per la prima volta, la prova di apertura di un concorso a posti nella scuola sarà un test a risposta multipla uguale per tutte le discipline d’insegnamento e i gradi d’istruzione. In 50 minuti, gli aspiranti insegnanti dovranno districarsi tra 50 quesiti a risposta multipla: 18 di comprensione del testo, 18 di logica, 7 di informatica e 7 di lingua straniera. Per accedere alla fase successiva, occorrerà totalizzare 35 punti, stando attenti che ad ogni risposta errata se ne perderà mezzo. La prova si svolgerà i primi di dicembre, probabilmente in più giorni, e si svolgerà davanti ad un computer che darà l’esito in tempo reale. Ogni candidato risponderà ad una diversa batteria di test, selezionati al momento dal cervellone ministeriale. E come si conviene ormai nei concorsi pubblici, 20 giorni prima il ministero pubblicherà una panel di 3000/3500 test tra i quali saranno sorteggiati quelli della prova preselettiva.

I TEMPI E LE ALTRE PROVE - Il ministero ha più volte manifestato l’intenzione di immettere in ruolo i vincitori di concorso entro il prossimo anno. Per questa ragione, la prova preselettiva si svolgerà a dicembre e pochi mesi dopo si svolgerà la prova scritta, una prova strutturata con domande a risposta aperta e, eventualmente, una prova di laboratorio. Per superare l’ostacolo e presentarsi per la prova orale basterà ottenere 28 dei 40 punti a disposizione della commissione giudicatrice. L’orale consisterà in due momenti: "Una lezione simulata, della durata di 30 minuti, su una traccia estratta dal candidato 24 ore prima della prova orale; un colloquio immediatamente successivo, della durata massima di 30 minuti, nel corso del quale verranno approfonditi i contenuti, le scelte didattiche e metodologiche della lezione", recita il bando. Otterranno l’abilitazione all’insegnamento e la cattedra soltanto i vincitori del concorso.

LE POLEMICHE - Lunghissimo l’elenco di polemiche contro un concorso che non sembra volere nessuno, soprattutto i precari della scuola già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Alcuni sindacati - Flc Cgil in testa - considerano questo concorso una semplice passerella del ministro Profumo. Secondo l’ex viceministro alla Pubblica istruzione, Mariangela Bastico, "il concorso per l’assunzione di 11.542 insegnanti, a causa della tempistica sbagliata, esclude di fatto i più giovani, e cioè proprio coloro che ripetutamente il ministro dell’Istruzione Profumo ha dichiarato essere interlocutori privilegiati per il rinnovamento della scuola".
E sono moltissimi anche quelli che considerano la procedura di selezione poco idonea a reclutare i meritevoli. Se il test di preselezione dovrà verificare le capacità logiche e di comprensione del testo scritto dei futuri insegnanti, che senso ha pubblicare prima i test, risposte comprese? Basta una buona memoria per superare la prova, altro che logica.
Ma non solo. Lo spostamento dell’ultima ora di quasi 1100 posti dalle regioni meridionali a quelle settentrionali non è piaciuta ai sindacati, ai quali pochissimi giorni prima che venisse pubblicato il bando i tecnici del ministero avevano comunicato una situazione completamente diversa. "L’ultima e definitiva ripartizione dei posti allegata al bando del concorso ordinario, rappresenta l’ennesima correzione dei dati sulle disponibilità per le assunzioni dei prossimi due anni e alimenta le perplessità intorno ad una operazione frettolosa, approssimativa, carente di trasparenza e di certezza sui criteri utilizzati", spiega Francesco Scrima della Cisl Scuola.
E l’Anief già prepara un megaricorso al Tar che rileva otto punti di criticità nel bando e chiede, tra le altre cose, che vengano ammessi i laureati dell’ultimo decennio e gli insegnanti di ruolo. [Articolo di Salvo Intravaia, Repubblica.it]

Anche il sindacato degli insegnanti Gilda impugna il bando del "concorsone" e ricorre al Tar del Lazio per chiederne l’annullamento. La Federazione Gilda-Unams ha dato mandato al suo ufficio legale di iniziare l’iter che tra 60 giorni approderà nelle aule del tribunale amministrativo. Secondo il sindacato, il bando presenta numerose violazioni di legge: "L’attuale normativa fissa in 3 anni la durata delle graduatorie mentre il bando emanato da viale Trastevere la riduce a 2 anni; la legge stabilisce che l’abilitazione all’insegnamento viene assegnata attraverso il concorso mentre secondo il bando il titolo può essere acquisito soltanto da chi prende il posto in cattedra. E ancora: per la legge la prova di inglese per la scuola primaria è facoltativa ma il bando di concorso la rende obbligatoria". [Il Fatto Quotidiano]

Ricorso del Codacons a favore dei docenti siciliani ingiustamente esclusi dal "concorsone"
Dopo la pubblicazione da parte del Ministero dell'Istruzione del bando relativo al "concorsone" fortemente voluto dal ministro Profumo, Codacons e Associazione sindacale diritti della scuola hanno annunciato il primo ricorso al TAR del Lazio da parte di 800 docenti non laureati ingiustamente esclusi dalla prova, e avviato da alcuni giorni in Sicilia la raccolta di adesioni al ricorso collettivo da parte degli insegnanti esclusi residenti in regione.
"L’iniziativa legale - spiega il Codacons - mira a far annullare i limiti previsti dal Bando di concorso, evidentemente illegittimi e frutto di eccesso di potere. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha elaborato un meccanismo ingiusto, fonte di disparità di trattamento e contraddittorio rispetto alla ratio che l’impianto normativo di accesso al pubblico impiego e all’insegnamento ha perseguito negli anni, che come noto presuppone il requisito generale del conseguimento della laurea in relazione alle diverse specificità delle diverse categorie di insegnamento. Appare pertanto arbitraria e ingiusta la scelta dei requisiti, nella parte in cui si pone come una barriera all’accesso ad una prova selettiva e rimane del tutto sganciata e non correlata ad un attento esame della situazione normativa italiana, che avrebbe facilmente dimostrato che l’esclusione avverrebbe con violazione degli artt. 3 E 97 della Costituzione, in quanto si disattende il principio della imparzialità e non disparità di trattamento della P.A. e quello di buona amministrazione e di uguaglianza, non essendo in alcun modo giustificabile la scelta operata dal legislatore nel senso di sistemare soltanto una categoria di laureati".
Il Codacons invita dunque i docenti siciliani ingiustamente esclusi dal "concorsone", ad aderire all’iniziativa legale dell’associazione, grazie alla quale sarà possibile radicare la posizione di concorrenti al concorso e far valere i propri diritti nelle successive tappe della procedura. [Codacons.it]

- Questo concorso non serve alla scuola di Roberto Tripodi, Presidente regionale ASASI

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05 ottobre 2012
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