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Un confronto continuo tra Governo e organi di Giustizia

Le rassicurazioni del Guardasigilli Angelino Alfano, le richieste dei magistrati

29 maggio 2008

Una piena collaborazione con il Consiglio superiore della magistratura, con il metodo del "confronto continuo, rispettoso delle reciproche sfere di autonomia e delle cadenze proprie del dialogo tra istituzioni, ma aperto anche a una più ampia discussione con l'intero mondo della magistratura, gli esponenti dell'associazionismo e gli operatori del diritto".
Queste le rassicurazioni del ministro della Giustizia, Angelino Alfano nella sua prima uscita pubblica davanti al Csm nei giorni scorsi, riunito in un plenum straordinario per accogliere il nuovo Guardasigilli e ascoltare le linee guida del nuovo governo in materia di giustizia.
Alfano ha auspicato "che si possa riprendere la prassi dell'incontro diretto tra il ministro e la quinta commissione di Palazzo dei Marescialli per la nomina dei direttivi e che frequenti e proficue possano essere le occasioni di partecipazione al plenum". Poi ha sottolineato: "Ai problemi di carattere emergenziale sarà data una rapida risposta nel rispetto delle direttive di sistema. Sono componente di un governo appena eletto presieduto da Silvio Berlusconi e con un programma sulla giustizia supportato da un ampio consenso elettorale". Il nuovo Guardasigilli si è detto consapevole dell'importanza "del compito e della circostanza che si tratta di intervenire con una pluralità di strumenti che dopo aver offerto adeguate risposte alle urgenze abbandonino la logica emergenziale e ambiscano alla ricerca di nuovi assetti di sistema". Per fare ciò, ha concluso Alfano, "non è necessario avventurarsi in ennesime grandi riforme legislative, magari soltanto declamate, ma sforzarsi di ricercare soluzioni efficienti e il più possibile condivise".

E infatti il vicepresidente Nicola Mancino, intervenuto dopo il discorso del ministro, lo ha avvertito: sarebbe "un grave errore" rimettere in discussione l'ordinamento giudiziario dopo che il Parlamento ha lavorato per sette anni sulla riforma. Mancino, pur sottolineando che le valutazioni del Csm "non sono state tutte favorevoli, tuttavia il nuovo ordinamento ha risolto alcuni problemi che intralciavano l'attività giurisdizionale e ne ha eliminato altri che avevano creato inquietudine nell'ordine giudiziario, come la netta distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti".
Secondo il nuovo Guardasigilli comunque è necessario "completare la disegnazione dei componenti del comitato direttivo da parte del Csm e comunque in ogni caso tutto ciò sarà oggetto di un'intensa collaborazione con il Consiglio medesimo".

Sulla riforma del Codice civile e del Codice penale il lavoro svolto "non va disperso", anzi va portato "a rapida sintesi con l'aiuto di esperti trasferendo al Parlamento nel più breve tempo possibile i progetti di riforma, offrendo così ad esso che in questa circostanza trarrà giovamento dal nostro bicameralismo perfetto, l'opportunità di pronunciarsi avendo tempo e modo di trovare forme ampie di condivisione su materie così importanti". Alfano ha aggiunto che nello svolgimento di ciò occorrerà "essere consapevoli che al centro del sistema giustizia vi è la persona che cerca la tutela dei propri diritti e alla quale vanno fornite risposte concrete e immediate. Non dimentichiamoci mai - ha concluso - quando leggiamo le statistiche sui ritardi e sugli arretrati e sul numero dei giudizi pendenti che dietro ogni giudizio c'è una persona. Allo stesso modo il cittadino che ha sbagliato deve scontare la pena ma deve farlo in luoghi rispettosi della dignità umana e idonei a consentire la funzione rieducativa della pena".

No a un'ennesima riforma del processo civile
, ma "alcune modifiche appaiono imprescindibili". Occorre intervenire soprattutto sulle risorse e le strutture "proseguendo in particolare nell'opera di informatizzazione e ricercando forme alternative di risoluzione delle controversie, anche attraverso il ricorso all'istituto della mediazione, che potrebbe consentire una reale deflazione del carico giudiziario". In questo potrà essere d'aiuto la "riforma organica della magistratura onoraria", dalla quale "potrà derivare un proficuo vantaggio in un'ottica di recupero e valorizzazione delle diverse professionalità, finalizzata alla flessibilità delle risposte e delle strategie di fronte ai bisogni emergenti di una società che cresce". Invece in materia di giustizia penale, ha sottolineato il ministro, va registrato come progetti di riforma del Codice penale elaborati dalle diverse commissioni ministeriali convergono su tanti principi generali. Come ad esempio "la valorizzazione della posizione delle vittime nel procedimento penale e l'introduzione di un sistema di pene prescrittive che si affiancano a quelle detentive e pecuniarie e che consistono nell'imporre al condannato obblighi e comportamenti specifici". [Adnkronos/Ign]

Giustizia, ecco le richieste dei magistrati al governo
di Alberto Custodero (Repubblica.it, 28 maggio 2008)
I rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati hanno consegnato al ministro della Giustizia alcune proposte di riforma. Nell'incontro il ministro Alfano non ha parlato di separazione delle carriere, argomento sensibile per la magistratura, sostenendo che non "è tempo di riforme della magistratura, ma della Giustizia".
L'Anm ha formulato una serie di proposte tese soprattutto a migliorare le condizioni del sistema giudiziario, che soffre di lacune amministrative e di difficoltà burocratiche.
Le schede dell'Anm fanno proposte di riforme e avanzano riserve su alcuni interventi del governo, come ad esempio il recente decreto sui rifiuti in Campania.

Ecco i punti più importanti contenuti nelle schede dell'Anm che Repubblica pubblica in esclusiva.
1) Il ricorso delle notifiche degli atti processuali penali via "posta elettronica certificata".
2) Il timore che il decreto legge varato dal governo in materia di rifiuti in Campania istituisca una sorta di pubblico ministero e giudice straordinario per il reato in materia ambientale, fatto vietato dalla Costituzione.
3) La possibilità di inviare magistrati di prima nomina a funzioni requirenti o giudicanti monocratiche penali negli uffici giudiziari del Meridione, in deroga al divieto imposto dal precedente governo.
4) Va ridefinito l'istituto della prescrizione dei reati. La facoltà da parte del pm o del giudice, al fine di decongestionare i carichi penali, di pervenire a soluzioni di non punibilità in caso di fatti connotati "da una marginale offensività".

Anche l'Unione delle Camere Penali ha consegnato un documento al ministro Alfano.

- Leggi il documento completo (pdf)

 

 

 

 

 

 

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29 maggio 2008
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