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Un "diabolico" laboratorio politco

Mentre il Lombardo-quater ha preso forma, Gianfranco Miccichè lascia il Pdl per fondare il Partito del Popolo Siciliano

18 settembre 2010

E' proprio un "diabolico" laboratorio politico quello che ha sede in Sicilia. Nelle stanze del "Palazzo" isolano si creano, si riformulano, si sfasciano, si ricompongono partiti, movimenti, aggregazioni, coalizioni e accordi di forme strane, dalle mirabolanti congiunzioni, di colori improbabili e a volte improponibili.
Tra Palazzo dei Normanni e Palazzo d'Orleans sembra viva il "The Greatest Show on Earth" di  Phineas Taylor Barnum, un grande circo delle stranezze, degli "orrori", dell'incredibile.
Martedì prossimo, si dovrebbero avere tutti i nomi dei componenti del quarto governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo (eletto governatore della Sicilia nel 2008), l'uomo che molto probabilmente verrà ricordato come il "Madrake" della politica regionale, l'uomo che in pochissimo tempo a sfasciato e riassemblato la compagine governativa nei modi e nelle maniere più eterogenee ed eterodosse possibili.

Ad esempio, il nuovo governo Lombardiano ha incassato l'appoggio dal Partito democratico e dai finiani di Futuro e Libertà per l'Italia.
Il segretario nazionale di democratici Pier Luigi Bersani, il segretario regionale Giuseppe Lupo ed il capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici, nei giorni scorsi hanno parlato delle vicende siciliane, e dalla riunione sembra sia emersa una precisa indicazione: il Pd fornirà il proprio sostegno al Lombardo-quater in presenza di un programma concreto, forte ed all'insegna di un profondo cambiamento per la Sicilia.
Lombardo ha ricevuto, come dire, la benedizione del Partito democratico proprio alla festa del Pd a Palermo, dove il governatore è stato invitato e dove ha letteralmente strappato applausi (almeno, così dicono le cronache).
"Il Mpa è fuori dalla logica degli schieramenti, non è un partito di sinistra ma autonomista. Siamo alleati e mi auguro che ci troviamo sul piano delle riforme. Ci vorrà del tempo prima che daranno i loro risultati. Ma se funzionano possiamo presentarci insieme per vincere le prossime elezioni" ha detto Lombardo rivolgendosi al pubblico del Pd. "Nessun ribaltone, - ha proseguito - nessun inciucio col Pd che ha contribuito alla riforma della sanità mentre il Pdl presentava una contro riforma. Ecco, con il Pd ci possiamo ritrovare su riforme forti". Riguardo al Pdl ha aggiunto che il divorzio è maturato quando il partito di Berlusconi non ha votato la riforma della sanità, la rottura con l'Udc quando il governo decise di abolire l'Arra e rifare la riforma dei rifiuti. "Scriveremo il programma insieme, - ha affermato il governatore - sceglieremo le personalità in grado di farlo".
Riguardo la crisi politica nazionale ha concluso: "Speriamo che i nostri deputati resistano alle sirene di Berlusconi. Già 4 parlamentari Mpa sono transitati in un finto movimento che si chiama Noi Sud. Sono stati sollecitati e lusingati, posso assicurare che quello che si legge sui giornali è la verità".

Dicevamo poi dell'appoggio ricevuto da Lombardo da Futuro e Libertà. I finiani, infatti, intendono "mantenere in Sicilia, così come a livello nazionale, il patto con gli elettori che nel 2008 portò Lombardo al governo della Regione siciliana". In una nota, i deputati regionali del movimento hanno dato mandato al proprio coordinatore Pippo Scalia per il sostegno al nuovo esecutivo.
Lombardo ha incassato anche l'appoggio di Francesco Rutelli. L'Alleanza per l'Italia ritiene che "il laboratorio politico siciliano sia un punto importante per il cambiamento in corso a livello nazionale". Rutelli ha addirittura siglato un nuovo patto con Lombardo.

Ovviamente, il nuovo esperimento di Raffaele Lombardo fa storcere il naso a molti. Molto critico nei suoi confronti il vicepresidente del Senato, Domenico Nania, che è anche coordinatore siciliano del Pdl. "In due anni quattro governi. Non c'é che dire, una bella media. Ogni sei mesi una nuova giunta, con assessori che vengono nominati e non hanno nemmeno il tempo d'imparare l'arte che la devono già mettere da parte perché sono licenziati in tronco e sotto a chi tocca". "Il messaggio di Lombardo - prosegue Nania - è chiaro per chiunque: 'non esistono partiti, non ci sono regole, non esiste una coalizione, chiunque deve avere a che fare con me e deve rispondere a me'". "Pensavamo - ha aggiunto ancora - di costruire una Sicilia migliore. Ci siamo ritrovati un Governatore che non risponde agli elettori che lo hanno eletto né alla maggioranza che lo ha sostenuto, ma che si trova a turno nelle mani di Bersani, Fini e Rutelli". Per Nania inoltre "a due anni e mezzo dalle elezioni la Sicilia é ferma e sul terreno si vedono solo macerie". "Da ora e per un anno e mezzo ancora - ha concluso Nania - Lombardo farà nuove nomine, nuovi assessori, nuove giunte e soprattutto ancora danni. Il tempo sprecato non potrà recuperarlo con i giochi ai quali ha abituato il popolo e la politica siciliana. Tra un mese o tra un anno e mezzo suonerà la campanella dell'ultimo giro".
Secondo il parlamentare regionale siciliano del Pdl, Salvino Caputo: "Se il leader nazionale del Pd ha dato l'assenso al sostegno ufficiale al governo tecnico guidato da Raffaele Lombardo a condizione che si sia in presenza di un programma convincente e che si punti a un robusto e profondo cambiamento, due sono le cose: o è in mala fede o qualcuno gli ha nascosto che gia' il Pd e' al governo con Lombardo da almeno un anno attraverso assessori tecnici e che il cambiamento che auspica non c'è stato, nonostante la presenza in Giunta e nonostante le tanto declamate riforme sino ad oggi rimaste sulla carta o bocciate dal Commissario dello Stato". "Il via libera di Bersani - ha aggiunto Caputo - toglie ogni alibi a Lombardo perché ufficializza l'adesione del Pd al nuovo governo e consacra il tradimento degli elettori, dando vita a una compagine governativa con uomini e partiti già bocciati dai siciliani".

Anche dalla parte opposta lo sdegno verso le alchimie di Lombardo è molto. "Se il nuovo corso del Pd assomiglia all'inciucio siciliano benedetto da Bersani, con il suo partito al governo della regione assieme a Lombardo, alla destra e all'Udc, credo proprio che siamo lontani dalla costruzione di una vera alternativa nel Paese". Queste le parole del coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Claudio Fava. "A meno che - conclude Fava - la Sicilia continui ad essere considerata l'utile cavia per ogni esperimento anche per quelli più stravaganti, spericolati e dannosi".
"Il Pd in soccorso di Lombardo rappresenta purtroppo l'ennesimo errore siciliano di un partito sempre più preda dell'oscuro miraggio del potere, che ne sta profondamente minando la sua credibilità", afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI-FdS. "Come si può far credere ai siciliani che Lombardo sia un riformatore? - aggiunge - Lombardo, che ha rinsaldato il legame di fedeltà con Berlusconi, il cui governo ha distrutto scuola e università, cacciato gli insegnanti, impoverito lavoratori e famiglie, è soltanto una copia in sedicesimi del signorotto di Arcore". "Lombardo poi si dichiara meridionalista ma fa le liste con la Lega Nord: - dice - Il lombardo quater, in appena due anni di legislatura, di polemiche e di inchieste giudiziarie, è il peggio del consociativismo che questa fase politica potesse regalarci".

Ma fossero finite qua le "stranezze" della politica siciliana! Vi ricordate dello strappo avvenuto all'interno del Pdl siciliano? Quello dal quale nacque il Pdl Sicilia di Gianfranco Miccichè (vicinissimo alle "idee nuove" di Lombardo), in cotrapposizione del Pdl dei "lealisti" di Giuseppe Castiglione, fuori dal terzo governo Lombardo?
Ebbene, proprio in questi giorni il co-coordinatore regionale del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione ha detto: "In questo momento siamo fortemente impegnati a costruire il Pdl. Stiamo affrontando il tema delle alleanze in vista del nuovo governo o per le nuove elezioni, che potrebbero arrivare fra tre anni o fra 3 mesi. Penso che con Gianfranco Miccichè ci sarà un'intesa, nel Pdl, o come alleato. E' una risorsa, le frizioni rientrano nella normale dialettica politica, guai a pensare che nella politica ci sia spazio per il 'redde rationem', per sentimenti o risentimenti. Insieme dobbiamo costruire la nuova Sicilia".

Quindi, Castiglione pensa di ri-costruire insieme a Miccichè il Popolo delle Libertà... Be', probabilmente sarà una cosa difficile, perché il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha deciso di andare via Pdl, e di fondare un nuovo partito!
"Fondo un nuovo partito. Il Partito del popolo siciliano. Domani battezziamo il gruppo autonomo in consiglio regionale". Ad annunciarlo è stato proprio lui, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervistato dal Corriere della Sera e che alla domanda su quanti siete afferma: "Sei deputati regionali sicuri, e stanno per diventare di più. Alle elezioni in Sicilia possiamo prendere il 20%: metà dell'elettorato Pdl, che era al 40%". "Io sono - assicura Miccichè - più berlusconiano di Berlusconi. Non lo tradirò mai". Ma, puntualizza il sottosegretario "il Pdl attuale è incompatibile con i siciliani e io sono incompatibile con Ignazio La Russa. Il Pdl - aggiunge - è nelle sue mani. Verdini e Bondi sono brave persone, lui conosce la politica. Mio padre non mi avrebbe mai permesso di invitarlo a casa. È volgare e violento. Un fascista autentico". "Il mio progetto - spiega il sottosegretario - è questo: dopo quello siciliano devono nascere il partito del popolo calabrese, quello campano, e così via. Poi si fa un'assemblea costituente per il vero 'partito del sud'. Sto facendo un favore a Berlusconi e alla Lega. Se si va alle elezioni levo a Fini e a Casini la possibilità di pescare nel Mezzogiorno".

In riferimento alla frattura con il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che vuole fare un giunta con Mpa, finiani, Udc fedele a Casini, rutelliani e Pd, dice: "Sono io che me ne vado. Fino a due settimane fa con Lombardo eravamo fratelli. Ma io col Pd nè ora nè mai. Per il Pd - aggiunge - le cose qui vanno peggio che a livello nazionale e così tentano di tutto. Puntano a quattro assessori: in vista delle elezioni, aiutano... Poi, alleandosi con i finiani scombinano il centrodestra nazionale. Certo il Pd rischia molto". "Lombardo - secondo Miccichè - probabilmente resterà fuori dalle inchieste giudiziarie, ma attorno a lui molti saranno coinvolti. A questo punto, Bersani che dira?". Ed aggiunge: "Nutro ancora fiducia che i finiani non partecipino a questa giunta. Ma capisco Fini. Fa le prove per il terzo polo". "Col suo partito non prenderebbe l'8% per entrare in Senato e deve crearsi alleati. Perderà tanti voti per essere andato a braccetto col Pd. Qui in Sicilia ha un elettorato molto di destra. Catania e Messina sono le città più fasciste d'Italia".
Alla domanda se la nuova giunta siciliana può diventare un modello nazionale, afferma: "Solo per il 'terzo polo'. Anche se l'Udc resta tutta fuori, a parte un consigliere, uno, legato a Casini". E al giornalista che gli chiede se Lombardo e Fini sosterranno Berlusconi a Roma, risponde: "Fini credo di sì: Lombardo tratterà a ogni votazione".
Infine, lei saprebbe come guidare la Sicilia? "Oggi - risponde Miccichè - c'è la paralisi, tutti temono di essere indagati. Si deve cominciare a dire sì. La situazione criminale è cambiata: l'ultimo omicidio di mafia risale a molti anni fa". E alla domanda se non ha paura di infiltrazioni nel suo nuovo partito, risponde: "Metterò un 'mafia detector' per gli ingressi".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

 

 

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18 settembre 2010
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