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Un esercito di portaborse

Alla fine, si stima che i portaborse dei parlamentari siciliani potrebbero essere circa 150

11 gennaio 2014

Gli uffici dell'Assemblea stanno definendo gli elenchi, ma si stima che alla fine i portaborse  dei parlamentari siciliani potrebbero essere circa 150. Un piccolo esercito cresciuto a dismisura poco prima di Capodanno, quando i deputati hanno trasmesso i nominativi dei neo-assunti,  approfittando della "finestra" concessa dalla legge sulla spending review, approvata a metà dicembre: la norma riconosceva il rimborso, fino a 3.180 euro, ai deputati che avevano assunto  il collaboratore entro il 31 dicembre del 2013 (prima della  norma, il contributo era riconosciuto per generiche spese di  segreteria). Un corsa contro il tempo, dunque, che ha coinvolto tutti i  gruppi parlamentari, nessuno escluso: dai Cinquestelle al Pd, dal Pdl all'Udc, dal Mpa-Pds ad Articolo 4, fino al Megafono e  ai Drs. Al centro di aspre critiche, anche attraverso il web, soprattutto le assunzioni fatte dai Cinquestelle che contano ben  29 portaborse, il doppio rispetto al numero dei deputati (sono  14), più 5 "stabilizzati".

A innescare le polemiche è stato il vice presidente dell'Ars Antonio Venturino, espulso dal movimento per non avere versato parte dell'indennità da parlamentare, che ha riservato un  commento velenoso ai suoi ex compagni: "Quando si fa le  verginelle della politica, occorre avere la coscienza pulita".
Gli M5s, che prima rinunciavano al bonus di 3.180 euro ma adesso ne beneficiano come gli altri, tuttavia sono gli unici fino ad  ora ad avere pubblicato on line l'elenco degli assunti, che lavorano in sintonia col gruppo parlamentare.
Tra i deputati c'è chi ha un portaborse, chi due, alcuni  persino tre: a fine mese trasmetteranno agli uffici i rendiconti e saranno rimborsati fino al tetto dei 3.180 euro. A pagare sarà comunque l'Assemblea, prima copriva le generiche spese di  segreteria, adesso copre lo stipendio del portaborse. Molti di questi collaboratori a Palazzo dei Normanni non si vedono, alcuni invece seguono il deputato nella sua attività all'Ars.
In assenza di regole, ai portaborse vengono applicati diversi contratti; la maggior parte ha firmato un cocopro, ad altri invece è stato applicato perfino il contratto per prestatore di  lavoro domestico, insomma quello di colf e badanti (LEGGI).

Gli uffici dell'Ars non sono in grado di quantificare ancora il costo complessivo dei portaborse: a fine mese, quando riceveranno gli F24 da parte dei singoli deputati, l'amministrazione avrà un quadro chiaro. Ma la cifra sarà intorno ai 3 milioni di euro. Altri 4 milioni e mezzo l'Assemblea li versa per i cosiddetti "stabilizzati": si tratta di 86 persone, inquadrate in base a delibere del Consiglio di presidenza dell'Ars, alcuni oltre vent'anni fa. Questo personale lavora all'interno dei gruppi parlamentari, il Pd ha anche installato un rilevatore elettronico delle presenze. I portaborse, invece, non hanno alcun obbligo di presenza e non esistono controlli da parte dell'Assemblea, che si limita a rimborsare i deputati.

E mentre la polemica è ancora lontana dal placarsi,i deputati del M5s rispondono al "traditore" Venturino. "Ancora una volta - dicono i parlamentari pentastellati - chi opera nella trasparenza è penalizzato rispetto a chi lo fa in maniera carbonara e, spesso, in modo diametralmente opposto al volere di chi lo ha votato. Noi siamo gli unici ad avere agito alla luce del sole e solo in seguito a una consultazione della base del movimento, con tanto di votazione pubblica, per avere il via libera per un ampliamento da tempo necessario alla nostra attività politica e per permetterci di operare nel migliore dei modi, per il solo bene dei siciliani".
I deputati insistono: "Se la base avesse votato no, non avremmo effettuato le assunzioni di quelli che, è doveroso precisarlo, non sono portaborse, ma professionisti che lavorano senza mai guardare l'orologio, al servizio dell'intero gruppo. Noi siamo gli unici ad aver messo a disposizione di tutti, sul nostro sito, prima ancora che venissero spacciati come grande scoop mediatico, non solo nomi e cognomi degli assunti, ma anche curricula e compensi. Nessun altro lo ha fatto e, crediamo, lo farà mai. Anche la conta dei numeri sui contrattualizzati è solo fumo negli occhi, se si considera la media tra deputati e collaboratori (che corrisponde a 1,8 collaboratori a deputato) del nostro gruppo e quelli di tutti gli altri gruppi. Un esempio? Noi abbiamo una media di meno di due assistenti a deputato e lo stesso moralizzatore Venturino ne ha almeno cinque. Le critiche, specie se ingiuste, fanno male ma non ci fermano, come forse, qualcuno si augurava. Chi ama la trasparenza non ha paura di nulla".

[Informazioni tratte da ANSA, GdS.it, Lasiciliaweb.it]

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11 gennaio 2014
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