Un giardino dell'accoglienza

"Mare Nostrum" continua a soccorrere migranti che a Lampedusa diventano alberi...

04 novembre 2013

Nelle ultime ore altri 300 migranti sono stati salvati dagli uomini della Marina Militare impegnati nell'operazione Mare Nostrum nel canale di Sicilia. La Nave Sirio ha soccorso 93 immigrati che erano a bordo di un barcone in difficoltà mentre la nave San Marco, dopo aver soccorso ieri mattina circa 200 migranti, ha raggiunto un'imbarcazione individuata da un elicottero della Marina a 44 miglia a largo di Lampedusa, prendendo a bordo altri 214 migranti (145 uomini, 57 donne e 12 minori). Concluse le operazioni di soccorso, la nave San Marco, con a bordo oltre 400 persone, si è diretta verso un porto siciliano.
Ieri in serata, 29 siriani - tra loro sei donne e sei bambini - hanno cercato di attraversare il Canale di Sicilia su una piccola barca in vetroresina, ma hanno rischiato il naufragio 40 miglia a sud di Lampedusa (Agrigento). Grazie a una segnalazione satellitare, il gruppo è stato raggiunto da una motovedetta della Guardia Costiera, il cui equipaggio ha preso a bordo i migranti. L'unità ha fatto rotta verso Lampedusa.

"L'operazione Mare Nostrum sta andando bene, ed è importante perché ha reso possibile che l'Europa comprendesse che l'Italia non vuole sottrarsi alle proprie responsabilità. Anzi, assumendoci in pieno le difficoltà, mettiamo in evidenza la vastità del problema". Questa mattina il ministro della Difesa, Mario Mauro, su Rai Radio1 ha tracciato un bilancio dell'operazione per fronteggiare l'arrivo di migranti nel Canale di Sicilia.
Mauro ha poi aggiunto: "Ottocento persone sono state salvate in mare soltanto l'altra notte, l'Europa non ha più frontiere al proprio interno, e questo è un fatto positivo, ma è paradossale che quando le frontiere sono esterne, ridiventino nazionali. Lampedusa, non dimentichiamolo, è il confine dell'Europa".

Ieri mattina, Lampedusa ha ricordato le 366 vittime del naufragio che si è verificato lo scorso 3 ottobre, davanti alle coste dell'isola. Un ricordo particolare quello dei lampedusani che vogliono piantare un albero per ogni singola vittima. Ieri sono stati piantati i primi 40 alberi, le altre piante saranno piantumate in seguito nella Riserva naturale dell'isola, fino a raggiungere il numero totale delle vittime. Il prossimo appuntamento è per il 21 novembre, in occasione della Festa dell'albero.

Alla cerimonia di ieri mattina erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il presidente nazionale di Legambiente, che ha sostenuto l'iniziativa, Vittorio Cogliati Dezza. "E' un'iniziativa fortemente simbolica - ha detto il sindaco - affinché cambi la politica dell'accoglienza. E' la promessa di un futuro migliore per chi soffre e per Lampedusa. Finora gli alberi sono contrassegnati da numeri, come le bare. In seguito apporremo i nomi delle vittime su ogni tronco".
Cogliati Dezza ha spiegato che il 21 novembre altri alberi saranno piantati in altre aree del Paese, per collegare Lampedusa con il resto d'Italia. Nel corso della cerimonia sono stati accesi 366 lumi. Le piante sono essenze mediterranee, come il carrubo e il ginepro.

La cerimonia è stata organizzata dal Comune di Lampedusa e Linosa, in collaborazione con Legambiente, nella Riserva naturale orientale dell'isola dei Conigli gestita dall'associazione, alla quale hanno partecipato, insieme ai cittadini dell'isola, i profughi sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre, e tuttora ospiti del Centro di soccorso e prima accoglienza dell'isola, e rappresentati di tutte le realtà coinvolte nei soccorsi e nella rete di accoglienza. Al rintocco di una campana nautica, sono state accese 366 candele ed è poi iniziata la piantumazione di un Giardino dell'accoglienza. "L'accoglienza è una questione di civiltà - ha detto Cogliati Dezza - Serve, inoltre, la consapevolezza che le migrazioni non si possono fermare con la forza, ma solo con la volontà e l'impegno di stabilire equilibri geopolitici ed economici diversi, che rivedano profondamente lo sfruttamento delle risorse ambientali e delle persone. E' evidente che la questione non è semplice da affrontare, ma è giunto per l'Europa e i suoi Stati membri il momento di farlo. Invece di ridurre il tutto alla sorveglianza delle frontiere, un bluff a carissimo prezzo". Il Giardino dell'accoglienza di Lampedusa è il primo dei tanti che Legambiente realizzerà in tutta Italia. La Festa dell'albero, il 20 e il 21 novembre, sarà dedicata proprio al tema dell'accoglienza, ai diritti dei migranti e a quello di cittadinanza per tutti i bambini nati in Italia da genitori stranieri che non hanno ancora diritto alla cittadinanza italiana. I Circoli del cigno verde stanno lavorando con le amministrazioni locali affinché in quei giorni sorgano altri Giardini dell'accoglienza in tutto il Paese.

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04 novembre 2013

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