Un governo ad interim fino alla liberazione della Libia

Il Cnt libico ha annunciato la formazione di un nuovo governo mentre a Sirte, ancora assediata, si aggrava la crisi umanitaria

04 ottobre 2011

Il presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, ha annunciato a Bengasi la formazione di un nuovo esecutivo provvisorio, in attesa della proclamazione della liberazione totale del Paese che segnerà l'inizio della transizione.
"Invitiamo il popolo libico a essere paziente perché l'ora della liberazione si avvicina. Il Cnt e Mahmoud Jibril (leader dell'esecutivo) sono arrivati negli ultimi due giorni alla conclusione di riformare l'esecutivo", ha dichiarato Jalil nel corso di una conferenza stampa.
Secondo il presidente del Cnt, Mahmoud Jibril resterà a capo dell'esecutivo e conserverà il suo posto di "ministro" degli Esteri.
"Ieri (domenica) ho presentato le dimissioni al Consiglio nazionale di transizione. Hanno giudicato che questo non era il momento giusto e che questo avrebbe potuto influire sull'unità nazionale", ha dichiarato Jibril a questa stessa conferenza stampa. "Ho deciso questo su questa base, ho ritirato le mie dimissioni, ma diventeranno effettive alla liberazione del Paese".
Il presidente del Cnt ha annunciato che anche il "ministro" del Petrolio e delle Finanze, il "ministro" dell'Informazione e quello della Difesa manterranno il loro incarico in questo nuovo esecutivo, quasi invariato. Jalil ha tuttavia segnalato che il posto di numero due dell'esecutivo è stato abolito. Ha annunciato inoltre la creazione del "ministero" dei Martiri e delle vittime di guerra.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, che ha aggiunto che "la liberazione completa del paese sarà annunciata solo dopo la liberazione di Sirte". A proposito dei profughi della città natale di Muammar Gheddafi ha garantito che "verranno aiutati grazie al contributo della comunità internazionale". Infine ha aggiunto che per il futuro assetto del paese "noi sosteniamo l'ipotesi federalista rispetto a quella centralista".

Intanto la situazione a Sirte risulta emergenziale, visto che i combattimenti bloccano aiuti umanitari. Ieri, un convoglio della Croce Rossa che trasportava aiuti per i civili di Sirte, visto l'aggravarsi della crisi umanitaria nella città libica assediata, è stato costretto a tornare indietro perché le forze del governo provvisorio hanno lanciato un altro attacco contro uno degli ultimi due bastioni di lealisti di Muammar Gheddafi.
Le agenzie umanitarie hanno espresso preoccupazione per la sorte dei civili di Sirte, intrappolati per via dei combattimenti e con risorse idriche, alimentari e mediche sempre minori. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha portato alcune provviste a Sirte la scorsa settimana e ha provato a fare altrettanto ieri, mettendo insieme un convoglio di due camion con aiuti, accompagnati da due veicoli a quattro ruote motrici. Il convoglio è partito da un ponte a pochi chilometri a ovest di Sirte ma si è fermato dopo circa 100 metri, perché le forze del Cnt hanno cominciato a sparare contro la città. Le truppe del governo provvisorio hanno lanciato granate, sparato colpi d'artiglieria, oltre a una serie di colpi di mortaio, con l'ausilio di armi anti-aeree, proprio pochi momenti dopo che il convoglio aveva cominciato a muoversi. I mezzi del CICR sono stati costretti a tornare indietro e ad allontanarsi da Sirte.

Un comandante delle forze anti-Gheddafi, Ismail Al-Sosi, ha detto a Reuters: "I ribelli hanno assicurato alla Croce Rossa Internazionale l'ingresso in città, ma appena sono entrati sono stati costretti ad andarsene perché le milizie hanno cominciato a sparare. Non siamo stati noi ad iniziare lo scontro a fuoco, sono state le milizie".
Un team di Reuters che ha assistito all'incidente ha detto però di non aver visto lealisti di Gheddafi aprire il fuoco dall'interno di Sirte. Un reporter Reuters ha poi riferito che le forze del Cnt hanno conquistato il distretto Bouhadi nella città natale del Rais, quello dove, secondo il governo provvisorio, si nascondeva uno dei figli di Gheddafi.

[Informazioni tratte da TMNews, Adnkronos/Aki, Reuters]

 

 

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04 ottobre 2011

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