Un importante convegno sull'immigrazione all'università Kore di Enna

23 settembre 2005

Il flusso immigratorio continuo dai paesi africani del Mediterraneo verso la Sicilia, la tutela dei diritti umani, le strategie dell'Unione Europea in materia d'immigrazione sono stati i temi principali affrontanti nel corso dell'incontro interdistrettuale di studio, organizzato dal Consiglio superiore della magistratura e dall'Università ennese. La tavola rotonda del pomeriggio è stata condizionata dall'assenza sia del sottosegretario al ministero dell'Interno, Gianpiero D'Alia, che dall'onorevole Luciano Violante, i quali hanno comunicato di non poter essere presenti ad Enna a causa dei fatti politici venuti fuori a seguito delle dimissioni del ministro Siniscalco.

A coordinare la tavola rotonda il professor Fiandaca, ordinario di Diritto Privato presso l'Università di Palermo. E' stato evidenziato che la tavola rotonda nasce dall'esigenza del Comitato Scientifico del Consiglio Superiore della Magistratura, avamposto siciliano europeo in fatto di immigrazione. Fiandaca ha parlato di problema immigratorio importante, di orientamenti restrittivi, delle difficoltà che nascono da problemi religiosi, la messa insieme di elementi diversi all'interno della società.
La dottoressa Giulia Binazzi di Medici senza Frontiere ha parlato dello stato di grave indigenza in cui versano gli immigrati, ha mandato in visione un filmato di 8', dal titolo ''i frutti dell'Ipocrisia'', girato in Puglia e Campania dove gli emigranti vivono in uno stato di grave disagio, in condizioni veramente disastrate e poco umane. L'immigrazione ed il mondo del lavoro è stato trattato dal professor Fulvio Vassallo, paleologo, docente di Diritto Privato presso l'Università di Palermo. Il dottor Roberto Centaro, presidente della Commissione Parlamentare antimafia ha parlato di un modello europeo, in fatto di immigrazione, che dovrebbe consentire la loro integrazione. ''Le regole, quelle giuste - ha detto Roberto Centaro - devono entrare facilmente nel patrimonio di chi entra nella nostra società. Deve esserci necessariamente un’integrazione totale se vogliamo che questa gente faccia parte della società''.

Fonte: ViviEnna.it

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23 settembre 2005

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