Un lavoro precario, una moglie incinta e due figli piccoli, e come casa una Y10

02 settembre 2005

Per vivere raccoglie metallo vecchio, la moglie disoccupata è incinta, i suoi due bambini giocano nel sedile posteriore della Y10 rossa parcheggiata nel quartiere Falsomiele, in uno slargo di fronte alla scuola Pirandello.
Abitano lì da due mesi, in quell'auto che è diventata casa, Antonino Marchese e la sua famiglia, non potendo permettersi altro, ''neanche un piatto di pasta'', dice la moglie Laura.
E' la storia di una famiglia palermitana, sfrattata all'inizio di luglio dall'appartamento in Corso dei Mille. ''Mio marito lavora con mio padre - racconta Laura, 33 anni -. Ogni giorno vanno in giro per i meccanici del rione a cercare ferro e altri metalli da rivendere nel quartiere Guadagna. Andiamo avanti con quei 10-15 euro che Antonino riesce a racimolare ogni giorno da circa un anno. Prima lavorava saltuariamente anche come muratore o lavava macchine in un autolavaggio, ma adesso non c'è più neanche quello e non possiamo permetterci una casa''.

Nella vecchia Y10, Alessandro, 4 anni, e la sorellina Anna di due anni, giocano con la fantasia. Non hanno nessun giocattolo con loro.
In una delle case popolari, che si affacciano nello slargo dove è parcheggiata la Y10, abita la madre di Laura. Due stanze dove vive anche la sorella.
''Non c'è posto per noi - dice Laura - neanche una brandina o un divano. Essendo in gravidanza non posso dormire a terra e preferisco accamparmi nell'auto''.  Dalla madre vanno solo a lavarsi e cambiarsi. ''Tutte le nostre cose sono lì - dice Laura - e in queste valige che sono nel bagagliaio, i mobili li abbiamo lasciati dal fratello di mio marito, in un piccolo box''.
Il ''sogno'' per la famiglia Marchese è l'assegnazione di una casa popolare, ma dal Comune non arriva nessuna buona notizia. ''Abbiamo fatto la richiesta - dice Laura - ma ci hanno detto che con i nostri dodici punti siamo molto indietro in graduatoria e potremo cominciare sperare di avere un'abitazione solo fra due anni''. Tempi troppo lunghi per poter pensare di resistere in quella vecchia Y10, situazione che peggiorerà ancora quando Laura avrò il terzo figlio. ''Abbiamo cercato una sistemazione in dormitori e centri di accoglienza, ma per il momento nessuna risposta. Anche in chiesa non sanno aiutarci. L'unica speranza è che il Comune ci dia una casa''.

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02 settembre 2005

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