Un marchio Doc per le imprese della net-economy nell'Etna Valley

22 luglio 2002
C'era anche un pezzo di Sicilia al Webb.it  2002, la fiera dell'informatica svoltasi di recente a Padova, tra seminari e workshop per gli addetti ai lavori.

C'era la Sicilia dell'Etna Valley, che proprio a Padova ha promesso di diventare un marchio doc, come quello dei vini, per dare un'impronta di riconoscibilità (e qualità) alle imprese della net-economy nate ai piedi del vulcano.

"Lo abbiamo chiamato Etna Valley Open Community Project", spiega Carmelo Cutuli, siciliano di Giarre (vicino Catania), fondatore del Global Communication, un incubatore d'impresa "che ha contribuito a far conoscere in giro per il mondo lo sviluppo tecnologico siciliano".

Nella provincia di Catania, infatti, trainate dall'Stm (il colosso dei microchip di Pasquale Pistorio), negli ultimi anni sono nate una moltitudine di aziende dell'hardware e del software, mentre multinazionali del calibro di Nokia e Ibm hanno aperto centri di ricerca.
"Adesso vogliamo che il logo 'Etna Valley' contribuisca a creare una rete per chi sviluppa tecnologia e internet in Sicilia", spiega Cutuli, che metterà su un'associazione no-profit  e un portale per far "incontrare" le nuove iniziative e le realtà esistenti nella Sicilia orientale.

L'intento è quello di affiancare accanto alle grande imprese (nel catanese ci sono anche Olin, Omnitel e Alcatel), piccole e medie aziende locali, permettendo loro, eventualmente, di riconventirsi nelle nuove tecnologie, aumentando così l'indotto e i posti di lavoro in una regione ad alto livello di disoccupazione.

Fonte: Il Nuovo

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22 luglio 2002

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