Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine
 Cookie

Un modo per festeggiare l'Autonomia o una bufala?

Via libera all'applicazione dell'art 37 dello Statuto Speciale: parte degli introiti Ires rimarranno in Sicilia

15 maggio 2014

Non ci avrebbe scommesso nessuno, eppure, alla fine il via libera all’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto speciale è arrivato. L’Agenzia delle Entrate, con la deliberazione E/50 ha istituito i codici tributo che consentono di far incassare alla Regione siciliana l'Ires delle aziende che hanno stabilimenti nell'isola ma domicilio fiscale altrove dovuto alla Sicilia.
L’ultimo passo dell’attesa attuazione dell’art 37 che giunge 68 anni dopo l’entrata in vigore dello stesso Statuto avvenuta il 15 maggio del 1946.
Infatti, magari sarà stato solo un caso, la circolare dell'Agenzia delle entrate è arrivata alla vigilia del 68° anniversario dell'Autonomia siciliana che si celebra oggi.

Dunque, a partire da quest'anno la Regione siciliana incasserà l'imposta sui redditi prodotti dalle imprese (Ires) cha hanno stabilimenti e filiali nell'isola ma sede legale altrove. E anche se le cifre finora ipotizzate in attuazione dell'articolo 37 dello Statuto siciliano serviranno ben poco per le casse regionali - più simili a un pozzo senza fondo -, la novità fiscale introduce un principio che, come ha sottolineato il governatore Rosario Crocetta, ha un alto valore simbolico ed è comunque una vittoria dei siciliani.
"Abbiamo ottenuto un risultato storico perché resteranno in Sicilia ben 49 milioni di euro, una cifra che nei prossimi anni è destinata a crescere. E’ un principio di grande autonomia ed è un bellissimo regalo, giunto proprio il giorno prima dell’anniversario dell’autonomia", ha detto il governatore Rosario Crocetta, incontrando ieri i giornalisti a Palazzo d’Orleans, a Palermo. "Man mano rinegozieremo altre risorse - ha aggiunto Crocetta - e le imprese che andranno nascendo dovranno inserirsi nei meccanismi della Regione. Voglio arrivare progressivamente all’autosufficienza fiscale della Regione, così la Lega finirà di dire che siamo mantenuti dal Nord. Da anni si diceva che era una bufala invece abbiamo dimostrato che si può fare. Le aziende che lavorano in Sicilia devono pagare le tasse qui".

A regime la Regione potrebbe fare leva sulla gestione dell'Ires per politiche fiscali incentivanti nei confronti delle imprese che investono in Sicilia. Negli anni prima della crisi, l'Ires prodotta nell'isola valeva tra i 200 e i 300 milioni di euro.

Eppure, la realizzazione di quello che è sempre stato un vecchio sogno degli autonomisti siciliani, secondo alcuni non è altro che una "truffa con destrezza del governo Crocetta". Lo hanno detto in una nota congiunta i senatori del gruppo Grandi autonomie e libertà (Gal) Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone (Mpa), annunciando una conferenza stampa che gli autonomisti siciliani terranno questa mattina all’Ars, per ricordare il 68esimo anniversario dell’Autonomia siciliana e che "sarà anche occasione per illustrare nei dettagli i termini di questo accordo tra Crocetta e lo Stato che svende la Sicilia e lo Statuto".

"Crocetta parla di 'risultato storico' - proseguono i senatori - perché resteranno in Sicilia 49 milioni di euro, ma nasconde la verità vendendo una bufala colossale in campagna elettorale. La verità è che il decreto 35 del 2013 aveva già interpretato in modo distorto l’attuazione dell’articolo 37 dello Statuto assegnando alla Sicilia risorse di gran lunga inferiori rispetto a quelle a cui avrebbe diritto (solo 49 milioni a fronte di 1 miliardo di euro)". "Questi 49 milioni - aggiungono i due senatori - non sono altro che un espediente che ha consentito al governo Crocetta di approvare il bilancio del 2013. Oggi l’Agenzia delle Entrate, in attuazione del decreto Mef del 19 dicembre 2013, si limita a individuare il codice del tributo di cui si dovranno servire le imprese operanti in Sicilia. La truffa - sostengono i senatori - sta nel fatto che in periodo di campagna elettorale si contrabbanda un accordo da mendicanti servito solo per coprire i buchi di Crocetta e portato avanti ai danni dei Siciliani come una prima attuazione dell’art.37 dello Statuto. Ma purtroppo così non è. La Sicilia - concludono Scavone e Compagnone - ha bisogno di un Crocetta che sappia diventare, con una conversione sulla via di Damasco, più serio e innamorato della sua terra senza trucchi e bufale. Altrimenti lasci".

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

15 maggio 2014
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia