Un Natale austero e... preoccupato

La ''classica'' crisi economica natalizia quest'anno è aggravata dalla preoccupazione del dopo

05 dicembre 2008

Che sarà un Natale in preda alla crisi, nel quale, pur non rinunciando alla festa, si tenterà di risparmiare, lo si sente ogni anno, da molti anni. Quest'anno però, oltre alla ormai classica austerità imposta dall'altrettanto classica crisi, è presente un nuovo elemento: la preoccupazione.
Sì, la gente vive la crisi ed è particolarmente preoccupata. Guarda le vetrine, probabilmente potrebbe pure comprare qualcosa, ma pochi varcano la soglia ed entrano per spendere. Cosicché le spese per i regali diminuiranno per ben un miliardo di euro rispetto allo scorso anno.
Secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, le tredicesime degli italiani ammontano a quasi 38 miliardi di euro ma, più che la corsa ai regali, quest'anno vince il risparmio. La spesa per gli acquisti scende infatti di oltre un miliardo di euro segnando un calo del 9% per i regali, mentre sale di un miliardo e mezzo di euro la somma destinata al salvadanaio. Infatti, sotto l'albero molte famiglie italiane hanno mutui e rate in sospeso: per questa voce dalle tredicesime se ne vanno altri 550 milioni di euro.

Qualche numero... - Secondo il sondaggio, sono "in aumento coloro che prevedono un Natale austero (dal 14 al 16%) e difficile (dal 13 al 21%). Cala chi lo vede come un'occasione di speranza (dal 53 al 44%) e si dimezza la percentuale di chi lo immagina gaudente (dal 12 al 6%). Di conseguenza sono meno gli italiani che se lo aspettano migliore (dal 24 al 21%) o uguale (dal 57 al 50%), mentre cresce di 10 punti il numero di quelli che temono sia peggiore (dal 19 al 29%)".
Quest'anno le tredicesime ammonteranno a 37 miliardi e 877 milioni di euro e, spiega Confesercenti, "quasi 17 miliardi andranno in spese per acquisti che risultano però in calo di 1 miliardo e 173 milioni rispetto al 2007. Salgono le quote destinate al pagamento dei conti in sospeso (+550 milioni di euro) e per i mutui (318 milioni di euro)". A spendere di più in acquisti rispetto allo scorso anno resta un 4%, mentre il 65% è convinto che spenderà meno e fra questi ultimi c'è un 28% che taglierà le spese di ben oltre il 30%.
Ma a condizionare i comportamenti degli italiani non sono solo i prezzi: un italiano su cinque (il 21% contro il 16% dello scorso anno) pensa che la situazione economica familiare peggiorerà, uno su dieci (10% contro l'8% del 2007) è preoccupato per il futuro del suo lavoro.

Nella scelta dei regali, rileva ancora l'indagine, "in testa troviamo l'abbigliamento (43% delle risposte), poi cibo e vino (26%), libri (17%) e giocattoli (16%). C'è un 9% che pensa a un viaggio, mentre non pare annata per i gioielli, confinati a un 2%". Cresce la quota di chi punterà al risparmio moderando il bugdet-regali (dal 35 al 51%) o andando a fare acquisti nei mercatini (dal 15 al 21%), mentre sono in calo sia la grande distribuzione (dal 50 al 45%), sia i piccoli negozi (dal 26 al 22%). A rimetterci non saranno però i bambini. Gli italiani rinunceranno piuttosto ai regali per sè, che vedono la quota scendere dal 23 al 15%.

I regali di Natale pagati a rate - I giocattoli questo Natale si acquistano a rate. La tendenza, che la dice lunga sugli effetti della crisi economica, parte dalla provincia di Napoli, dove in occasione delle feste natalizie diverse famiglie in questi giorni stanno prenotando in anticipo, lasciando una somma di denaro in acconto al proprio negoziante, i giocattoli che ritireranno a ridosso della vigilia. Un modo per i genitori di scongiurare una possibile delusione dei propri bambini sotto l'albero, con la comodità di saldare il conto dopo aver incassato la tredicesima; un'arma in più a disposizione dei negozianti al dettaglio per combattere la concorrenza delle grandi distribuzioni. "Già da diversi anni consentiamo ai nostri clienti di prenotare in anticipo i propri regali lasciando un acconto - ha spiegato un negoziante di giocattoli all'Adnkronos -. Alcuni vengono a saldare il conto volta per volta, altri preferiscono farlo direttamente quando vengono a ritirare i regali. In questo modo i clienti, specie quelli che fanno grandi acquisti, possono pagare i giocattoli che hanno fatto mettere da parte anche dopo aver intascato la tredicesima, con la certezza di far trovare sotto l'albero ai loro bambini il giocattolo che questi avevano scelto pur presentandosi al negozio poco prima di Natale, quando i giocattoli più pubblicizzati sono ormai esauriti".

Sì perché se il settore dei giocattoli geralmente era immune dalla crisi degli acquisti per i regali di Natale, secondo l'Adoc e Telefono Blu quest'anno gli effetti del calo di credito al consumo ricadranno anche su Babbo Natale. "La crisi e la difficoltà di fare acquisti - spiega Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - che coinvolge sempre più vari settori del commercio, ha toccato quest'anno anche regali e giocattoli. Alcuni negozianti stanno ricorrendo alla vendita rateale dei loro prodotti per far fronte alla crisi. Un sistema che può salvare i regali di Natale per i bambini diluendo la spesa nel tempo e agevolando le famiglie più disagiate". Attenzione però, ammonisce l'Adoc, a non lasciarsi fregare: "Consigliamo ai consumatori - aggiunge Pileri - di verificare che chi consente un pagamento rateale non applichi tariffe più elevate".

[Informazioni tratte da Corriere.it, Adnkronos/Ing]

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05 dicembre 2008

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