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Un ''orecchio bionico'' per un bambino siciliano di appena sette mesi, sordo dalla nascita

Un intervento riuscito alla perfezione ed effettuato nel reparto di Otorino dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto a Piacenza

18 luglio 2005

Una protesi cocleare, detta anche ''orecchio bionico'', su un bambino siciliano di sette mesi sordo dalla nascita. L'ha impiantata il primario del reparto di Otorino dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, Domenico Cuda, uno dei 'padri' di questa tecnica.
''Nei primi sei mesi del 2005 - ha spiegato lo stesso primario - sono stati oltre cinquanta gli interventi di questo tipo, di cui cinque su pazienti al di sotto di un anno d'età, per i quali si sono ottenuti i risultati riabilitativi più eclatanti''.
''L'ultimo della lista - ha riferito il direttore sanitario della Asl di Piacenza, Andrea Bianchi - è uno tra i più piccoli pazienti mai operati in Italia e nel mondo''. ''Una diagnosi precoce di sordità congenita, supportata dalle necessarie verifiche e da un iniziale trattamento del paziente con apparecchi acustici, fin dai primi mesi di vita, consente - ha spiegato il dottor Cuda - di arrivare all'impianto in tempi rapidi e di ottenere risultati riabilitativi eclatanti. In tre/sei mesi, i bambini possono recuperare le proprie lacune uditive, riducendo quasi al minimo la rieducazione logopedica e non perdendo di fatto nessuna opportunità sociale rispetto ai coetanei''. L'inserimento precoce di un impianto cocleare, invece, può necessitare di una riabilitazione più lunga con l'elevarsi dell'età. ''Per questo - ha continuato Cuda - il caso trattato a Piacenza può essere considerato un ottimo esempio di tendenza per il settore''.

Al protagonista, Marco, siciliano, è stata individuata una sordità congenita. ''L'affinamento dei criteri di valutazione dello stato uditivo è determinante. Una diagnosi precoce - ha detto ancora Cuda - è davvero importante per risolvere efficacemente il problema. Anche in questo caso Piacenza sta svolgendo un ruolo di riferimento: siamo una delle poche realtà italiane in cui vengono effettuati, su tutto il territorio di riferimento, screening di massa per il controllo dell'udito alla nascita''.
Una volta individuata la patologia, determinante risulta essere la stimolazione adeguata del paziente, con apparecchi acustici, per giungere quindi rapidamente all'impianto di una protesi cocleare. La procedura - non particolarmente complessa dal punto di vista chirurgico e comunque poco invasiva, con un taglio di appena tre centimetri - presuppone comunque un efficace lavoro di squadra, che coinvolge anche pediatri, radiologi, anestesisti, audiometristi, psicologi, logopedisti e audiologi.
A Piacenza tale organizzazione, ormai ben collaudata, è predisposta ad accogliere anche pazienti al di sotto dell'anno di età. Le aspettative, per il piccolo siciliano, già dimesso dall'ospedale, sono eccellenti: potrà tornare normoudente. ''L'intervento - ha sottolineato Bianchi - s'inserisce nell'ambito dello sviluppo dell'attività del reparto, iniziato con l'arrivo del dottor Cuda (che vanta ormai un'esperienza importantissima in materia). L'inserimento di protesi cocleari ne è sicuramente un fiore all'occhiello, in grado di fornire risposte efficaci a problemi di sordità gravissimi''.

Fonte: La Sicilia

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18 luglio 2005
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