Un patrimonio a rischio

Chiuse le cave di pomice a Lipari che rischiavano di far espellere le Eolie dalla World Heritage List dell'Unesco

01 settembre 2007

Di struggente bellezza le isole Eolie sono diventate, meritatamente, patrimonio dell'umanità Unesco, e tale vogliono rimanere. Una cava per l'estrazione della pietra pomice rischiava di far espellere le isole dall'importante elenco, la chiusura di questa rientrava infatti negli accordi che avevano accompagnato il riconoscimento dato dall'organizzazione nel 2000.
Ieri si è compiuto il primo passo affinché l'espulsione fosse effettuata. I carabinieri del Noe di Catania, in collaborazione con gli uomini del Comando Provinciale di Messina e il 12esimo Elinucleo di Catania, hanno infatti dato esecuzione a un'ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) ha disposto il sequestro preventivo, in contrada Ponticello nel Comune di Lipari, della cava. L'area sequestrata comprende anche i pontili di imbarco del materiale con i nastri trasportatori della pietra pomice, tutti i macchinari dell'azienda, compresi 14 autocarri e pale cingolate utilizzate per lo scavo, materiale industriale per l'edilizia, per la produzione di dentifrici, cosmetici, e sanitari, gli stabilimenti della ditta ''Pumex Spa'' e un'ulteriore area utilizzata per lo stoccaggio dei residui di lavorazione.

Il provvedimento, scaturito da indagini del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Catania, segue una inchiesta coordinata dai pubblici ministeri Olindo Canali e Francesco Massara, nella quale è stata documentata ''la reale prosecuzione delle attività estrattive nella cava simulata con l'asserita utilizzazione delle scorte disponibili, da parte della Pumex, nonostante le specifiche diffide delle competenti autorità amministrative, oltre il termine di validità dei pregressi titoli autorizzativi non rinnovabili e non rinnovati ostandovi l'esistente vincolo paesaggistico''.
Indagati il legale rappresentante e il direttore tecnico dello stabilimento con le accuse di attività estrattiva abusiva, violazioni della normativa urbanistica e di quella paesaggistica, alterazioni di bellezze naturali, deposito incontrollato di rifiuti, furto aggravato di materiale abusivamente estratto. ''L'area è stata sequestrata perché ci siamo resi conto che stava proseguendo l'attività estrattiva in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, nonostante fosse vietata dal 30 aprile del 2006 ed erano anche stati realizzati accatastamenti degli scarti in violazione della normativa vigente, comportando una modifica morfologica del paesaggio'', ha spiegato il pm Francesco Massara durante una conferenza stampa nel comando provinciale dei carabinieri di Messina. Nel corso dell'operazione è stata anche perquisita la sede legale della Pumex ed è stata sottoposto a sequestro la documentazione sulla commercializzazione della pietra pomice.

Ad esultare per l'avvenuta chiusura della cava è stata Legambiente. ''Finalmente bloccata la cava della vergogna! Dopo quasi un anno e mezzo di attività fuorilegge, finalmente qualcuno ha deciso di fermare la cava di pomice che rischia di far uscire l'arcipelago delle Eolie dalla lista dei siti patrimonio dell'umanità'', ha affermato Roberto Della Seta, presidente nazionale dell'associazione ambientalista. ''Ancora una volta - ha aggiunto Della Seta - constatiamo con amarezza il fatto che ci sia voluto l'intervento della magistratura per riaffermare la legalità violata. In questa vicenda le istituzioni locali hanno giocato un ruolo molto discutibile, con il Comune di Lipari e la Regione che hanno sempre assecondato la prosecuzione delle escavazioni da parte della ditta Pumex a suon di proroghe e forzature legislative''.

Soddisfatto anche il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio: ''Ora chiederò alla presidenza del Consiglio - ha dichiarato il ministro - che lo Stato si costituisca parte civile nel procedimento. Da tempo avevamo sollevato il problema delle cave che rappresentano, oltre che un'evidente danno ambientale anche l'elemento che rischia oggi di provocare la cancellazione delle Eolie dalla lista dei siti Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco''. Il ministro Pecoraro Scanio, aveva inviato ispezioni dei Noe nelle Eolie, e aveva sollecitato formalmente due volte (a dicembre e a marzo) le autorità competenti, in primo luogo la Regione, a fornire chiarimenti e ad assumere tutte le iniziative per far cessare l'attività estrattiva e tutelare l'area vincolata.

A sottolineare il rischio d'espulsione dalla World Heritage List che le Eolie correvano è stato Giovanni Puglisi, rettore dell'Università Iulm di Milano e presidente della Commissione nazionale Unesco per l'italia, dalle colonne del 'Sole 24 Ore'. Secondo Puglisi da quando le isole sono state introdotte nella Lista, ''le prescrizioni dell'Unesco, gli accordi che accompagnano il riconoscimento, non sono stati rispettati. In pratica, la cava di pomice di Lipari non è stata chiusa, mentre è in via di realizzazione un maxi-porto turistico non contemplato dagli accordi. Le Eolie a giugno 2008 vanno fuori dalla lista dei siti Unesco. A meno di ardui recuperi in extremis, ma non ne vedo''.
''Le cave di pomice a Lipari sono state fermate, la nostra volontà di certo non è di perdere lo status di patrimonio dell'umanità. E' indubbio che le cave devono essere riconvertite, trovando una soluzione anche per i lavoratori: si tratta di un problema sociale, sul quale bisogna intervenire in maniera congiunta. Abbiamo già chiesto più volte tavoli tecnici e politici con la Regione per risolvere il problema occupazionale. Tra l'altro stiamo lavorando sull'istituzione di un'area marina protetta: la fuoriuscita dall'Unesco non è da condividere né è condivisibile''. Questa la dichiarazione all'agenzia Adnkronos del sindaco di Leni (isola di Salina) Antonio Podetti, commentando l'allarme lanciato dal prof. Puglisi.
A ritenere ''estremamente esagerate le affermazioni di coloro che sostengono che le Isole Eolie devono essere escluse dal patrimonio umanitario dell'Unesco, proprio nel giorno in cui lo stabilimento della pomice è stato chiuso in maniera definitivamente, anche per intervento della magistratura'' è il sindaco di Lipari Mariano Bruno.
''Le Eolie rimarranno patrimonio dell'umanità, perché stiamo lavorando su tutti i fattori di rischio che potrebbero determinare la loro espulsione dall'elenco dei siti Unesco'', ha invece assicurato l'assessore regionale all'Ambiente della Sicilia, Rossana Interlandi.

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01 settembre 2007

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