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Un processo rapido e una sentenza

Il governatore Lombardo ha annunciato la strategia difensiva nel procedimento che lo vede imputato di concorso esterno

29 giugno 2012

"Vogliamo un processo rapido e una sentenza, per questo chiederemo il rito abbreviato, condizionato a una serie di acquisizioni probatorie". Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha dato l'annuncio dopo l'udienza preliminare a Catania disposta per l'imputazione coatta di concorso esterno all'associazione mafiosa, reato contestato anche a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.
La richiesta sarà avanzata nella prossima udienza, che si terrà il 23 luglio davanti al gip Marina Rizza. Tra le condizioni del rito abbreviato, la possibilità di potere sentire diversi imputati e testi del procedimento Iblis in sede di udienza preliminare.

La difesa del governatore ha anticipato anche che saranno "rimossi tutte i termini e gli impedimenti" che potrebbero "impedire la riunificazione dei due procedimenti pendenti". I legali e la Procura di Catania concordano sulla unificazione delle due inchieste, quella per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio, davanti al gip, e quella per reato elettorale aggravato dall'articolo 7 davanti al tribunale monocratico.
Per il 23 luglio è prevista la conclusione dell'esame del maggiore Arcidiacono dei carabinieri del Ros che hanno condotto le indagini dell'inchiesta Iblis. La difesa ha chiesto l'audizione del geologo Giovanni Barbagallo, la Procura non si è opposta ma ha chiesto, e ottenuto, che la data venga fissata nelle prossime udienze.

"Le anomalie che abbiamo riscontrato, io ho il diritto e il dovere, e non soltanto per me, di rappresentarle alle Istituzioni, a cominciare dal capo dello Stato, cui ci siamo rivolti con un documento sottoscritto da 50mila siciliani", ha poi affermato Lombardo.
Nel maggio del 2010 il Movimento per le autonomie lanciò una campagna di raccolte firme da inviare al Quirinale a sostegno del governatore, che è il leader del Mpa.
"Noi vorremmo capire qual è - ha aggiunto - il senso di certe dichiarazioni del geologo Barbagallo che mentre è in carcere lamenta pressioni perché debba calunniare Lombardo. Vorremmo capire come la Saab da me favorita diventa da me penalizzata, come mai non viene sentito nel corso di questa indagine nessun responsabile di autorità, di enti attraverso cui avrei potuto favorire delinquenti, criminali". "Oggi siamo soddisfatti - ha osservato Lombardo - che sia stata accolta la nostra richiesta di controinterrogare il maggiore del Ros che ha coordinato le indagini. Noi chiederemo di potere accedere ad un rito abbreviato condizionato, avanzando delle richieste che ci consentano di acquisire ed appurare la verità". "Tutto questo - ha rimarcato il presidente della Regione Siciliana - per ottenere una sentenza dopo l'acquisizione della verità”.
Lombardo ha ribadito "piena fiducia nella magistratura, e nella Procura di Catania, che con la sua autonomia e indipendenza è un presidio di libertà e di democrazia".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

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29 giugno 2012
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