Un regista fiorentino racconterà i tre fantastici giorni d'anarchia in Sicilia

Nel prossimo film di Vito Zagarrio, che girerà nella Val di Noto, ambientato nella Sicilia degli alleati

01 marzo 2003
Il regista fiorentino Vito Zagarrio per il suo ultimo film ha immaginato una Sicilia nella quale, per un breve frangente di tempo, la fantasia va al potere.

Questa la sinossi: in un momento storico cruciale, nel luglio '43, quando il fascismo sta crollando e gli americani sono appena sbarcati, c'è ancora il tempo per respirare una sana aria di libertà, complice il paesaggio siciliano. Si vivono ''Tre giorni di anarchia'' (questo il titolo del film), in una dimensione sospesa fra favola e realtà, prima che l'esercito a stelle strisce ristabilisca l'ordine e proceda alla restaurazione.

Ma perché Vito Zagarrio, regista cinquantenne fiorentino, vuole costruire tale storia proprio in Sicilia ? Perché in Sicilia sono nati i suoi genitori.
''La mia sceneggiatura - dice Zagarrio - ha ottenuto l'accesso ai fondi dello Stato, come opera di interesse culturale e il contributo europeo Media. La produzione indipendente, con la napoletana Arti magiche e la mia società, dal nome siciliano Cavadalica. Il primo ciak dovrebbe essere girato in estate".

''Tre giorni di anarchia'' è ambientato in un paese immaginario della Sicilia. Tre giorni di vuoto di potere dove  trionfa la fantasia, in parallelo con lo svolgimento di una festa popolare religiosa. Il protagonista si troverà ad affrontare in modo decisivo, quell'importante frazione di vita fatta dalle scelte personali, in amore e in politica. Alcuni lo spingeranno a intraprendere una strada, altri tenteranno di fargli percorrere per direzione opposta. Ad un tratto, la speranza si blocca e tutto ritorna come prima, nell'attesa di una nuova utopia.

Il regista, direttore artistico del Costalblei Film festival e autore di numerosi libri sul cinema, fra i quali un castoro su Francis Ford Coppola, tiene precisare che non si tratta di un film politico: ''l'idea nasce da una storia vera, soprattutto, dai racconti di mio padre, lo scrittore siciliano Giuseppe Zagarrio. Il film è anche un omaggio alla Sicilia, con i suoi paesaggi così evocativi. Mi piacerebbe quindi girare nella zona sud orientare: a Cava d'Alica, Scicli, Modica, Comiso, val di Noto''.

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01 marzo 2003

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