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Un vino di qualità a prezzi bassi. Una nuova formula di mercato per valorizzare tutti i vini di Sicilia

Allargare il mercato della qualità vitivinicola siciliana a tutte le tasche.

15 aprile 2005

Al Vinitaly 2005, la Sicilia ha fatto furore, e non è la prima volta. La grande vetrina di Verona ha dato nuovamente possibilità alla Sicilia di presentarsi al mondo come un Luogo che non ha soltanto la fortuna di avere un territorio ad alta vocazione vitivinicola, ma anche un substrato culturale legato ad esso che affonda le radici indietro nei millenni.

Al Salone internazionale del Vino di Verona, la Sicilia del Vino ha parlato anche a stessa, ed una delle proposte più interessati è stata avanzata dall'assessore regionale all'Agricoltura Innocenzo Leontini: ''Vino di qualità a soli 2 euro a bottiglia''.
Più che una proposta una vera e propria sfida, che si può tradurre in un modo per dichiarare guerra al caro prezzi, sia per puntare su nuovi posti di lavoro e nuovi mercati, nonché per difendere l'economia interna dagli attacchi di un import non sempre corretto.
''Quando parliamo di vino siciliano - ha sottolineato Leontini a Verona - si pensa soprattutto alle azienda di eccellenza ormai affermate anche sui mercati internazionali. Ma vogliamo puntare anche sul prodotto di fascia intermedia o medio bassa''. Ovvero quello della grande distribuzione, quello che riempie gli scaffali degli ipermercati e viene venduto a prezzi stracciati.
''L'obiettivo è che il 75% del vino siciliano oggi 'sfuso' entri, in bottiglia o in brick, nella fascia dei prodotti a prezzi contenuti tra i 2 e i 5 euro. Indirizzando verso l'imbottigliato il vino che oggi viene venduto sfuso e puntando su vitigni autoctoni''.

Una strategia che prevede organizzazione, coinvolgimento delle cantine sociali e fondi: la Regione, infatti, investirà due milioni di euro, frutto di finanziamenti statali. ''Il nostro programma parte dalla 'valorizzazione dei vitigni autoctoni' - ha spiegato Dario Cartabellotta, dirigente dei Servizi allo sviluppo dell'assessorato - intendiamo offrire alle aziende più piccole e alle cantine sociali, che non possono permettersi grandi investimenti, assistenza tecnica a costi minimi per migliorare le produzioni e renderle competitive sui mercati''.
''Saranno coinvolte circa 50 cantine sociali - ha spiegato Felice Crosta, direttore dell'assessorato -, molte delle quali hanno attuato programmi di riconversione dei vigneti verso produzioni autoctone e di ammodernamento tecnologico''. L'assistenza di agronomi ed enologi sarà assicurata dagli uffici periferici dell'assessorato ma soprattutto da giovani neo-laureati che la Regione vuole reclutare: si pensa a con-tratti triennali, che per il 75% verranno retribuiti dalla Regione e per il 25% dalle aziende.

Insomma, la riuscita di tale progetto, permetterebbe la valorizzazione di tante piccole realtà produttrici di qualità, ed un rafforzamento del ventaglio della scelta nel segmento prezzo/qualità, capace di affrontare senza problemi le scommesse di un mercato libero sempre più competitivo.
Come dire, in Sicilia si può bere solo ed esclusivamente buon vino.

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15 aprile 2005
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