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Una Chiesa da console. Nei videogame la possibilità di sconfiggere il ''nemico'' con la preghiera

Le nuove frontiere dello... spirito?

23 agosto 2005

E parlando ancora di religione...

La crisi dei valori che oggi giorno preoccupa credenti e laici, come si sa ha fatto correre ai ripari la Chiesa cattolica, che ha riconosciuto di dover cambiare registro per riconquistare il cuore soprattutto dei giovani. Giovanni Paolo II, proprio con l'aiuto del suo adesso sostituto Joseph Ratzinger, pensò dunque che era arrivato il momento di svecchiare l'immagine della chiesa, accogliendo e non condannando parte dei linguaggi e dei simboli della contemporaneità, e di sostituire i toni impositivi con la dialettica propria dei giovani, che hanno sempre più bisogno di essere accompagnati e non ammoniti.
Nacquero allora le Giornate mondiali della gioventù, il linguaggio di Karol Wojtyla assunse un una coloritura fresca ed estremamente comprensibile tanto quanto fraterna, e tutto ciò provocò un tale entusiasmo che la nascita dei ''papaboys'', orde di ragazzini fans del papa, in un primo momento fece storcere il naso anche a chi di religione ed ecumenismo non si occupava.

Il restyling ha funzionato e quel terreno intelligentemente preparato da Giovanni Paolo II adesso dovrà essere, altrettanto intelligentemente, utilizzato da Benedetto XVI.
In questo terreno dovrà proliferare il nuovo popolo cattolico che deve essere salvato dalla più grande tentazione che la contemporaneità poteva diabolicamente produrre: il Relativismo.
E come si potrà sconfiggere tale nemico? Sicuramente non tralasciando le maniere intraprese da Giovanni Paolo II, dimostratesi ampiamente funzionanti, e rimanendo vicino alle nuove generazioni, che pretendono si parli la loro lingua.

Tra i mezzi che il cattolicesimo deve quindi tenere in alta considerazione e utiliazzare ci sono sicuramente, la televisione, la musica e il ''mondo virtuale'', con un occhio di riguardo nei confronti dei videogame.
Come? Prendiamo in esame proprio questi ultimi... Bene, basta cambiare qualche ''cosina'', ma  far rimanere uguale nel suo insieme la logica dei giochi da console ed il ''gioco'' è fatto.
Cosa significa? Andiamo a fare un esempio: quando in un videogioco appare il personaggio ''cattivo'', o quantomeno dalle fattezze poco raccomandabili e sospette, c'è solo una cosa da fare: eliminarlo a forza di botte, bastonate o fucilate. Bene, il nuovo filone di giochi cattolici, ma è più corretto chiamarli ''cristiani'', offre inedite possibilità di trattare il nemico: ammorbidirlo con la preghiera o convertirlo facendolo toccare dalla mano di Dio.

All'inizio di agosto a Portland, nell'Oregon, si è svolta la Christian Game Developers Conference, raduno dei produttori di videogiochi cristiani. Un gruppo di oltre 100 aziende che si propongono di portare nei computer e nelle console i valori della Bibbia offrendo un prodotto professionale in grado di competere non solo sul piano morale, ma anche su quello qualitativo, con i titoli di maggior successo.
''Quindici anni fa la musica cristiana poteva sembrare come i videogiochi cristiani oggi. Solo quando i produttori si sono uniti e hanno puntato sulla qualità hanno raggiunto il successo''. E' il sogno di Ralph Bagley, amministratore delegato di N'Lighting Software, la più antica casa di produzione di software religiosi. Il primo gioco prodotto dalla sua azienda nel 2001 si chiamava ''Catechumen'', costò 830 mila dollari e finora ha venduto 80 mila copie. Il secondo titolo, ''Ominous Horizons'', è costato 1 milione di dollari e ha venduto 50 mila copie.

La ''tattica'' dei giochi religiosi è proprio quella di cui si parlava prima, ossia utilizzare il linguaggio dei giovani per lanciare messaggi diversi, come i giochi religiosi che con la loro accattivante grafica privilegiano l'educazione sull'azione. E' il caso di ''The Bible Game'', titolo per PlayStation2 prodotto da Crave Entertainment, una società che ha nel suo catalogo anche voci tutt'altro che ecclesiastiche, come ''World Championship Poker'': in ''The Bible Game'' il giocatore deve rispondere a 1.500 domande tratte dal Vecchio Testamento. C'è anche una versione per GameBoy.
Ma ci sono anche titoli che, prendendo spunto dalla Bibbia, offrono scenari ben più movimentati. Come ''The Rebel Planet'', ambientato nel difficile periodo tra la creazione del mondo e il diluvio universale, con gli uomini pii costretti a fare i conti con dinosauri, ragni giganti e ogni sorta di peccatori.
Contro tali nemici, il buon cristiano deve comunque usare le armi della non violenza. E' quanto insegnano ''Timothy and Titus'', martiri cristiani protagonisti dell'omonimo gioco, che che affrontano i nemici solo con la preghiera e l'aiuto divino. Ma anche questo tabù potrebbe essere presto infranto: i produttori del gioco hanno annunciato che in una prossima versione ai due santi potrebbe essere fornita anche l'opportunità di pestare i pagani.
Ma così ci potrebbe essere il timore di ripetere la Storia, quella storia che ha favorito il relativismo e la conseguente disaffezione nei confronti della Chiesa.

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23 agosto 2005
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