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Una nuova identità per sfuggire all'abbandono dello Stato che l'ha lasciata nelle mani del racket

La disperata richiesta dell'imprenditrice Maria Grazia Fasciana

24 giugno 2005

Con fax al ministero degli Interni e al sottosegretario Alfredo Mantovano, presso l'ufficio del Commissariato nazionale Antiracket e antiusura, ha chiesto di cambiare identità.
''Nessuno dica che è l'ennesima provocazione. La mia è una richiesta seria. Voglio essere un'altra persona''.
E' questo l'ultimo grido disperato dell'imprenditrice Maria Grazia Fasciana, che nel '98 denunciò i suoi presunti usurai nei confronti dei quali si è recentemente concluso il processo di primo grado con una condanna e otto assoluzioni.
L'imprenditrice, titolare di un caseificio, è nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle vittime di usura, per le quali ha sostenuto di voler donare allo Stato il suo caseificio non potendo farlo produrre per mancanza di liquidità.
Adesso, però, dice di essere delusa dalle continue difficoltà con le banche che, essendo protestata, non le concedono credito.

''Voglio davvero cambiare identità, essere un'altra persona - dice la donna - e vivere senza l'angoscia continua di essere una donna che di fatto è tagliata fuori dal mondo del lavoro''. Così ha scritto al sottosegretario Alfredo Mantovano.
''Mi vedo negato il diritto costituzionale al lavoro, mi vedo tagliata fuori dal circuito bancario, che mi rifiuta perfino un conto corrente. Adesso voglio soltanto essere un'altra persona. I delinquenti sono aiutati sia quando sono in carcere sia a rientrare nel campo del lavoro. Questo a me è negato e chiedo di potere cambiare la mia identità per essere adesso una persona pulita che possa entrare in una banca senza essere considerata un'appestata. Voglio cambiare nome senza entrare nel programma di protezione che mi era stato proposto dal Procuratore di Enna tempo fa''.
Ancora non ha ottenuto alcuna risposta alla sua richiesta e così conclude: ''Mi sento abbandonata, sono stanca, ma non intendo arrendermi. Piuttosto preferirei farla finita''. [G.M.]

Fonte: ViviEnna.it

(Nella foto ''Prova di indentità'', opera di Luciana Costa Gianello)

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24 giugno 2005
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